Coppotelli: «realizzare una società per tutte le età»

By Redazione

Roma – Giovani, famiglia e anziani, tre generazioni con diverse esigenze che però la regione Lazio intende soddisfare, questa la mission portata avanti dall’Assessore
alle Politiche sociali, Anna Salome Coppotelli, che in questa intervista traccia un bilancio delle sue attività.

Quali gli obiettivi che la Regione si è posta sul fronte del sociale?

«L’obiettivo della Regione Lazio è contribuire a realizzare una società per tutte le età. Un approccio integrato alle politiche di promozione della qualità
della vita e dei diritti di cittadinanza consente di mettere in solidale e stretta interazione la parte più dinamica delle giovani generazioni con le persone anziane e le proprie
comunità sviluppandone le rispettive potenzialità. Per lo sviluppo dei rapporti intergenerazionali abbiamo proposto la costruzione di sei poli sperimentali integrati per il
benessere delle persone anziane dove un ruolo molto importante è stato riservato ai giovani. Inoltre, la conferenza degli Stati Generali degli anziani del Lazio, che si svolgerà
entro il 31 marzo, grazie all’impulso del presidente Marrazzo, rappresenterà un’occasione di confronto e di partecipazione. In generale, l’impegno condiviso per contrastare l’esclusione
sociale e la povertà hanno portato all’approvazione delle ‘Linee di indirizzo per il Piano finalizzato alla lotta alla povertà e all’esclusione’, per il quale in Finanziaria
è previsto uno stanziamento 15 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2008, 2009 e 2010».

Quali sono i progetti a medio e lungo termine per una migliore fruibilità del sistema di Welfare nel Lazio?

«Un progetto a medio termine è il completamento della funzionalità del portale SocialeLazio.it, il nuovo sistema informativo per i servizi socio-assistenziali regionali
risultato dell’impegno congiunto della presidenza della regione Lazio, dell’assessorato alle Politiche sociali e alla semplificazione amministrativa con la collaborazione di Lait. Il
riferimento è alla cartella sociale, attraverso socialelazio.it gli operatori del settore potranno avvalersi della cartella sociale elettronica dell’assistito, che consentirà la
gestione informatizzata del primo colloquio e della sua presa in carico anche nelle eventuali fasi successive. Per quanto riguarda i progetti a lungo termine, abbiamo iniziato una ricognizione
dell’esistente per effettuare una verifica di coerenza dei servizi e degli interventi agli effettivi bisogni del territorio, con l’obiettivo di garantire per quanto possibile
un’omogeneità dei livelli di assistenza socio-sanitaria».

Gli immigrati: come trasformare un ‘problema’ di integrazione e convivenza in una ‘risorsa’?

«Il fatto che i lavoratori immigrati siano disposti ad accettare condizioni di lavoro ‘rifiutate’ dai lavoratori residenti è positivo dal punto di vista economico, ovvero il
sistema tende al pieno utilizzo della capacità di crescita e produttiva a un costo-lavoro inferiore. I benefici della ‘risorsa immigrazione’, portati all’economia nazionale, non si
distribuiscono in modo generalizzato: possono esserne avvantaggiati i capitalisti e i lavoratori qualificati. Inoltre, gli immigrati sono consumatori: possiedono cellulare, auto, tv, pc, casa
di proprietà e hanno una propensione al consumo maggiore rispetto agli italiani. I lavoratori, specie quelli meno qualificati, sono indubbiamente nel breve termine i più colpiti.
Infatti, l’immigrazione di lavoratori poco qualificati non ha effetto sulle retribuzioni dei lavoratori nazionali qualificati, ma sui salari dei lavoratori nazionali non qualificati e degli
stranieri immigrati di prima generazione. E’ necessario evitare la formazione di una sottoclasse di lavoratori dequalificati composta per lo più di lavoratori immigrati agevolando con la
messa a sistema di azioni positive l’incremento del tasso di mobilità verso posizioni lavorative superiori (già basso per i cittadini italiani) e la diminuzione del tasso di
dipendenza dall’assistenza diretta e indiretta».

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