Confartigianato a confronto con il leader del Pdl Silvio Berlusconi

«Vogliamo un Paese ‘su misura’ per 4223639 micro e piccole aziende, vale a dire il 98,2% della realtà imprenditoriale italiana, che danno lavoro al 59,3% degli addetti, realizzano
il 43,9% del valore aggiunto e il 39,4% degli investimenti».

Lo ha sollecitato il Presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini al leader del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi durante l’incontro svoltosi oggi a Roma nella sede della
Confederazione.
Il Presidente Guerrini ha indicato a Berlusconi le priorità della Confederazione che sono sintetizzate in un documento dal titolo «Più impresa. Per crescere»: ridurre
la spesa pubblica, eliminare gli sprechi, diminuire la pressione fiscale su imprese e famiglie, liberare le imprese dai costi della burocrazia, garantire la governabilità, valorizzare il
ruolo della micro e piccola impresa, superare la contrapposizione tra lavoro dipendente e lavoro indipendente.

«Alla politica – ha detto il Presidente Guerrini – chiediamo di ascoltare le nostre imprese. Perché sono quelle che trainano l’occupazione del Paese: hanno creato 517.000 posti di
lavoro in un anno, mentre le grandi aziende ne hanno persi 117.000. La loro crescita significa quindi crescita sociale ed economica di tutto il Paese».
«Ma proprio su queste imprese – ha fatto rilevare Guerrini – oggi si scarica un peso fiscale eccessivo insieme ai costi più alti dei ritardi e delle inefficienze del Paese.
Soltanto in adempimenti burocratici ogni anno le imprese italiane ‘bruciano’ 15 miliardi e sprecano altri 2,3 miliardi a causa dei tempi lunghi della giustizia civile».
«Per restituire fiducia a cittadini e imprenditori, per far crescere il Paese», Guerrini ha quindi sollecitato a Berlusconi «nuove scelte economiche e culturali che pongano la
piccola impresa al centro degli interventi per rilanciare la competitività». Il tutto con la garanzia di riforme strutturali, «a cominciare dalla riforma elettorale che
restituisca agli elettori la possibilità di scegliere chi li rappresenta in Parlamento».

Confartigianato chiede quindi agli schieramenti politici impegni precisi su una serie di scelte:
– Sì ai fatti, no alla prassi degli annunci;
– Sì al pragmatismo, no alle ideologie;
– Sì a interventi ‘su misura’ per la realtà imprenditoriale italiana composta per il 98% da piccole aziende, no a interventi per un modello di impresa ‘a taglia unica’;
– Sì alla libera iniziativa imprenditoriale, no all’abitudine al posto di lavoro pubblico garantito a vita;
– Sì all’assunzione del rischio e all’innovazione, no all’assistenzialismo;
– Sì alla flessibilità, no alle rigidità del mercato del lavoro;
– Sì alle liberalizzazioni e alla concorrenza che abbatte i costi a carico di imprese e famiglie, no ai mercati protetti e alle loro tariffe, no alle rendite di posizione;
– Sì al coraggio del rinnovamento e del cambiamento tanto necessario al Paese, no all’autolesionismo e alle tesi del declino.
«Su queste scelte – ha sottolineato Guerrini – valuteremo la capacità della politica di recuperare la fiducia degli elettori, di uscire da un orizzonte autoreferenziale, di
imparare a guardare ed ascoltare la realtà sociale e produttiva del Paese».

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