Cooperative sociali: nuovi provvedimenti per la programmazione del Welfare

By Redazione

Padova, 19 dicembre 2007. Le cooperative sociali sono soggetti privati che svolgono a pieno titolo una funzione pubblica, è una delle novità introdotte dalla nuova
normativa regionale che regola il settore della cooperazione sociale, con l’approvazione in Giunta di due decreti attuativi, si avvia alla conclusione un processo di profonda innovazione del
comparto, riformato in chiave moderna a livello nazionale.

I due decreti concludono un percorso avviato nel 2006 e condiviso con i principali attori pubblici e privati che operano per i servizi alla persona. Determinante il dialogo costruito, che ha
permesso di elaborare un testo di legge all’avanguardia per contenuti e lettura dei bisogni.

Tra i soggetti coinvolti, Confcooperative – Federsolidarietà Veneto, che ha partecipato attivamente con propri contributi sostanziali alla stesura della legge e dei decreti attuativi.
«Abbiamo bisogno di leggi evolute, di condivisione tra Istituzioni e Associazioni di categoria per dare risposte nell’ambito del welfare ». Così Ugo Campagnaro, Presidente di
Federsolidarietà Veneto, a margine della conferenza stampa tenutasi questa mattina a Padova. Presenti, oltre alle principali Associazioni di categoria della cooperazione sociale, Stefano
Valdegamberi, Assessore Regionale per le politiche sociali, e l’Anci Veneto.

Il dibattito ha riguardato anche il rapporto tra istituzioni locali e cooperazione sociale. Come sottolineato dall’Assessore regionale è necessario implementare un processo formativo per
aumentare nelle Amministrazioni locali la conoscenza dei nuovi dispositivi. Uno dei nuovi decreti riguarda, infatti, la regolamentazione dei rapporti tra soggetti pubblici e terzo settore
nell’ambito degli affidamenti di servizi alle cooperative sociali. Il disposto integra la disciplina sugli appalti, introducendo nuove procedure per le esternalizzazioni alle cooperative
sociali. Modalità che derivano dalla pubblica finalità che la cooperazione sociale persegue.

«Il termine da utilizzare è “sussidiarietà” -sottolinea Campagnaro- Con questo intendiamo dire che la soddisfazione dei bisogni della persona è affidata al soggetto
ad essa più prossimo. E tra questi soggetti ci sono anche le cooperative sociali, cui la legge riconosce questo ruolo». Campagnaro ha ribadito anche la necessità in certi
tavoli di “una voce unica” per la tutela della cooperazione sociale, in grado di dare forza alle cooperative “sane”, che lavorano in modo corretto ed efficace nel territorio.

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