Cornelis Escher in mostra a Milano

Cornelis Escher in mostra a Milano

Un viaggio nell’Universo poliedrico di Cornelis Escher in mostra a Milano

Si è aperta a Milano, a Palazzo Reale la maxi esposizione del grande incisore Cornelis Escher, il curatore; il professor Marco Bussagli ha consentito ai visitatori di sperimentare in forma diretta l’artista, tramite le piattaforme interattivo-multimediali e le relative installazioni. L’arte di Escher ha contaminato usi e costumi della società, anche nell’ambito della moda e del cinema.

Cornelis Escher - Autoritratto

Cornelis Escher – Autoritratto

 

 

L’idea della forma e delle costruzioni impossibili, la versatilità dei suoi progetti gli hanno dato modo di porsi come colui che cerca con curiosità, e scopre che la meraviglia è una geometria travolgente di immagini concentriche cariche di significati. Nel 1919 frequenta in Olanda la scuola di architettura, diviene, in tal modo, un incisore noto, attraverso un viaggio in Italia, per cui è stato definito l’enigmatico.

La Metamorfosi è un’opera che diventa una scacchiera caratterizzata da un percorso circolare, che fa di questo disegno uno dei più grandi capolavori di Escher.

Metamorfosi

Metamorfosi

La sua ammirazione per le leggi della natura lo conduce a sperimentare innumerevoli volte i sentieri delle trasformazioni, delle metamorfosi; come in natura la larva si trasforma per gradi in farfalla o il girino in rana, così le mutazioni geometriche divengono al tempo stesso metafora e procedimento grafico per indagare sulle ambiguità della percezione.

Le sue composizioni sono un flusso di figure soggette alle leggi delle trasformazioni geometriche – dalle isometrie (traslazioni, rotazioni e simmetrie) alle omotetie (similitudini) – delle trasformazioni topologiche. Le strutture che ingabbiano le forme assumono spesso le forme di spirali o del nastro di Moebius, che evoca il senso dell’infinito, così come le divisioni regolari del piano con progressione verso il minuscolo.

In Italia conosce da ragazzo Jetta Umiker, che diventerà sua sposa, nonché la donna che gli darà tre figli, della sua permanenza in Italia si ricorda oltre il periodo trascorso a Ravello, paesino in provincia di Salerno, luogo in cui conosce sua moglie e anche la città di Roma, nel quartiere di Monteverde, in particolar modo balzeranno alla storia le sue litografie appartenenti a questo periodo.

Il primogenito George ricorda che il padre in Italia progetta in prima persona le mattonelle dell’ingresso di casa. I genitori dell’attività di Cornelis sono stati soddisfatti in seguito, a risultati conseguiti, infatti il padre proprio per queste sue doti di disegnatore avrebbe preferito che il figlio si fosse dedicato all’ingegneria civile. Il viaggio in Italia, pianificato dai genitori è stato un rimedio o forse un tentativo di far socializzare quello spirito chiuso che da sempre caratterizzava l’anima del figlio.

La sua ricerca non si fermerà alla sola divisione regolare del piano, ma approderà allo studio delle leggi della percezione visiva. Infatti, la tematica del passaggio dal foglio allo spazio è il leitmotiv di tutta la sua produzione, cerca di produrre nell’osservatore molto più di una mera illusione ottica. Si muove, così, alla ricerca di espedienti grafici come quelli espressi in Sfere, Stelle e Moni.

Fra le sue opere più importanti si ricordano: Il Tempio di Segesta, la Cavalletta, il Mosaico e i Vortici.

Odette Paesano
Newsfood.com
Sezione NutriMENTE

 

Cover: Foto di archivio – Palazzo Reale di Milano

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