Cooperazione nel Bacino del Mediterraneo, rapporti più stretti tra agricoltori italiani e siriani
14 Aprile 2010
La cooperazione tra i paesi del Bacino Mediterraneo; la valorizzazione dell’agricoltura e l’importanza di rendere gli agricoltori, soprattutto i più piccoli, veri protagonisti nelle scelte
di politica economica e sociale; la difesa di una risorsa fondamentale come l’acqua; progetti di collaborazione per favorire lo sviluppo delle aziende agricole.
Sono questi i significativi risultati della visita che il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha compiuto, anche in qualità di presidente del Comitato
mediterraneo della Fipa (Federazione internazionale dei produttori agricoli), in Siria, dove si è incontrato con esponenti del governo e del mondo agricolo.
Punto focale della visita di Politi, che era accompagnato dalla responsabile dell’Ufficio internazionale della Cia Cristina Chirico e da una delegazione dello Iamb, (Istituto agronomico
mediterraneo di Bari), è stato il confronto con la Gup (Unione generale degli agricoltori siriani).
Un dialogo che ha permesso di individuare progetti comuni ed azioni di cooperazione a favore degli agricoltori siriani e di approfondire la conoscenza della situazione agricola del Paese, per il
quale il settore primario rappresenta oltre un terzo del Pil prodotto.
Particolare attenzione è stata dedicata all’assistenza tecnica e alla tracciabilità del prodotto nel campo dell’ortofrutta e dell’olio di oliva. Obiettivo della collaborazione,
secondo il presidente Politi, dovrebbe essere quello del miglioramento della qualità e, appunto, della conoscenza dei moderni sistemi di tracciabilità, al fine di pervenire,
attraverso l’etichettatura del prodotto, ad una maggiore valorizzazione commerciale delle produzioni siriane. E nello stesso tempo di garantire l’accesso ai mercati internazionali su basi eque e
leali, senza concorrenze distruttive, ma a favore di una chiara e trasparente politica commerciale.
Di rilievo è stato anche l’incontro con il ministro per l’Agricoltura siriano Adel Safar. Molti i temi affrontati: proseguimento dei progetti di valorizzazione dell’olio di oliva siriano
condotti dallo Iamb, che hanno avuto negli anni scorsi degli ottimi risultati in termini di coinvolgimento degli agricoltori, e verifica delle prospettive dei progetti sul miglioramento
dell’irrigazione agricola. Politi ha sottolineato la necessità di un rafforzamento della cooperazione a favore degli agricoltori siriani, in particolare sul problema dell’acqua elemento
fondamentale di sviluppo agricolo.
Il presidente della Cia ha anche evidenziato l’importante ruolo giocato dall’Italia nello sviluppo dell’agricoltura del Mediterraneo e si è detto convinto che il nostro Paese possa giocare
una funzione attiva per rafforzare le relazioni tra Siria ed Unione europea. Il ministro si è mostrato molto aperto e desideroso di collaborazione con l’Italia, in particolare
sull’implementazione del Progetto nazionale di irrigazione per la razionalizzazione del consumo idrico agricolo nel paese siriano.
Politi si è incontrato anche con il responsabile degli agricoltori del partito Baath Osama Adi per uno scambio di considerazioni sul ruolo strategico dell’Ue e dell’Italia nelle relazioni
economiche dell’area mediterranea. Richiamandosi alle parole recentemente pronunciate dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita in Siria, il presidente della Cia si è
detto fiducioso dell’impegno italiano nella soluzione delle difficili situazioni politiche nel Mediterraneo e ha garantito la disponibilità italiana a considerarsi attiva nella
cooperazione allo sviluppo agricolo del paese.
Il presidente della Cia si è recato, inoltre, presso le alture del Golan, a sud del paese, per conoscere la realtà agricola di questa zona occupata. L’area, molto fertile e dal
clima che passa dal clima di montagna (altezza 2800 metri) al clima tropicale, è in grado di produrre un’estesa varietà di prodotti agricoli, ortaggi, seminativi, frutta e in
particolare le note mele del Golan, di ottima qualità organolettica, fino alle banane.
Politi, per l’occasione, ha evidenziato “l’importanza dell’autodeterminazione dei popoli per lo sviluppo economico perché, laddove questa non c’è, non può esservi sviluppo e
pace, giacché l’agricoltura è veicolo di pace e sviluppo e gli agricoltori devono essere i legittimi proprietari delle loro terre”.
Il presidente della Cia ha, infine, espresso la sua disponibilità a sensibilizzare i colleghi della rappresentanza agricola europea sulle problematiche degli agricoltori che sono costretti
a lavorare nei territori occupati.
Cia.it
Redazione Newsfood.com+WebTV





