CROLLO PALAZZO A NAPOLI

Insufficienti e superficiali sono state le risposte dell’amministrazione sul crollo del palazzo ai Quartieri Spagnoli. Cosi è intervenuto il Dirigente di AN – Popolo della
Libertà, Rosario Lopa. Chiediamo da tempo all’amministrazione comunale la formazione di una commissione sugli stabili pericolanti, per evidenziare le cause delle crepe presenti
sulla facciate e di verificare la stabilità dei palazzi dell’intera zona a ridosso di via Toledo, poiché riteniamo che questo sia l’ennesimo campanello d’allarme per
le istituzioni, a prescindere, continua l’esponente del PdL, dal fatto di venerdi, denunciamo da anni che esiste un reale rischio di crollo per le palazzine circostanti a causa delle continue
vibrazioni del terreno sottostante.

Eppure il Comune sa bene che il sottosuolo del quartiere Montecalvario presenta delicati problemi. Non c’era bisogno di scomodare blasonati cattedratici per scoprire quello che gli abitanti
della zona sanno da generazioni, ovvero che è assai pericoloso mettersi a scavare e lavorare sotto palazzi, la cui stabilità é a grave rischio per i
cittadini, che vivono nell’incubo di nuovi crolli. In tutti questi anni del dopo terremoto, ancora non è stata chiusa la pagina della ricostruzione, a causa di forti ritardi dovuti
allo sciacallaggio del profitto da parte di alcuni personaggi del mondo politico, imprenditoriale, finanziario, tecnico e malavitoso. Qualche anno fa, ha ricordato Lopa, nel nuovo tribunale di
Napoli c’è stata un’udienza che vedeva coinvolti nell’affare terremoto oltre settanta persone. Chissà quando si potranno sapere i nomi degli innocenti o dei colpevoli.
Il Presidente della Regione Campania Bassolino, aveva detto ai napoletani di dare la sua disponibilità della sua carica Istituzionale per accelerare il completamento della
ricostruzione. Ma il tempo passa e non ha più il tempo di ricordarsene……

Bisogna chiarire, che se ci sono state finora luci e ombre sulla ricostruzione adesso è tempo di operare con onestà e serenità, con la collaborazione di
tutti affinché si possa completare l’opera. Di contro, una lentezza esasperata nella ricostruzione delle case: ventisette anni dopo il sisma, ci sono ancora, ha ricordato
Lopa,nuclei familiari che vivono ancora nei prefabbricati impossibile oramai da recuperare, insomma il trionfo del cemento e delle grandi opere, le sole che consentissero ai vari attori della
vicenda post-terremoto di organizzare i loro affari multimiliardari.

Leggi Anche
Scrivi un commento