#covid carpediem, cogliamo il buono di CoronaVirus – PRIMI 10 INSEGNAMENTI DIRETTI E INDIRETTI

#covid carpediem, cogliamo il buono di CoronaVirus – PRIMI 10 INSEGNAMENTI DIRETTI E INDIRETTI

#covid carpediem –

Cogliamo il buono di CoronaVirus – Decalogo PRIMI 10 INSEGNAMENTI DIRETTI E INDIRETTI

 

Data: 2 maggio 2020
#carpediem. Aiutini dal coronavirus? Qualcuno se ne accorgerà?

Primi 10 capitoli di una nuova politica-sociale di cui l’Italia ha immenso bisogno

Seguiranno gli altri 10 .   

Vivo positivo, diceva la canzone. A 65 anni devo infonderlo alle mie figlie di 35. Devo saper vedere il lato utile di ogni fatto, anche estremamente negativo, perché è solo sperando e guardando avanti con molta lungimiranza almeno generazionale si può vincere una catastrofe. Certo aiutare il contingente vuol dire salvare molte imprese e persone, ma piangersi addosso, avere paura, incolpare tutti, essere depressi, pensare chissà che cosa abbiamo perso e non avremo più… è un danno maggiore.
Le azioni immediate, urgenti e contingenti devono essere di buon senso, limitate nel peso, molto equilibrate partendo dal basso, dal singolo, dalla salute, dal bene comune reale e vero, non virtuale.
Ma mentre questo avviene in una logica proattiva e non di soli sussidi e assistenza a pioggia o non formativa e costruttiva  – la politica, giustamente, può anche cercare il pelo nell’uovo, fare distinguo e segnalare alternative – è importante pensare già cosa fare a gennaio 2021, a gennaio 2025, 2030, 2040.
Se siamo bravi e fortunati anche il Covid19 potrà essere ridotto ad una forte influenza controllata fra un po’ come altre, intanto però trovo che “L’INSEGNAMENTO” sia molto importante soprattutto per i vertici dello Stato, del Governo. E’ da lì che deve partire – sentiti tutti gli esperti che si vuole sanitari e non – una nuova visione di Paese Contemporaneo. Voglio semplificare e banalizzare, ma voglio essere concreto, ecco “GLI AIUTINI” veri che ci ha portato e ci ha lasciato il Covid19. Ripeto banalizzo e non faccio un elenco in ordine di importanza, ma sono temi su cui uno STATISTA di un grande paese  può costruire una nazione diversa.

CoronaVirus:
… più pulizia igiene personale
e meno mega-ospedali

1.       Siamo tutti stimolati a fare pulizia igiene attenzione individuale e collettiva, ma questo deve portare anche a una nuova Sanità-Salute Paese. Rafforzare il modello pubblico, più legami strutture private convenzionate, non mega-nosocomi che sono fucine di casi, un forte ritorno ai medici condotti che vanno a casa dal paziente, eliminare numeri chiusi universitari voluti da qualche casta, mai la doppia professione medica ma una scelta, acquisti nazionali per le Regioni, pronto soccorso che diventano day-hospital quindi molto attrezzati e sparsi per la città con specializzazioni patologiche, piccoli ospedali di comunità territoriali divisi per durata del malanno e tipo di assistenza e non per tipo di medicina o di clinica…

più vigilanza e sicurezza e meno delinquenza

2.       Vediamo tutti più vigili e carabinieri e polizia in giro per strade per dare sicurezza al cittadino. Allora è possibile e si riesce a vivere, produrre, gestire, organizzare con meno uffici, meno burocrazia, meno vigilanza dentro e più vigilanza fuori. E’ banale, ma anche furti e danni sono drasticamente diminuiti…

… meno inquinamento e meno sprechi

3.       Assistiamo ad un crollo dell’inquinamento da automobili, da gomma, da particolato, mentre il danno all’ambiente del riscaldamento, del carbone, della legna è rimasto quasi invariato. A significare che occorre mettere mano a un piano forte per non ritornare ai danni del passato appena finito il lockdown. Certamente non si può vivere con il lockdown perenne, ma cogliamo il segnale, cogliamo il suggerimento… Si diano sostegni per nuovi mezzi e vie di trasporto pubblico, cambio di impianti riscaldamento, più tecnologia domestica, più case coibentate differenziando i territori in base al reale status del clima…

… meno code e più tecnologia digitale

4.       Quante code agli uffici postali per bollettini, pensioni, pratiche che potremmo svolgere con uno o due Pin come avviene in altri paesi che – però – hanno una realtà, efficienza, efficacia tecnologica diffusa e controllata in cui la gestione dell’utility è al top, l’utente è il vero padrone dell’utility, il servizio è garantito nel 94-96% del territorio nazionale non con uno spazio di 1 MB, ma di 30 Giga a testa….   

CoronaVirus… meno burocrazia e PA più efficiente con meno dirigenti

5.       Quanta burocrazia pubblica superflua e bloccante è stata scoperta in questi frangenti catastrofici e ascoltare  il povero Conte – il Premier – scusarsi di persona con gli italiani perché dopo 30-40 giorni gli uffici pubblici, la famosa PA, non ha ancora provveduto neanche alla prima trance di 600 euro di marzo ai cittadini senza reddito.

…più Lavoro e più meritocrazia

6.       Quanto diventano importanti i contratti di lavoro, la meritocrazia e l’efficienza di una attività produttiva e la mobilità e flessibilità intelligente lavorativa. Di conseguenza gli spazi, le distanze e i tempi del lavoro stesso, quanto la dimensione di uffici, la orizzontalità e verticalità degli spazi. Il Covid19 dovrebbe insegnare che occorrono forti cambiamenti e il lavoro non si basa più sulle regole di inizio secolo scorso…

… più Europa con più solidarietà e più equità di risorse

7.       Quanto la sostenibilità, sussidiarietà, la solidarietà fra paesi europei, fra collettività diverse, fra Stati diversi di popolazione ma accumunati, oggi, nello stesso destino è diventato non solo una richiesta fondata e fondante della esistenza e unità dell’Unione Europea e delle sue istituzioni e componenti ad iniziare dalla Bce, ma anche fra gli stessi cittadini italiani, fra chi ha garanzie istituzionali pubbliche e chi se tira giù la saracinesca non ha più nulla per vivere. C’è una differenza che si manifesta sempre più fra chi ha un paracadute sociale e contrattuale fisso, intoccabile, inalienabile e a tempo interminato con lo stipendio mensile certo  e chi non ha più nulla…

… meno divari tra ricchi e poveri

8.       Un altro insegnamento del Covid19 è dato dall’accentuazione del divario non solo sociale civile, ma anche vitale e di aspettative e opportunità, fra chi è ricco e povero, chi è grande e chi è piccolo, chi rientra in una galassia e chi no, chi ha aderenze fiscali e finanziarie e chi no. anche su questo un Governo e uno Stato ben governato deve tener conto e pendere le dovute e assai differenziate misure: per esempio sostegni a fondo perduto rispetto a prestiti a tassi agevolati, condoni totale su piccoli debiti con la PA e dilazioni nel tempo di imposte e tasse…

… più scuola e sanità meno assistenza ad aziende decotte

9.       Anche la organizzazione dello Stato diventa una prerogativa #postcoronavirus e dovuta al Covid19, perché se da un lato lo Stato ha delle funzioni primarie assolute come scuola e sanità che possono anche essere in passivo di bilancio, altre attività dello Stato devono essere lasciate al mercato libero, ad eccezione degli asset strategici vitali imprenditoriali in cui intervenire con golden share, tipo l’acciaio, i porti, le estrazioni minerarie, l’energia, le telecomunicazioni, l’enogastronomia agroalimentare, ma non certo l’Alitalia o altre imprese o enti inutili (circa 6000 in Italia) decotte da 20 anni almeno…

burocrazia … più cura dimagrante per sprechi dello Stato e più efficienza Amministrazione Pubblica

10.   Sempre sul tema piccolo-grande, anche le istituzioni dello Stato devono snellire soprattutto partendo da Roma ministeriale, ma anche nelle Regioni, nelle Province. Uno Stato contemporaneo deve essere veloce e dinamico e leggero: semplifichiamo sburocratizziamo anche riducendo lasciando solo un controllo e verifica efficiente. Perché non fare macro-regioni geografiche per ottimizzare le spese e fare economie di Stato. Perché non pensare, come alle città metropolitane, anche ai comuni come unioni concrete obbligatorie e di fatto di almeno 5000 abitanti e togliere le Province dando forza ai Comuni-Sindaci grandi ……
Ecco i primi 10 punti fondamentali e indispensabili… ma ce ne sono altri 10 almeno. Speriamo che il Covid19 porti consiglio, sia un “aiutino” fondamentale. L’Italia è sempre alla ricerca di uno Statista, anche di una scuola politica nazionale per una nuova dirigenza. Il Premier Giuseppe Conte vuole essere uno Statista, benissimo, giustissimo, felicissimo… ma tiri fuori gli attributi necessari senza guardare in faccia a nessuno. L’occasione è fondamentale. Mi auguro che un’altra occasione così  non capiti mai più, mai più,  ma buttare via questa è da incoscienti, non da Padri della Patria, non da politici che guardano alle prossime generazione con rispetto senza lasciare una montagna di debiti e una Terra  invivibile.                       

Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli

Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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