Consumo di carne, nei paesi industrializzati circa 81 kg pro capite l’anno
12 Gennaio 2013
Negli ultimi anni, concetti come rispetto dell’ambiente, tutela del benessere animale e diete alternative si stanno facendo spazio in tutto l’Occidente.
Tuttavia, il consumo di carne rimane estremamente elevato, specie per i (sempre più rari) benestanti.
Questa la conclusione di Fleischatlas 2013, rapporto nato dalla collaborazione tra Bund (‘Associazione per la
protezione dell’ambiente e della natura) e la rivista “Le Monde diplomatique”.
Gli studiosi hanno preso in esame il periodo 2006-‘012.
In generale, emerge subito la crescita degli allevamenti di animali: per i produttori, sono meno onerosi e più redditizi dell’agricoltura, mentre i consumatori hanno sempre più
fame. Così, rispetto a sei anni fa, la produzione di carne è aumentata del 7%, arrivando a toccare quota 300 milioni di tonnellate (dato confermato anche dalla FAO).
Allora, se gli allevamenti coprono il 70% delle superfici agricole direttamente o indirettamente per la filiera della carne, gli abitanti degli otto Paesi più ricchi se ne servono in
abbondanza: 250 kg al giorno, fino a 81 kg all’anno.
Perciò, concludono gli esperti, qualunque tentativo di cambiamento alimentare deve tenere conto di questi dati e dell’apparato alimentare
Matteo Clerici





