XXV Assemblea ANCI: per Fabbio servono regole certe per le funzioni che i Comuni devono garantire ai cittadini
27 Ottobre 2008
Trieste – “Bisogna definire regole che riducano i confini estremamente liberi che negli ultimi anni hanno consentito ai Comuni di allargare a dismisura i loro campi di
intervento. Il pericolo è che l’avvio del federalismo fiscale, con il riconoscimento dell’autonomia impositiva dei Comuni, finisca per tradursi in un appesantimento
delle strutture comunali piuttosto che in un loro alleggerimento”.
Lo ha affermato Piercarlo Fabbio, sindaco di Alessandria nel corso del suo intervento alla sessione dei lavori dell’assemblea Anci la cui sessione mattutina è stata
dedicata al tema del federalismo fiscale. Riprendendo le considerazioni svolte da Bassanini, Fabbio ha sottolineato come la questione centrale sia la definizione delle funzioni
fondamentali che devono svolgere i Comuni, stretti tra la necessità di svolgere compiti assegnati e l’esigenza di garantire servizi alla comunità.
In questo senso il sindaco di Alessandria ha ricordato il fenomeno che, negli ultimi 10 anni, ha visto un allargamento dei servizi che i Comuni offrono i ai cittadini. A suo parere
sarebbe opportuno definire piuttosto quelle che sono le funzioni che non devono svolgere i Comuni, visto che al momento il margine di discrezionalità è talmente ampio che
“non ci riesce più ad orientare se i servizi offerti dalle amministrazioni siano tutti dovuti o meno”.
Facendo l’esempio di una società a partecipazione comunale che eroghi servizi di assistenza al credito, il sindaco di Alessandria si è chiesto se tale tipo di
attività rientri o meno tra le competenze comunale. “Il vero problema è impedire la crescita esponenziale del sistema delle partecipazioni dei Comuni, ed in questo
senso l’avvio del federalismo fiscale è l’occasione perché il legislatore definisca regole certe per le amministrazioni comunali”, ha concluso.
(gp)




