Crisi ed alimentazione: addio ristorante, avanti apericena

Crisi ed alimentazione: addio ristorante, avanti apericena

By Redazione

La crisi, per quanto difficile, non è negativa per tutti: le mutate abitudini danneggiano la ristorazione classica ma favoriscono la diffusione dell’apericena.

In base ai dati Coldiretti, questo modo di mangiare interessa almeno 2,5 milioni di cittadini, diffuso in tutta la Penisola.

Secondo l’associazione, dietro tale situazione vi sono diversi fattori, che vanno oltre al momento economico.

In primis, la capacità dell’apericena di far proprie usanze locali, come lo spritz veneto o l’aperitivo post lavoro di Milano o della stessa Roma.

Inoltre, tale modo di mangiare favorisce la varietà di piatti e preparazioni, facendo leva sulla curiosità e la voglia di sperimentazione degli italiani verso il cibo. A riguardo,
spiega Coldiretti, l’apericena ha dalla sua il patrimonio alimentare nazionale: 4671 specialità, 244 DOP ed IGP, 517 vini DOC, DOCG ed IGT. Non a caso, molti locali personalizzano
l’offerta, con serate di degustazione od incontri con produttori e prodotti a KM 0.

Infine, non dimenticare l’aspetto conviviale: informale e dall’atmosfera leggera, l’apericena gioca con la voglia di stare assieme e di mangiare in allegria, da sempre pilastri del modo di fare
cibo degli italiani.

Matteo Clerici

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