Cremona: Un milione di euro per il credito alle imprese

Il presidente Giuseppe Torchio, intervenendo alla riunione dell’ufficio di presidenza della Conferenza delle Autonomie e Patto dello Sviluppo sulla destinazione dei fondi europei Fas
(Fondo aree sottoutilizzate) e Por (Piano operativo regionale), si è soffermato in particolare sulla necessità di misure urgenti in favore dell’economia, del credito e del
sistema delle imprese.

“Il sistema Cremona” ha affermato Torchio “così come ieri ha messo a disposizione un milione di euro in un unico fondo costituito da Provincia e Camera di
Commercio agendo da start up rispetto al provvedimento sull’innovazione della Regione, con notevoli riscontri locali, oggi mette sul tavolo un altro milione di euro per il sistema del
credito alle imprese e dei fidi bancari nei settori commercio, artigianato, servizi e industria”.

Accogliendo concretamente le proposte contenute nel documento delle categorie economiche, d’intesa con il presidente camerale Giandomenico Auricchio, è stato convocato un
incontro il giorno 5 novembre per la definizione concreta delle modalità operative del fondo concordato dai due Enti per il sostegno delle imprese.

“A Milano abbiamo ricevuto conforto e riscontro in merito al valore delle nostre proposte che anticipano il piano anticrisi della regione presentato dal dirigente Marco Carabelli
e che si muove nell’ambito delle garanzie del credito, del fondo di rotazione con Cassa Depositi e Prestiti e la Banca Europea degli Investimenti (Bei) e del sostegno del “made in
Lombardy” anche con l’implementazione del Por competitività del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale” conclude Torchio, “ora, per evitare la caduta della
nostra competitività dobbiamo e vogliamo partecipare in via permanente al tavolo regionale fino al coinvolgimento pieno del sistema bancario”.

Al riguardo la posizione del presidente della Fondazione Cariplo e dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, favorevole ad un più diretto ruolo delle Fondazione nell’economia – anche a
seguito della cessione da parte della Cassa Depositi e Prestiti di quote azionarie di Eni e Enel – è sicuramente condivisibile e si auspica che il Governo la assecondi.

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