Così il vino rosso aiuta il cuore
11 Gennaio 2010
Il vino rosso fa bene alla salute del cuore, e questo non è un mistero. Ad essere sconosciuti erano i dettagli di tale meccanismo. Fino ad ora: da oggi, possiamo capire meglio come
agisce la bevanda.
Il merito è della ricerca di un gruppo di enti scientifici (l’ Università Louis Pasteur di Strasburgo, l’Università Paul Sabatier di Tolosa e l’INSERM di Anger) diretta dal
professor Matthieu Chalopin e pubblicata da “Public Library of Science (PloS) One”.
Gli studiosi transalpini sono partiti dal cosiddetto “Paradosso Francese”, il fenomeno per cui nel Sud-Est della Francia si registra un numero d’infarti relativamente basso, nonostante
l’alimentazione comprenda cibi come foie gras e carne conservata nel brodo di cottura.
Così, la squadra di Sabatier ha messo alla prova il vino rosso (protagonista della cucina locale) con alcuni topi da laboratorio.
I test hanno dimostrato come tutto parta dai polifenoli del vino. Tali elementi permettono alle cellule di produrre un vasodilatatore, il monossido di azoto, che aumenta elasticità e
funzionalità dei vasi sanguigni: il tutto grazie alla mediazione chimica di un recettore di estrogeni.
A tal proposito, gli esperti transalpini ammettono di essere stati messi sulla giusta strada dalla constatazione che le donne in età fertile, ricche di estrogeni, sono meno vulnerabili a
livello cardiaco.
Inoltre, esperimenti effettuati su cavie con il recettore in questione bloccato da farmaci hanno dimostrato come non avvenisse la produzione di monossido d’azoto e di conseguenza neanche la
dilatazione dei vasi.
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Matteo Clerici





