Cooking Expo e Selezione Italiana Bocuse d’Or: il vincitore rappresenterà l’Italia a Ginevra

Cooking Expo e Selezione Italiana Bocuse d’Or: il vincitore rappresenterà l’Italia a Ginevra

Bergamo Cooking Expo
L’Italia si prepara ai mondiali della cucina.

Il 15 e il 16 marzo 2010 alla Fiera di Bergamo, all’interno della manifestazione Cooking Expo, sedici chef si sfideranno a colpi di gusto ed inventiva, cercando di staccare un biglietto per
Ginevra, sede a giugno della Selezione europea del Bocuse d’Or, il concorso di cucina più prestigioso di tutti i tempi ideato da Paul Bocuse nel 1987.

Da Ginevra solo 12 arriveranno alla finalissima di Lione, in programma per gennaio 2011.

Saranno due giorni intensi per i candidati a caccia della qualificazione agli Europei: otto chef al giorno (il giorno di gara e il cooking-box saranno assegnati ad ogni chef per sorteggio alla
vigilia del concorso) interpreteranno al meglio i due temi, halibut bianco per il pesce e vitello per la carne, andando in cerca della coppia di ricette perfetta per aggiudicarsi il più
alto gradino del podio.

Giancarlo Perbellini, chef-patròn del ristorante Perbellini di Isola Rizza (Verona), insignito di due stelle Michelin, presiederà la Selezione italiana del Concorso, designando il
più illustre rappresentante dell’italianità e della cucina italiana, pronto a sfidarsi con tutti i migliori chef d’Europa a Ginevra.

“Bergamo sta vivendo un momento importante per la ristorazione e per la cucina in generale.

La Selezione italiana del Bocuse d’Or rappresenta un’importante vetrina per la cucina italiana e per la città che le ospita.

Sarà una competizione del gusto, della creatività, dell’eleganza, della ricerca e dello studio dei piatti, ma anche una sfida contro il tempo spettacolare e uno show, con tanto di
tifo”.

I sedici finalisti sono:

  1. Enrico Bartolini, Le Robinie di Cà D’Agosto di Montescano (Pv) (30 anni)

  2. Samuele Beccaro, Trattoria la Ragnatela di Scaltenigo di Mirano (Ve) (28 anni)

  3. Fabio Borgonovo, Villa Giavazzi di Verdello ( Bg) (30 anni)

  4. Alessio Bottin, La Trattoria di Giovanni Rana di Verona (32 anni)

  5. Daniel Facen, Ristorante Anteprima di Chiuduno (Bg) (44 anni)

  6. Carmelo Floridia, Locanda Gulfi di Chiaramonte Gulfi (Rg) (33 anni)

  7. Massimiliano La Pietra, Colline Ciociarie di Acuto (Fr) (25 anni)

  8. Stefano Leone, Custom House di Copenaghen (Danimarca) (33 anni)

  9. Massimiliano Mascia, Ristorante San Domenico di Imola (Bo) (26 anni)

  10. Stefano Metrangolo, Ai Sette Nani di Megrisia di Ponte Piave (Tv) (37 anni)

  11. Lucio Moras, Alle Grazie di Pordenone (39 anni)

  12. Andrea Serravezza, Hotel Sheraton di Lecce (35 anni)

  13. Felice Sgarra, Le Lampare al Fortino, Trani (BT) (28 anni)

  14. Piergiorgio Siviero, Lazzaro 1915 di Pontelongo (Pd) (29 anni)

  15. Nicola Vizzarri, Hotel Ristorante San Giorgio – Hotel Eden di Campobasso (36 anni)

  16. Alberto Zanoletti, Locanda Armonia di Trescore Balneario (Bg) (31 anni)

I migliori tre saliranno sul podio italiano, ma solo il primo classificato avrà accesso alla fase successiva del concorso, guadagnandosi a suon di talento, impegno, dedizione e
creatività, un posto a Ginevra, dove sarà chiamato, a giugno, a confrontarsi con i migliori chef d’Europa.

“Il nostro candidato ideale dovrà essere uno chef di grande professionalità e gusto, ma anche di carattere, pronto a mettere in campo tutto il suo impegno per tenere alta la
bandiera italiana.

Candidarsi al Bocuse si traduce in tante ore di lavoro, di studio e di allenamenti metodici su entrambi i temi.

Chi si aggiudicherà la fase nazionale del concorso dovrà sostenere un lungo lavoro di preparazione: premieremo un’idea, un talento, un gusto su cui lavoreremo insieme, fianco a
fianco, per volare in Europa e poi a Lione”.

Dovrà trionfare il gusto italiano sia nel tema di pesce, halibut, che in quello di carne: “Non sarà un problema per gli chef interpretare il tema di pesce, nonostante l’halibut
non sia utilizzato in Italia, a differenza del carrè di vitello che appartiene alla nostra tradizione.

L’Italia è il paese che può vantare ad ogni latitudine piccoli feudi e giacimenti golosi: non sarà difficile “italianizzare” anche l’halibut.

Ci sono infiniti modi per rappresentare il nostro Paese: dall’impiego di erbe spontanee all’uso di pomodoro, pasta, formaggi…

Di una cosa poi sono convinto: la “mano” – quel mix di tecnica, sensibilità ed eleganza- di uno chef italiano si riconosce anche a vista”.

Il candidato ideale dovrà sintetizzare tradizione e innovazione: “Il concorso creato da Paul Bocuse, padre della Nouvelle cuisine, premia un equilibrio tra classico e nuovo.

L’Italia ha un patrimonio inestimabile, una ricchezza e un’eccellenza di materie prime ed una varietà di prodotti tale da non avere bisogno di effetti speciali”.

Per Perbellini: “Il talento e la creatività non bastano: per partecipare a testa alta a concorsi come il Bocuse d’Or servono impegno, rigore, precisione, qualità che tutti
possediamo, ma in cui l’Italia non è mai eccelsa”.

Anche per questo ogni chef avrà un allenatore: un motivatore ma anche una guida e uno spettatore critico:

“L’allenatore ha un ruolo fondamentale: è in grado di cogliere dall’esterno sbavature e imperfezioni, ordina le giornate e dà sistema al lavoro, porta ad interpretare un piatto
nel modo ideale, dà i suggerimenti migliori.

Se non avessi avuto come allenatore Antonio Santini, probabilmente non avrei mai vinto nel 1992 il primo premio del concorso Chef europèen du poisson”.

A giudicare i 16 concorrenti è stato invitato il Gotha della ristorazione italiana.

Accanto al Presidente del Concorso Giancarlo Perbellini siederà il presidente d’onore Alfonso Iaccarino, chef del Relais “Don Alfonso” a Sant’Agata dei Due Golfi (Napoli).

I fratelli Chicco e Bobo Cerea, del Relais “La Cantalupa da Vittorio” di Brusaporto, presiederanno le due giurie per il tema di pesce e per quello di carne (che saranno nominate per sorteggio
tra i giurati alla vigilia delle selezioni).

Tra i componenti della giuria anche il norvegese Bent Stiansen dell’Academiè des Laureats de Bocuse d’Or- vincitore del Bocuse d’Or 1993 (Norvegia), che riunisce tutti gli chef che hanno
ottenuto l’ambita statuetta dal 1987 ad oggi.

Gli altri chef che compongono la giuria sono: Sergio Mei – “Four Seasons” di Milano, Norbert Niederkoflder – “St – Hubertus” a San Cassiano (Bolzano), Gennaro Esposito – Torre del Saracino di
Vico Equense (Napoli), Antonino Cannavacciuolo – Villa Crespi d’Orta San Giulio (Novara), Moreno Cedroni – Madonnina del Pescatore di Marzocca (Ancona), Giovanni Santini – Dal Pescatore di
Canneto sull’Oglio (Mantova), Andrea Berton – Trussardi alla Scala di Milano, Pino Cuttaia – La Madia di Licata (Agrigento), Massimo Bottura – Osteria Francescana di Modena, Davide Palluda –
All’Enoteca di Canale (Cuneo), Andrea Sarri – Agrodolce a Imperia, Emanuele Scarello – Agli Amici dal 1887 di Udine, Antonella Ricci – Al Fornello da Ricci di Ceglie Messapica (Brindisi),
Alessandro Breda di “Gellius” a Oderzo (Treviso), Ilario Vinciguerra Ilario Vinciguerra Restaurant di Galliate Lombardo (Varese), Aurora Mazzucchelli del “Marconi” di Sasso Marconi (Bologna),
Matteo Vigotti – Novecento di Meina (Novara), Paolo Masieri – Paolo e Barbara Sanremo (Imperia), Alfonso Caputo – Taverna del Capitano di Massa Lubrense (Napoli).

Per realizzare un grande sogno è stata quindi scelta una grande squadra «Per le Selezioni italiane del Bocuse d’Or è stata messa in campo un squadra di fuoriclasse: 24 chef
di fama internazionale, i migliori ambasciatori e depositari dell’arte culinaria italiana – specifica Perbellini-

A Ginevra per le selezioni europee del Bocuse d’Or, il candidato che vincerà a Bergamo sarà giudicato dal Gotha della ristorazione mondiale: tra i giurati spiccano come presidente
del concorso lo svizzero Philippe Rochat e due dei tre cuochi più importanti del mondo Joël Robuchon, come presidente di giuria, e Frédi Girardet, come presidente d’onore”.

La manifestazione è nata e sostenuta da Promozione del Territorio, associazione composta da Camera di Commercio di Bergamo, Ascom-Confcommercio Bergamo, Confindustria Bergamo, Ente Fiera
Promoberg e Bergamo Fiera Nuova, in collaborazione con Fipe e Accademia del Gusto.

Carlo Spinetti, presidente dell’Associazione Promozione del Territorio, a nome di tutti i soci fondatori (Camera di Commercio, Ascom, Confindustria, Ente Fiera Promoberg e Bergamo Fiera Nuova )
esprime la soddisfazione per la squadra italiana che si prepara ai Mondiali di cucina.

I candidati selezionati hanno tutte le carte in regola per tenere alto il tricolore: “La scelta è stata attenta e meditata, affidata alle competenze di grandi chef, capitanati da
Perbellini.

I sedici concorrenti rappresentano ogni angolo d’Italia e non manca un candidato dall’estero, da Copenhagen: provengono da otto regioni diverse tra loro che ben rispecchiano l’incredibile
varietà del nostro territorio, portano tutti con sè un bagaglio importante d’esperienze professionali di prim’ordine in tutto il mondo e vantano trofei e riconoscimenti
conquistati in altri concorsi”.

Sarà una vera e propria sfida del gusto: “Tutte le ricette hanno una grande impronta di italianità e una presentazione accattivante.

Al comitato organizzatore, alle due giurie (una per il tema di pesce, una per quello di carne) l’arduo compito di scegliere il migliore chef per rappresentare l’Italia in Europa.

Tiferemo per tutti, assieme ai ragazzi degli Istituti alberghieri e, come per ogni Mondiale, saremo compatti nel sostenere l’Italia, rappresentata dal vincitore, superando campanilismi ed
egoismi”.

I due giorni del concorso saranno presentati da Alessandro Borghese.

Come il “Sirha” (Salon International de la Restauration, de l’Hotellerie et de l’Alimentation), vero e proprio rendez-vous per il mondo della ristorazione e dell’hotellerie ospita a Lione il
Bocuse d’Or, le selezioni italiane del concorso ideato dal grande chef francese si svolgeranno nell’ambito della manifestazione fieristica “Cooking Expo”, una rassegna che celebra l’intera
filiera agroalimentare e tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’enogastronomia, con 5 mila metri quadrati d’esposizione dedicati a prodotti, aziende, attrezzature, hotellerie,
arredamento, software per ristorazione e banqueting.

“Cooking Expo” mette in vetrina le eccellenze e i giacimenti golosi del territorio, in un grande evento BtoB aperto ad un pubblico specializzato di addetti ai lavori, critici ed esperti d’alta
cucina e cultori del gusto.

La rassegna rappresenta un’occasione per interrogarsi sul futuro della ristorazione, con l’organizzazione di workshop, seminari e convegni.

Tra questi anche l’assembela generale di Fipe Lombardia dal titolo “Quale politica per lo sviluppo dei pubblici esercizi” (lunedì 15 marzo alle ore 10);

un workshop organizzato dalla Camera di Commercio di Bergamo su “La cucina italiana di qualità come leva dell’economia made in Italy”, al termine della quale si svolgerà la tavola
rotonda “La cucina italiana esiste” (lunedì 15 marzo alle ore 14,30)

e un convegno promosso da Fipe su “La ristorazione di qualità e lo tsunami della crisi” (martedì 16 marzo ore 10).

I riflettori ora sono tutti puntati su Bergamo: “Le Selezioni italiane del Bocuse d’Or e la rassegna Cooking Expo rappresentano un’importante vetrina per il nostro territorio che
permetterà senz’altro di promuovere la città e la provincia di Bergamo, così come avviene per le altre sedi del concorso- sottolinea il presidente di Promozione del
Territorio, Carlo Spinetti – La manifestazione in programma è solo il punto di partenza per impostare una riflessione seria sul tema della ristorazione di qualità: rappresenta
un’opportunità da non perdere per tutto il mondo enogastronomico, per l’intera filiera alimentare e l’occasione per valorizzare al meglio le eccellenze italiane.

E’ un’occasione storica ed irripetibile per nobilitare l’impegno di tutti coloro che stanno lavorando per la promozione del territorio a livello nazionale ed internazionale “.

Con Cooking Expo Bergamo si prepara al meglio ad affrontare la grande sfida dell’Expo 2015.

“Il tema dell’alimentazione e dell’agroalimentare qualificheranno l’orientamento di Expo 2015 e Bergamo ha mostrato di essere presente organizzando un grande evento espositivo e di
spettacolarizzazione come “Cooking Expo che ospita le selezioni della più prestigiosa manifestazione culinaria al mondo- afferma Luigi Trigona, segretario generale dell’Ente Fiera
Promoberg, che gestisce la manifestazione fieristica.

Abbiamo ripreso naturalmente più in piccolo ma con la stessa serietà organizzativa quel che accade a Lione per la finale del Bocuse d’Or che è organizzato all’interno del
Sirha, uno dei più importanti appuntamenti fieristici al mondo in questo specifico settore.

Mettendo in campo la nostra struttura organizzativa abbiamo conquistato la fiducia dei francesi. Bergamo mostra di respirare sempre più un’aria internazionale, senza perdere di vista i
legami con la nostra tradizione e di essere un vero e proprio catalizzatore di eventi che fanno della città una meta sempre più attrattiva”.

La manifestazione ha il patrocinio di Regione Lombardia, Comune e Provincia di Bergamo ed ha la partnership di Siad, Orobica Pesca, Desmon-Convotherm, Pentole Agnelli, Ros Forniture
Alberghiere; sponsor ufficiali dell’evento sono Credito Bergamasco, Ubi Banca Popolare e L’Eco di Bergano.

Tra gli altri sponsor sostenitori dell’iniziativa: Acqua Panna, Aspan, Bragard, Consorzio Tutela Valcalepio l’Ente Bilaterale del Turismo di Bergamo, Fogalco, Metro, Ristoteam Professional
Agenzia Electrolux Zanussi, San Pellegrino e Selecta.

Per partecipare alla manifestazione è necessario accreditarsi sul sito:
http://www.cookingexpo.it

Redazione Newsfood.com

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