Cremona: Expo 2015, Bossi indica Verona e la sua fiera per il settore agroalimentare

Cremona: “La proposta che ha lanciato il ministro Umberto Bossi nei giorni scorsi durante l’incontro con i vertici di Veronafiere ed il sindaco Flavio Tosi, esponente di spicco della
Lega, di un Expo del nord e non solo meneghino è in linea di massima condivisibile, purché si tenga conto di tutte le potenzialità della Lombardia, compreso il sud della
regione, al di là delle appartenenze politiche. Se, al contrario, la partita dell’Expo dovrà essere giocata solo tra città e territori governati dal centro destra,
l’impostazione è inaccettabile e da contrastare con forza”.

E’ ferma e decisa la reazione del presidente della Provincia, Giuseppe Torchio, dopo la notizia diffusa dalle agenzie di una telefonata tra il ministro Umberto Bossi, in visita a Verona, e il
sindaco Letizia Moratti nel corso della quale ha assicurato la volontà di sottoscrivere con il sindaco Tosi, Veronafiere e la Fondazione Arena (lirica) un protocollo d’intesa per
favorire la collaborazione tra territori. In particolare, per quanto riguarda la Fiera, l’idea è di sviluppare una partnership nel campo dell’agroalimentare.

“A questo punto la domanda sorge spontanea e suscita qualche retropensiero: perché solo Verona? Perché a nessun altro territorio è stata proposta la sigla di un’intesa? Con
quale criterio è stata scelta Veronafiere invece di altre realtà fieristiche lombarde? Perché si esclude dall’Expo il sud Lombardia con le sue eccellenze?” insiste
Torchio,”nel territorio cremonese la filiera agroalimentare rappresenta la nostra punta di eccellenza, CremonaFiere è il secondo polo fieristico lombardo, ma negli accordi che si stanno
stipulando tra il sindaco di Milano Letizia Moratti, il governatore Roberto Formigoni, ed altri esponenti del Governo non vi è traccia né vi è menzione dell’apporto che
potremmo assicurare, anche in campo culturale con la nostra liuteria unica al mondo. Se per essere coinvolti non vale ciò che possiamo offrire, ma conta unicamente la sponsorizzazione
politica, mi viene da dire che l’Expo parte sotto i peggiori auspici”.

Fin dalla diffusione delle prime bozze del programma operativo dell’Expo si era amaramente constatato l’esclusione di Cremona e Mantova, determinando la dura reazione di tutto il sud della
regione, la convocazione delle categorie economiche presso la Camera di Commercio, l’assemblea presso la Fiera delle Province del Nord Ovest con le “teste d’uovo” dell’Expo su iniziativa del
presidente Torchio e la contestuale predisposizione di un documento di lavoro sulle potenzialità agro alimentari del territorio redatto con l’università Cattolica, il Centro di
Cesare Galli e altre importanti realtà della filiera.

“La Regione Lombardia vuole ignorare i forti investimenti operati a Cremona per potenziare il polo fieristico, vanificando lo sforzo delle Istituzioni cremonesi e del mondo economico?” chiede
l’assessore all’economia Agostino Savoldi, “A ciò si aggiunga il fatto che il Governo non ha ancora risposto alla richiesta di nominare un rappresentante delle Province (Penati o
Carioni) nella “cabina di regia” e nel Comitato di gestione dell’Expo. Tutte le strutture e le potenzialità lombarde devono essere candidabili e tenute in debita considerazione: questo
diremo al ministro Maroni nel corso del prossimo incontro con l’Upl”.

“Se la Regione ha deciso di “regalarci” le discariche di amianto e di toglierci ogni partecipazione all’Expo è bene saperlo subito” ribadisce Torchio, “ma si sappia che come abbiamo
posto in essere una dura battaglia contro l’ipotesi della discarica di amianto a Cappella Cantone, lo stesso faremo affinché la nostra filiera agroalimentare e le nostre
potenzialità fieristiche non siano sacrificate sull’altare dell’inciucio politico”.

La notizia dell’intesa veronese ha subito suscitato anche la reazione del consigliere regionale Fortunato Pedrazzi, che ha preannunciato un’interrogazione in Consiglio Regionale, così
come ha assicurato un rapido intervento l’on. Luciano Pizzetti. A livello provinciale, invece, analoga iniziativa è stata assunta dal consigliere del Pd, Giovanni Scotti, mentre la
Giunta Provinciale ha approvato una nota di ferma protesta trasmessa al Presidente del Consiglio, Sivlio Berlusconi, ai ministri Maroni, Zaia e Scaiola.

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