Crisi: gli agricoltori tornano in piazza in tutta Italia. Il 26 febbraio grande sit-in a Roma davanti alla Camera

By Redazione

 

La Cia costituisce, a livello nazionale, i Gruppi d’interesse economico per tutelare i produttori
agricoli e per l’agricoltura reale protagonista nel Paese.

Riprende con forza la mobilitazione della Confederazione per sollecitare interventi straordinari a sostegno delle imprese,
oggi in grave difficoltà. Obiettivi prioritari: sgravi contributivi, riduzione dei costi produttivi e degli oneri burocratici, modifiche sostanziali all’inaccettabile
decreto legge sulle quote latte, finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Il presidente Politi: basta alle promesse mancate; più
attenzione al settore primario e una vera politica per rilanciare sviluppo e competitività.

 

Sgravi dei contributi; riduzione dei costi produttivi; alleggerimento degli oneri burocratici; modifica del decreto legge sulle quote
latte; oggi inaccettabile; finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Sono queste le principali richieste che la Cia-Confederazione
italiana agricoltori ribadirà nelle piazze italiane fin dalla prossima settimana, quando scatterà una nuova ferma mobilitazione sull’intero territorio nazionale che
culminerà con una grande iniziativa a Roma il 26 febbraio. Più di mille agricoltori, provenienti da tutta Italia, manifesteranno, a partire dalle ore 14.00, con un sit-in
in piazza Montecitorio per sollecitare una maggiore attenzione nei confronti del settore e soprattutto per chiedere immediati e straordinari interventi a sostegno delle imprese che
vivono un momento di grave emergenza.

Questa iniziativa sarà preceduta da una grande convention, sempre il 26 febbraio a Roma, presso il Palazzo dei Congressi, dei
Gruppi di interesse economico (Gie) costituiti in queste ultime settimane nelle varie realtà locali della Cia. Un’Assemblea (si svolgerà dalle 9.30 alle 13.30) che
darà vita, a livello nazionale, di sette Gie (olio, vino, zootecnia, ortofrutta, cereali, florovivaismo, colture industriali) che, con il pieno coinvolgimento degli agricoltori,
dovranno sviluppare un’azione incisiva a tutela e valorizzazione dei settori portanti dell’agricoltura italiana.

Insomma, una giornata, quella del prossimo 26 febbraio, che vedrà la Cia fortemente mobilitata non solo per sollecitare
risposte da parte di Governo e Parlamento, ma anche per sviluppare una strategia propulsiva in difesa dei redditi dei produttori, per la crescita delle imprese e per
un’agricoltura che sia reale protagonista della vicenda politica ed economica del Paese.

D’altra parte, proprio l’agricoltura sta attraversando uno dei momenti più difficili degli ultimi trent’anni.
Basti pensare che solo nel 2008 più di 20 mila sono andate fuori mercato. Il rischio è che nei prossimi tre-quattro anni, altre 250 mila aziende rischiano di cessare
l’attività. I motivi sono noti e dalla Cia più volte denunciati: costi produttivi sempre più pesanti; oneri contributivi e burocratici opprimenti; la proroga
per la fiscalizzazione degli oneri sociali ferma ancora al 31 marzo 2009; redditi falcidiati; prezzi sui campi in continua discesa; mancanza di finanziamenti per il Fondo nazionale di
solidarietà per le calamità naturali; un decreto sulle quote latte inaccettabile; scarsissima attenzione da parte del Governo; pochi e fragili sostegni pubblici; una
politica di sviluppo che si allontana in maniera inesorabile; un’agguerrita competitività a livello internazionale. “E -come ha affermato il presidente Politi- senza
interventi mirati e straordinari sarebbe il tracollo dell’intero settore”.

“E’ una situazione non più tollerabile. In questi giorni più volte abbiamo sostenuto la necessità di
misure incisive. Nessuna risposta è venuta dal Governo. Per questo -ha avvertito il presidente della Cia- diciamo basta alle promesse puntualmente mancate. La nostra
mobilitazione riprenderà con grande decisione. Andremo in piazza per far sentire, in modo vibrante, la voce della protesta degli agricoltori italiani, che sono stanchi di restare
inascoltati, anche quando le questioni assumono contorni drammatici, come quelli attuali”.

“Ci mobiliteremo in tutto il Paese, con iniziative di ferma protesta. Non solo. Chiederemo incontri -ha aggiunto Politi- con
tutte le forze politiche presenti in Parlamento per far sì che vengano predisposte misure in grado di ridare fiato agli imprenditori agricoli. Lo stesso faremo con Regioni ed
enti locali”.

“Bisogna capire che una nazione senza una valida agricoltura non ha futuro. In altri paesi europei i problemi agricoli vengono
affrontati in maniera diversa e certamente più incisiva. Non si può continuare ad ignorare una realtà grave che è sotto l’occhio di tutti. Ecco
perché la nostra protesta -ha concluso il presidente della Cia- sarà ferma e determinata. Ci battiamo con energia affinché un grande patrimonio, qual è quello
agricolo e rurale dell’Italia, non vada disperso e si frammenti ulteriormente”.

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