Crisi, e torna l’autarchia in cucina

Crisi, e torna l’autarchia in cucina

By Redazione

Sembrava una forma del passato, sepolta dal boom degli Anni Sessanta, dagli anni della Milano da bere

Eppoi, la crisi: e la vecchia autarchia alimentare, il fai-da-te spendendo il minimo, riemerge dal cassetto.

A dirlo è Coldiretti, che analizza a 360° la cucina del momento.

Emerge così la caduta della grande distribuzione (-1,5%) a scapito degli alimenti base, in crescita:

farina (+8%), uova (+6%), burro (+4%). Sono materia prima per sempre più persone, con un numero crescente di italiani che, oltre che consumatore, diventa produttore. L’alimento
più fatto in casa, rimane la pizza (fatta dal 33% dei cittadini), seguita da pane (18%), marmellate (18%), poi pasta (13%) e dolci (11%). Da non trascurare poi conserve, yogurt e dolci.

E, con il prossimo Carnevale, festa e voglia di risparmio si bilanciano: secondo Coldiretti, è possibile acquistare gli ingredienti per frittelle e compagni e spendere solo 15-20 al
chilo, necessità energetiche comprese.

L’ autarchia spinge anche ad istruirsi. Il WEB vede così community, portali e siti sulla cucina casalinga ed economica: 415.000 gli utenti assidui, 1,4 milioni quelli che ogni tanto
buttano un’occhiata.

Infine, anche hobby e tempo libero. Il 25% degli italiani cura un orto od un giardino, i cui prodotti vengono consumati o regalati agli amici, e 21 milioni di cittadini punta ai mercati di
Campagna Amica, per avere cibo genuino a buon prezzo.

Altri scelgono invece la festa autarchica: invece cioè di andare al ristorante od in pizzeria, amici e parenti s’invitano a casa. Così, il cittadino trascorre ai fornelli 56
minuti in media al giorno, che diventano 69 la domenica e nei giorni festivi.

Matteo Clerici

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