Agricoltura sociale: la Cia di Lucca presenta le sue proposte

Lucca – Si è svolto nei giorni scorsi a Gallicano (Lucca) un incontro su «L’agricoltura sociale: esperienze e progetti a sostegno dei territori montani,
l’iniziativa è stata presentata dal presidente provinciale Alberto Focacci ed introdotta da Maurizio Cavani, responsabile delle politiche sociali della Cia di Lucca, che, partendo
dall’esperienza del «Patto per la valorizzazione delle risorse rurali in campo sociale» siglato nel 2002 tra la Confederazione la Asl. ed altri soggetti pubblici della Valle del
Serchio, ha ricordato l’impegno dell’organizzazione per la definizione e realizzazione di un nuovo modello di welfare nei territori rurali che mira ad estendere la multifunzionalità
dell’azienda agricola anche al campo del sociale.

La Cia di Lucca ha confermato il suo impegno per la realizzazione di un modello di relazioni umane nelle aree rurali che sappia rispondere ai reciproci bisogni che legano città e
campagne, impegnando le aziende agricole non solo sui temi della qualità e della tipicità ma anche nella produzione di valori etici, culturali e umani che rispondano ai crescenti
bisogni sociali ai quali i servizi pubblici da soli non riescono a dare risposte adeguate.

Si è, infatti, prospettata un’agricoltura socialmente responsabile che, salvaguardando il suo obiettivo primario, che è quello di garantire il reddito agli operatori del settore,
sia in grado di dare risposte soddisfacenti ai vecchi e nuovi bisogni sociali della collettività (rurale ed urbana), promuovendo allo stesso tempo con altri soggetti economici (G.a.s.) e
sociali ( A.s.l. Cooperative sociali, Terzo Settore) azioni di sviluppo delle campagne.

L’obiettivo è quello di un’azienda economicamente sostenibile che svolge attività produttiva agricola proponendo i suoi prodotti sul mercato in modo integrato con l’offerta di
servizi culturali, educativi, assistenziali, formativi (fattorie sociali) ed occupazionali a vantaggio di soggetti deboli (portatori di handicap, tossicodipendenti, anziani ) e di aree fragili
(montagna e zone marginali) in collaborazione con le Istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Volontariato e del Terzo Settore.

La Cia si è detta disponibile ad attivare esperienze di accoglienza in aziende agri-turistiche di portatori di handicap e di anziani autosufficienti o di creazione di micro nidi in
aziende agricole o agri-turistiche, come per un più stabile ed organico inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati in aziende e cooperative agricole.

Questo percorso naturalmente presuppone il riconoscimento, non solo formale ma sostanziale della funzione di sussidiarietà dell’impresa agricola che deve trovare riscontro negli
strumenti di programmazione economica (Bandi Psr e Gal) e socio-sanitaria (Pis, Profilo di Salute, Carte di Cittadinanza Sociale).

Alcune importanti risposte in questo senso sono venute nel corso dell’incontro da parte del presidente del Gal Garfagnana, Luigi Favari e dalla Asl per bocca del dott.Muscente, che si è
impegnato ad inserire i progetti di agricoltura sociale nel Piano Integrato di Salute in corso di definizione.

La mattinata è stata arricchita dal contributo della dott.ssa Beatrice Benelli, responsabile della U.O. dell’Az. Usl. che ha illustrato le numerose esperienze già realizzate nel
territorio della Valle del Serchio e dall’intervento del dott. D’Alonzo che ha riconfermato la disponibilità dell’Arsia, già ampiamente manifestata in questi anni, a sostenere
azioni di divulgazione e di formazione sulla tematica dell’agricoltura sociale.

Il prof. Francesco di Iacovo, dell’Università di Pisa, illustrando il progetto «La debole forza-agricoltura sociale e aree rurali a sostegno dell’inclusione sociale»,
presentato in collaborazione con la Ciadi Lucca e di altri partner pubblici e privati, ha fornito ulteriori elementi di riflessione e di confronto sul tema, affermando la sua soddisfazione per
il passaggio da una fase «sperimentale» ad una fase propositiva, sottolineata anche dagli interventi delle Misericordie e dell’assessore provinciale alle Politiche Sociali Mario
Regoli.

Il vicepresidente regionale della Cia Toscana Valentino Vannelli ha concluso l’iniziativa ribadendo la richiesta della Confederazione di un più organico rapporto del mondo agricolo con
il sistema socio-sanitario e sottolineando l’esigenza dell’individuazione di un sistema di accreditamento delle aziende agri-sociali per consentire di conciliare la funzione economica con la
funzione «pubblica» dell’attività dell’agricoltura sociale.

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