Crescono dell’1% i consumi di pesce, una boccata d’ossigeno per il settore

Crescono dell’1% i consumi di pesce, una boccata d’ossigeno per il settore

Roma –  Aumentano dell’1% i consumi in Italia per pesci, crostacei e molluschi durante le feste di Natale, pari a 526 milioni di euro, per un totale di 116.500 tonnellate.
Un’inversione di rotta dopo il calo del 3,7%-4% registrato negli ultimi 3 anni. Le stime sono del Centro Studi Lega Pesca, secondo cui gli italiani, forse più riflessivi e selettivi al
momento dell’acquisto, crisi o non crisi, non rinunciano alla tradizione; magari riducono le quantità, puntando su prodotti di importazione e su nuove specie, ma sulle tavola il pesce ci
sarà.   

Secondo il Centro Studi, i prodotti ittici made in Italy, freschi stagionali di mare o di acquacoltura, domineranno per qualità ma non per quantità: 42.000 tonnellate per una spesa
di 222 milioni di euro, una boccata d’ossigeno per i produttori, ma che rappresenta appena il 36% in volume e il 42% in valore dei consumi complessivi. A farla da padrona infatti sono i prodotti
di importazione, 74.500 tonnellate per una spesa di oltre 304 milioni di euro, che conferma l’Italia il quinto paese importatore al mondo, dopo USA, Giappone, Spagna e Francia.   

Nei porti nazionali i 13.300 pescherecci, meteo permettendo, sbarcheranno 27.000 tonnellate di pescato nazionale per una spesa di 175 milioni di euro, con ricavi per le imprese di 135 milioni.
Quindicimila tonnellate di pesci e molluschi arriveranno invece dai circa 1000 impianti italiani di acquacoltura, per una spesa di 47 milioni di euro e per ricavi alla produzione di 36 milioni di
euro.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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