Contro la contraffazione un sistema c’è, si chiama Valuette, basato su QR code

Contro la contraffazione un sistema c’è, si chiama Valuette, basato su QR code

Milano, 12 dicembre 2013
Made in italy,  Italian style, Italian sounding … Non c’è ancora una normativa che definisca cosa sia il Made in Italy e quindi, difficilmente tutelabile.  Forse è
arrivato il momento di tutelare il proprio prodotto, la propria Marca che tuteli ciò che l’azienda ha confezionato.
Qualcuno dice che in Italia manca la materia prima e quindi le aziende sono costrette ad approvvigionarsi all’estero. E’ vero ma perchè? E perchè non lo si dichiara in
etichetta?

In Italia non si trova la farina ed allora arriva dall’estero. A noi risulta che i coltivatori di grano non riescono a sopravvivere perchè i costi di produzione sono più alti dei
prezzi di vendita.
In Italia non ci sono maiali a sufficienza (mi verrebbe da dissentire e fare il nome e cogname di tanti luridi maiali in giacca e cravatta ma non voglio offendere i Suini). A noi risulta
che…(idem come per i coltivatori di grano) e quindi gli allevatori sono costretti a chiudere. Restano coloro che producono per i prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP) e quelli a
Denominazione di Origine Controllata (DOC).
In Italia non c’è il latte. Diciamo che non c’è tutto il latte che serve, ma perchè manca? Perchè gli allevamenti di vacche da latte non sono più
remunerativi?
Questo comunque non autorizza che siano importate tonnellate di latte congelato e sia spacciato per italiano.

C’è chi dice che in Italia manca anche la frutta mentre i coltivatori sono costretti a lasciare marcire i frutti sull’albero.

Vogliamo credere anche alla panzana che in Italia manca l’olio di oliva?

E’ solo ed unicamente una questione di costi: gli agricoltori italiani sono semplicemente figli di un Governo minore, capace di vessare con complicazioni, burocrazia e una tassazione
insostenibile; ma incapace di mettere un po‘ d’ordine ed allinearci agli altri “fratelli”  rispetto ai “Fratelli” europei.

Le imprese agricole in Italia sembra che abbiano i costi di produzione superiori del 35 % rispetto agli altri europei e la percentuale sale se la confrontiamo coi costi di altri paesi non
UE.

Vi sembra possibile che costi meno importare  una birra dal Canada piuttosto che distribuire, qui in Italia, una birra italiana? Eppure è così.

Il vero problema delle imprese italiane è il caos socio-economico in cui siamo invischiati e per di più in un’era di crisi allargata.
I nostri governanti, indipendentemente dal colore politico, sono impotenti a trovare soluzioni ma siamo in Europa ed allora, o ci adeguiamo e giochiamo tutti con le stesse regole, altrimenti
mancheranno davvero i forconi per armare tutti coloro che vorranno marciare su Roma, o forse su Bruxelles…facendo una capatina a Berlino.

Nel frattempo, le aziende vogliono o no tutelare il loro Brand, ciò che è contenuto nelle confezioni che vanno nei mercati di tutto il mondo? E l’Erario, vuole poter incassare di
più?
E poi non è solo un problema di contraffazione ma soprattutto di tutela della salute (e del borsellino) del consumatore.

 Il sistema anti contraffazione si chiama Valuette (Boonage Ltd) e si basa su QR Code

Riportiamo la presentazione di Valuette fatta a Newsfood.com, e le risposte date alle nostre prime domande di interessamento.

Ecco cosa ci dice Nicola Sciannimanico, ideatore insieme a Fabrizio Ferrante e Fabio Scarpocchi

Inizio messaggio inoltrato:
Da: “info”
Oggetto: suggerimento anticontraffazione ed Italian Sounding
Data: 30 novembre 2013 16:59:54 CET
 
Buongiorno Newsfood,

vorrei proporre/chiedere la collaborazione per un servizio che potrebbe contribuire a contenere la contraffazione e l’Italian Sounding. Per questa iniziativa sto ricevendo l’assistenza di xxx
Lazio, nello specifico dalla dott.ssa xxxxxxx, nello sviluppo di un adeguato processo commerciale, cosa che mi fa credere di offrire qualcosa di interessante. La contingenza economica nazionale
mi porta peraltro a proporre il servizio in forma gratuita.

Quanto definito si chiama “Valuette” e si basa sull’impiego di QR code univoci, monouso e irriproducibili che possono accompagnare ogni singolo prodotto posto in
commercio.

Scendo nel dettaglio.

Io produttore creo ed applico un QR code diverso su ogni bene che immetto sul mercato consentendo al consumatore di testarlo tramite un’App dedicata nel proprio cellulare.

Io consumatore verificando il QR code ottengo un messaggio inviatomi dal produttore che certifica che il prodotto è di qualità. Se testassi il QR code una seconda volta,
il messaggio di ritorno che otterrei sarebbe di inattività del codice, poiché la verifica precedente lo ha invalidato.

Io contraffattore copio l’etichetta originale comprensiva di QR code, preparo un milione di esemplari scadenti promuovendoli a prodotti ufficiali e di qualità che diffondo sul
mercato mondiale.

E’ sufficiente però una singola operazione di verifica in qualsiasi luogo del mondo per annullare l’intera fila di prodotti copiati; il QR code è infatti monouso e il QR code
copiato è sempre lo stesso.

Ogni prodotto ha un QR code diverso.

Un prodotto sprovvisto di QR code sarebbe un falso.

Un prodotto provvisto di QR code, ma la cui sequenza non risulta attiva sarebbe altrettanto un falso.

Naturalmente il produttore in autonomia provvede alla creazione dei QR utili scegliendo il numero di tentativi di consultazione che il consumatore può effettuare (non necessariamente il
test deve essere unico, politiche aziendali specifiche potrebbero suggerire scelte diverse), ma definisce obbligatoriamente:

– il Made In
– la nazione di produzione delle materie prime
– la nazione di produzione delle materie accessorie
– la nazione in cui è stato disegnato/progettato il dato bene
– la nazione in cui è stato assemblato/prodotto il dato bene

Queste sono tutte informazioni evidenziate nel messaggio di ritorno in un’ottica di trasparenza e a beneficio dell’acquirente.

Informazioni fornite non rispondenti al vero sono perseguibili. Farlo corrisponderebbe ad un’autodenuncia in quanto ogni produttore, iscrivendosi a Valuette, registra le proprie
credenziali.

Il produttore può definire il range temporale entro il quale il QR code può essere interrogato corrispondente alla scadenza del prodotto, nonché il messaggio da restituire
all’utente finale comunicando eventualmente i luoghi di stoccaggio, la filiera osservata o qualsiasi altro dato sia ritenuto utile. Altrettanto in autonomia provvede alla stampa delle
specifiche etichette sul supporto previsto (carta, cartone, tessuto, plastica…) criptando o meno l’immagine ottenuta.

Quanto illustrato non è che un’esemplificazione del servizio.

C’è il sito: www.valuette.net e l’App indicata è disponibile su Google Play e su App Store.

Tengo infine a precisare che entro fine anno fornirò materiale illustrativo e testabile anche al Consorzio Roma Ricerche presso il Polo Tecnologico Tiburtino.

Restando in attesa di un riscontro per potervi ragguagliare più propriamente porgo cordiali saluti,

Nicola Sciannimanico
Cell. 328.67xxxxxxx
info@valuette.net
info@pec.valuette.net
www.valuette.net

 
Da Newsfood.com a Valuette
Data: Sat, 30 Nov 2013 18:11:52 +0100
Oggetto: Newsfood.com+WebTV___ Valuette anticontraffazione ed Italian Sounding

Ringraziamo per l’attenzione.
Confermiamo nostra disponibilità a promuovere  Valuette  nel web (ed eventualmente presso le aziende interessate a tutelare i propri interessi) 

Quelli indicati sono i punti di forza. Quali sono i dubbi esternati dagli addetti ai lavori e quali i difetti, limitazioni o lacune evidenziati da chi già lo usa?

Quali sono i vostri concorrenti?

Vorremmo saperne di più sul progetto e sui protagonisti:

– ci racconta quando e a chi è venuta l’idea, perché l’azienda non ha sede in Italia, quali sono le azioni di marketing fatte e quali gli obiettivi…
………

Inizio messaggio inoltrato:
Da: “info”
Oggetto: Re: Newsfood.com+WebTV___ Valuette anticontraffazione ed Italian Sounding
Data: 01 dicembre 2013 19:08:02 CET
 
……
Credo opportuno cominciare con un minimo di presentazione.

I componenti fondatori di Boonage Ltd siamo io, Nicola Sciannimanico, che gestisco gli aspetti commerciali, e Fabrizio Ferrante che cura il lato software.

Boonage è stata fondata perché anni prima avevamo messo a punto un brevetto sulla tracciabilità di oggetti all’interno di un network di logistica. Valuette è stata
successivamente inglobata al suo interno come metodo di protezione. Boonage è stata aperta a Londra poiché Fabrizio vi abitava e lavorava come ricercatore, per questo anche il
brevetto di Valuette è stato depositato in Gran Bretagna. La necessità di tradurre in forma ufficiale qualsiasi comunicazione in lingue alternativa all’italiano ci ha fatto
conoscere Fabio Scarpocchi, traduttore, anche lui risiedente nella capitale britannica per lavoro.  
Sia Fabrizio e sia Fabio sono rientrati in Italia, ma la società è rimasta casualmente all’estero. In quanto startup è stata una fortuna; fino a quando la società
è quiescente non ci sono tasse da affrontare. Fino a 100 mila sterline di fatturato non c’è VAT, cioè IVA. Quante sono in Italia le start up chiuse per eccessivi obblighi
fiscali?

L’idea di Valuette risale addirittura al 2008 ed è nata a Londra. Amici inglesi sostenevano che il formaggio italiano era quanto di pessimo si potesse acquistare sul mercato. Abbiamo
chiesto di assaggiare una porzione di quanto avevano a disposizione e in quel caso abbiamo dovuto dare loro ragione. Peccato che si assaporasse solo del surrogato.

Possibile che non ci fosse un metodo per dare garanzie al consumatore? Di identificare capillarmente ogni singolo prodotto? Il QR code è in uso da anni, il resto è venuto da
sé.

Gli anni a seguire sono serviti a sviluppare il software utile, calibrare l’interfaccia utente, curare la sicurezza nello scambio di informazioni. Se la distanza Roma Londra non ostacolava il
dialogo tra me e Fabrizio, altrettanto distanze maggiori non avrebbero limitato quello tra produttore e consumatore. Purtroppo alcuni miei gravi problemi di salute ci hanno ostacolato per oltre 2
anni, ma è storia passata.

Passo ad un’analisi di Valuette.

Concorrenza effettiva non ne trovo sul mercato.

Il QR code nasce nel 1994 e il suo utilizzo è noto da tempo. La nostra innovazione non risiede tanto nella univocità della consultazione, quella appartiene al brevetto nr US
2008/0179390 A1. Valuette va oltre:

1) permette di stabilire il numero finito di volte oltre il quale la verifica dell’etichetta non sia più possibile, se ad es. impostato a doppio tentativo l’e-commerce ne gioverebbe, la
prima verifica la farei al momento dell’acquisto, la seconda al momento della consegna della merce. Concordanza di dati darebbe migliore garanzia (non mi risultano altri sistemi che lo
facciano)

2) permette di definire la “vita” di un’etichetta, cioè i giorni entro i quali il QR code possa essere testato. Ipotizzo il caso di beni con scadenza estremamente ravvicinata come nei
prodotti ittici e caseari. Purtroppo non sono rari i casi in cui alimenti scaduti vengono nuovamente immessi sul mercato con la semplice sostituzione di etichette con date falsificate. Un QR code
con vita di 3 gg non potrà essere reimpiegato oltre quel tempo ed il prodotto su cui è posto risulterà con sequenza inattiva (non mi risultano altri sistemi che lo
facciano)

3) lascia l’opportunità di stampa e dell’eventuale criptatura dei QR code al produttore. Preferisco non citare quale nostro concorrente si riserva l’operazione di stampa prescindendo
qualsiasi accordo commerciale possa avere il produttore con la propria tipografia

4) obbliga il produttore a dichiarare il MADE IN, l’origine delle materie prime, di quelle accessorie, la nazione di disegno/progettazione e quella di assemblaggio/produzione (non mi risultano
altri sistemi che lo facciano). Il produttore che proponga borse Made in Italy, ma con pellame della Nuova Caledonia, inserti dallo Zambia, disegno italiano e produzione in Bhutan avrà un
bel dire che si tratti di VERO Made in Italy, poiché nel messaggio restituito all’utente che consulta il QR code questi dati sono esplicitati. Naturalmente dichiarare il falso sarà
possibile, ma sarebbe un’autodenuncia. Quale produttore lo farebbe?

5) l’opportunità di intercettare l’algoritmo generante la sequenza numerica specifica di ogni QR code è nulla; il creare QR code non ufficiali è escluso dall’impiego di
traduttori del rumore atmosferico, ma sono dettagli tecnici in parte riservati

Non nascondo, siamo in trattative con qualche produttore, ma ancora nessuno sta impiegando Valuette. L’intervento di xxxL azio è di fine estate e questo ci ha dato maggiore autorevolezza,
prima eravamo l’anonimo Mario Rossi del caso che propone spazzole ed enciclopedie porta a porta. Poco credibili, cosa che ci ha penalizzato notevolmente con alcuni produttori vinicoli e altri
olivicoli.

Ad ottobre 2012 abbiamo incontrato il dott. xxxxxxxdel Ministero dello Sviluppo Economico che, pur riconoscendo la bontà di Valuette, ha evidenziato che trattandosi di struttura
istituzionale non avrebbe potuto sostenere o caldeggiare un sistema anticontraffazione piuttosto che un altro. Il nostro ego ha ringraziato, ma…

Scendendo più nella pratica suggeriamo la crepitazione dell’immagine di ogni QR code (pellicola scratch off, etichette a strappo, seconde etichette…), quindi con verifica
dell’originalità del prodotto dopo l’acquisto del bene. Lo crediamo consigliabile perché letture improprie o non finalizzate all’acquisto potrebbero invalidare il codice
penalizzando il bene e il produttore/rivenditore.

La dott.ssa xxxxxdel Consorzio xxxxx xxxxx ha interpretato questa logica come una scarsa attenzione al pre-vendita. Forse un ulteriore QR code potrebbe offrire garanzie prima dell’acquisto.

Sappiamo che il sistema Valuette non è la soluzione definitiva, ma riconosciamo che ad oggi solo la fiducia nel marchio (dove non clonato) o nel venditore ci protegge da acquisti impropri.
Il check post-vendita non lo reputiamo così sconveniente; è stato dimostrato che oltre 5 keystrokes si tenda a non effettuare più verifiche. Nulla vieta al produttore di
inserire QR code in chiaro oltre a QR code criptati, ciascuno fa le proprie scelte commerciali, ma altrettanto, un’etichetta a vista soffre sempre di copiatura ed è per questo che si
è pensato a Valuette.
…………
Nicola Sciannimanico

Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

contatti: info@newsfood.com

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