Confagricoltura: “L'agricoltura non spreca acqua”

Politica dell’acqua, innovazione tecnologica, rilancio delle infrastrutture. Sono queste le risposte del presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, al problema della scarsa
disponibilità delle risorse idriche che, in relazione alla forte variabilità climatica e alla crisi alimentare internazionale, è diventato più
che mai attuale.

“Il nostro Paese – ha detto Vecchioni intervenendo all’assemblea dell’Anbi – dovrà confrontarsi sempre più con i problemi legati all’uso dell’acqua, rivedendo le
proprie strategie di gestione e di risparmio, creando le infrastrutture sufficienti ad accumularla e metterla a disposizione nei momenti in cui serve.”

Dunque l’acqua rappresenta, per le imprese produttive, il più importante fattore di competitività. Oltre il 40% della produzione agricola si avvale dell’irrigazione,
mentre il rapporto tra superficie irrigata e SAU è pari al 20%. Ma l’irrigazione non è solo importante in termini quantitativi: ha un ruolo chiave nel garantire la
qualità della produzione ed è, pertanto, un elemento basilare della strategia complessiva dell’agricoltura italiana. I 2/3 delle esportazioni di prodotti agricoli
provengono da colture irrigue. La maggior parte delle DOP e delle IGP possono essere prodotte solo con l’ausilio dell’acqua.

“Per questo – ha detto il presidente di Confagricoltura – è fondamentale un’adeguata politica dell’acqua, con particolare attenzione al ruolo degli Enti che la gestiscono, come le
Regioni, le Autorità di bacino, i consorzi di bonifica.”

Senza trascurare gli aspetti legati agli usi plurimi delle acque, che costituiscono uno strumento di fondamentale importanza ai fini dell’utilizzo razionale e parsimonioso dell’acqua, per i
quali occorre puntare con maggiore decisione alla gestione integrata, attraverso opportune alleanze con soggetti extragricoli.”

Il presidente di Confagricoltura ha quindi replicato alle ripetute accuse rivolte al settore agricolo, colpevole di “sprecare” acqua. “L’irrigazione – ha detto – per l’Italia è una
necessità legata alla particolare condizione geografica e alle specifiche condizioni climatiche. E’ totalmente fuorviante paragonare i nostri consumi irrigui a quelli degli altri
paesi europei, che dispongono di un clima e una distribuzione delle piogge totalmente diversi.”

Allo stesso modo è difficilmente comprensibile la polemica sorta negli ultimi mesi, che ha inserito le tecniche di irrigazione a pioggia tra quelle dissipatrici d’acqua, prevedendo
per l’Italia come unico sviluppo futuro la microirrigazione.

“Peraltro – ha aggiunto il presidente – l’utilizzo dell’acqua in agricoltura prevede sempre una quota di reimpiego, in quanto quella non direttamente utilizzata dalle coltivazioni torna nel
sottosuolo; la quota realmente consumata corrisponde all’evapotraspirazione delle piante, cioè al loro reale fabbisogno. Di questa, una parte la si ritrova negli alimenti.”

Un accenno, infine, il presidente Vecchioni lo ha fatto sull’importanza delle innovazioni tecnologiche; per sottolineare la necessità di pervenire a soddisfacenti soluzioni, anche
attraverso lo sviluppo di colture GM in grado di utilizzare meno acqua. Per questo motivo Confagricoltura sostiene la ricerca e l’innovazione in questo campo, raccogliendo l’appello
più volte espresso dal mondo della scienza per passare alla sperimentazione in pieno campo.

Da ultimo un richiamo al ruolo dei consorzi di bonifica, sempre più proiettati verso compiti di manutenzione e sviluppo del territorio a scopo produttivo.
Ciò richiede attente e rigorose politiche gestionali, che superino residuali logiche diseconomiche e di potere localistico e che si concentrino su azioni di sostenibile supporto
alle attività delle imprese.

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