Convegno a Ferrara: «Come sta la PAC? Obiettivo 2013»

Ferrara – Sarà una delle prime occasioni per affrontare le proposte di revisione della PAC (Politica Agricola Comunitaria) dopo che lo scorso 20 maggio sono state presentate
ufficialmente da parte della Commissione UE.

La «verifica dello stato di salute della PAC (health check)» è un fatto di rilievo e riguarda non solo le imprese agricole ma ha una valenza più complessiva, dal
momento che le risorse per il settore agricolo in realtà hanno ricadute di tipo ambientale, territoriale, di sicurezza alimentare che riguardano ogni cittadino europeo.
Il convegno che si terrà venerdì 30 maggio a Ferrara, presso la sala convegni di Palazzo San Crispino a partire dalle 9,30. si propone per l’appunto di approfondire le proposte
che la Commissione ha avanzato per quello che sarà il futuro degli interventi a sostegno dell’agricoltura europea ed il quadro normativo nel quale le imprese agricole potranno muoversi.

Per Coldiretti le proposte di Bruxelles sono una buona base di partenza su cui negoziare per cogliere le opportunità offerte dall’agricoltura europea di fronte all’emergenza cibo a
livello globale. I principi sostenuti dalla Commissione, secondo Coldiretti, sono coerenti rispetto all’esigenza di garantire una adeguata offerta di prodotti, la sicurezza alimentare e la
tutela dell’ambiente.
Oltre alla maggiore offerta alimentare, le proposte della Commissione potrebbero contribuire a destinare dai 13 ai 33 milioni di Euro dell’Unione europea (che potrebbero raddoppiare con il
cofinanziamento nazionale) a investimenti per il Piano di Sviluppo rurale per ammodernare le aziende agricole con interventi per le strutture, per il primo insediamento, per l’agroambiente e la
sicurezza alimentare. Con la messa a punto delle proposte della Commissione – ricorda Coldiretti – verrebbero liberate risorse da investire in settori quali l’agricoltura biologica e integrata,
i prodotti tipici e gli alimenti no-ogm. Mentre sul fronte ambientale gli investimenti di queste risorse potrebbero rafforzare la salvaguardia della falde acquifere, il risparmio idrico,
interventi di manutenzione ambientale e lo sviluppo di fonti energetiche alternative al petrolio e rispettose dell’ambiente.

«La disponibilità alimentare – sottolinea Coldiretti – è insieme alla risorsa energetica uno dei fattori che condizionano le opportunità di sviluppo futuro
dell’economia, con tensioni sociali ed inflazioni a livello globale. Mentre avanzano situazioni in cui molti Paesi in tutte le parti del mondo applicano dazi alle esportazioni per evitare che
le risorse alimentari finiscano all’estero, L’Europa può contare su un’agricoltura leader mondiale per quantità e qualità. La valutazione dello Stato di salute di questa
agricoltura e le modifiche da mettere in campo possono rafforzare questo ruolo, rendendo l’agricoltura dell’Unione europea sempre più orientata al mercato. In questa direzione va,
infatti, la scelta della Commissione di slegare il sostegno comunitario da tipo di prodotto (il cosiddetto disaccoppiamento). Si tratta di una scelta fondamentale perché è il
passaggio che consente alle imprese di confrontarsi con il mercato e di orientare le produzioni in maniera rapida ed efficace verso la domanda contribuendo ad abbassare le tensioni sui
prezzi».
Tornando a coltivare gli oltre 21 mila ettari di terreno messi a riposo (set aside), l’agricoltura dell’Emilia Romagna potrebbe produrre 130 milioni di chilogrammi di grano in più, pari
a 97 milioni e 500 mila chilogrammi di farina che potrebbe essere trasformata in oltre 112 milioni di chilogrammi di pane.

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