Cremona diventerà il centro di “eccellenza internazionale per la zootecnia e la qualità del latte”

Cremona  diventerà il centro di “eccellenza internazionale per la zootecnia e la qualità del latte”

A giusta ragione il sindaco Gianluca Galimberti chiede che Cremona  diventi il centro di “eccellenza internazionale per la zootecnia e la qualità del latte”.

Come è stato evidenziato in Regione Lombardia, in occasione della presentazione delle fiere zootecniche internazionali che da sette decenni si svolgono nella sua città e che comprende la 69 edizione della Fiera internazionale del bovino da latte, la 18 edizione della rassegna suinicola Italpig, la 4 edizione di Expocasearia e il secondo appuntamento di  International Poultry Forum, Cremona è al centro dell’interesse degli operatori zootecnici provenienti dai mercati più dinamici che attualmente sono Russia e Croazia, Ucraina e Serbia, Irlanda e Finlandia, Egitto e Tunisia, Uzbekistan e Cipro,  Libano e molti paesi dell’Asia.
D’altronde a Cremona, sino al 25 ottobre prossimo, data di conclusione delle fiere zootecniche internazionali, sono in mostra 400 capi e presenti 848 marchi, di cui il 25 per cento rappresentato da espositori stranieri. Sono dati più che positivi, anche perché ”L’edizione di quest’anno si inserisce in uno dei momenti più critici del comparto, caratterizzato dal mancato accordo per la fissazione del prezzo del latte, dalle problematiche della filiera del suino, che ci inducono a pensare che è giunto il momento di fare scelte precise”, dice l’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava.

Senza dimenticare, poi, le sanzioni alla Russia decisa dall’Unione Europea e la crisi che coinvolge Russia ed Ucraina, cioè due fra i più dinamici mercati zootecnici non solo europei.
“La fiera internazionale del bovino da latte è oggi la più importante manifestazione zootecnica europea e certamente una delle principali a livello mondiale – dice il presidente di Cremonafiere Antonio Piva – .
Ogni anno decine di migliaia di operatori professionali da tutto il mondo arrivano a Cremona proprio perché qui trovano lo scenario ideale per lo sviluppo di nuove opportunità di business”. Oltre ad avere la possibilità di seguire convegni e seminari promossi proprio per approfondire tutti gli  aspetti dell’allevamento e della produzione.
Ed è proprio in questa ottica che alla fiera del bovino da latte si è voluto affiancare Italpig che, dicono alla Fiera di Cremona, è l’unica manifestazione italiana che oltre a presentare le migliori tecnologie e attrezzature per l’allevamento, tratta le tematiche più pressanti del settore suinicolo cercando di offrire agli operatori professionali soluzioni concrete. Stesso discorso per Expocasearia, fiera che ha lo scopo di promuove la tecnologia per la produzione e la distribuzione del latte e dei derivati mettendo in contatto le aziende con i migliori produttori di tecnologie e attrezzature per l’allevamento, macchinari per la lavorazione di latte e formaggi, prodotti e servizi per l’igiene, il controllo qualità e la microbiologia.

Proprio ad Expocasearia sarà attivo, nei 14 giorni della manifestazione, un minicaseificio, gestito dai tecnici dell’Istituto sperimentale lattiero-caseario di Lodi, per illustrare ai visitatori il funzionamento del laboratorio del laboratorio lattiero-caseario in termini impiantistici, di lavorazione e di controllo della qualità. La Direzione generale agricoltura di Regione Lombardia, poi, parteciperà ai convegni 
”Qualità globale: una proposta per il miglioramento degli allevamenti da latte e la valorizzazione delle produzioni”, in programma il 23 ottobre e che ha l’obiettivo primario del progetto di ricerca e la possibilità di valorizzare di un percorso di filiera d’eccellenza nella produzione di latte e formaggio in termini di sostenibilità ambientale, di benessere animale e di qualità nutrizionale. Il percorso virtuoso deve coinvolgere tutti i processi della filiera produttiva: la coltivazione delle essenze foraggere, la composizione della razione, la gestione della mandria in stalla e in sala di mungitura, lo spandimento dei liquami, la gestione del territorio, le modalità di stoccaggio e di vendita del latte ed anche la sua trasformazione.
L’altro sul tema promosso dalla Regione Lombardia è “La realtà economico-finanziaria delle aziende da latte lombarde secondo nuovi indici di competitività” e riguarderà la gestione avanzata di 70 allevamenti seguiti dal servizio di assistenza tecnica agli allevatori (Sata) assicurato dall’Associazione regionale allevatori Lombardia (Aral), con l’introduzione di nuovi indicatori economico-finanziari in grado di valutarne i livelli di redditività, indebitamento e liquidità per indicare la strada da seguire  per affrontare la competizione mondiale del periodo post-quote latte.

Michele Pizzillo
Newsfood.com

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