Crisi economica e tasse, ADUC: Per il Belpaese entrambe non esistono

Crisi economica e tasse, ADUC: Per il Belpaese entrambe non esistono

Firenze – Gli ultimi dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia sul reddito degli italiani nel 2006 (dichiarazione 2007) sono emblematici e preoccupanti. Il
51% delle tasse e’ pagato dal 10% dei contribuenti. Un Paese di “Paperoni brava gente” che ripaga lo Stato perche’ ben disciplina e articola il sistema economico e politico consentendogli di
fare business, accumulare ricchezza e vivere sereni in un Paese ordinato, giusto e ben organizzato? Potrebbe esserlo se non ci fosse un altro dato che stride: un terzo dei contribuenti (35%)
dichiara un reddito inferiore ai diecimila euro, cioe’ 833 euro al mese. Certamente ci sono i casi estremi e drammatici… ma riguarda un terzo dei contribuenti?

La crisi economica c’e’, e’ innegabile. Non pochi perdono il posto di lavoro o chiudono le proprie attivita’ economiche, ma sono comunque la punta di un iceberg non l’intera montagna di
ghiaccio che, invece e’ quella raffigurata dai dati di cui sopra.

Il nostro e’, invece, un Paese per cui crisi economica e tasse non esistono, perche’ il rimedio e’ stato trovato, anzi confermato rispetto ad un atavismo congenito ed alimentato.

Crisi economica e tasse, i due piu’ temibili avversari di una qualunque comunita’ civica in un qualunque Paese del mondo e su cui le forze politiche perdono e vincono le elezioni quando, per
esempio, ad un’alta tassazione (come nei Paesi scandinavi) dovrebbe necessariamente corrispondere una notevole qualita’ dei servizi pubblici, o ad una crisi economica (come negli Usa)
dovrebbero corrispondere sostanziosi e lungimiranti interventi che confermino il motore liberistico del mercato.

Il Belpaese, invece, riesce ad andare oltre, grazie anche ai Governi che si succedono e che, nonostante roboanti dichiarazioni in campagna elettorale dei vari contendenti, mai mette al centro
della propria attivita’ un drenaggio fiscale. Ogni tanto viene fatto, con lo spauracchio di un “tintinnio di manette” impossibile per norme e consuetudini, per cui nessun contribuente/evasore
lo prende sul serio, proprio come gli stessi proponenti.

Ma dov’e’ una politica che, grazie ad un miglioramento della qualita’ dei servizi, recuperi la fiducia dei contribuenti invogliandoli ad esser tali? Cosa deve pensare, per esempio, un cittadino
medio, nella fattispecie fiorentino, che chiedendo all’ufficio anagrafe un atto di nascita si vede rispondere “passi fra diciotto giorni”? Come minimo pensera’ ad una “vendetta” verso chi,
prendendo le sue tasse, le usa in questo modo… e ognuno si “vendica” come puo’…

Di conseguenza, la crisi economica, che l’attuale capo del Governo un giorno ci dice che esiste in modo incontrollato dal nostro Paese e un altro dice che invece dipende dagli italiani che non
vogliono lavorare, non tocca il consumatore medio che, per esempio, non fa flettere gli indici dei consumi delle automobili o dei telefonini… e che automobili e che telefonini…

Per questo motivo, crediamo che in Italia non succedera’ mai quanto e’ accaduto per esempio, in Islanda. Dobbiamo per questo stare tranquilli? Dipende dai punti di vista….

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Leggi Anche
Scrivi un commento