Commercio estero, il latte alla melamina fa crollare l’import dalla Cina

Commercio estero, il latte alla melamina fa crollare l’import dalla Cina

 

Per la prima volta nel corso del 2008 si è verificata una inversione di tendenza con il crollo del valore delle importazioni di prodotti agroalimentari dalla Cina che hanno fatto
segnare un crollo dell’11 per cento per effetto dello scandalo del latte contaminato dalla melamina ed esportato in tutto il mondo. E’ quanto afferma la Coldiretti in
occasione delle condanne alla pena di morte inflitte ai responsabili dello scandalo del latte alla melamina che ha provocato la morte di almeno sei bambini, 300mila ammalati e paura in
molti paesi come l’Italia dove sono stati confezioni di latte importate illegalmente.

Si tratta – sottolinea la Coldiretti – della naturale conseguenza delle preoccupazioni sulle garanzie di sicurezza alimentare fornite dai prodotti provenienti dal gigante asiatico che
ha coinvolto anche la ristorazione cinese. Da una indagine Coldiretti/Swg all’indomani dello scandalo è risultato che ben il 61 per cento degli italiani non è mai
andato in un ristorante cinese mentre il 14 per cento ha smesso di farlo dopo lo scandalo. Non mancano quanti – continua la Coldiretti – hanno deciso solo di ridurre la frequenza (8 per
cento) ed i piu’ “temerari” che continuano ad andarci come o piu’ di prima (17 per cento).

Le importazioni in Italia di prodotti agroalimentari dalla Cina raggiungeranno comunque nel 2008 il valore di quasi mezzo miliardo di euro e riguardano principalmente ortaggi e legumi
(secchi, conservati o loro preparazioni) tra le quali spicca il concentrato di pomodoro. Sulla base dei dati Istat dal gigante asiatico – continua la Coldiretti – arrivano anche pesci,
crostacei e molluschi, semi, sementi e piante medicinali, frutta, gomme, resine ed estratti vegetali e aglio.

Di fronte all’estendersi dell’allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre – sostiene la Coldiretti – estendere l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti
per favorire i controlli, permettere l’immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire così la sicurezza dei cittadini. Lo scandalo del latte
contaminato da melamina – precisa la Coldiretti – è solo l’ultima conferma della presenza di gravi difficoltà da parte del gigante asiatico di adeguarsi alle norme di
sicurezza alimentare nel rispetto degli impegni assunti a livello internazionale dopo la messa sotto accusa per i rischi alla salute di dentifrici, alimenti per animali domestici a
causa della presenza irregolare di melamina tossica, anguille, pesce gatto, ma anche succhi e conserve con pericolosi additivi.

La Cina è peraltro il Paese che ha ricevuto dall’Unione Europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di
micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, sulla base della Relazione sul sistema di allerta per alimenti e mangimi nel 2007. Su un totale di 2933 notifiche ben
390 – conclude la Coldiretti – sono state rivolte alla Cina per pericoli derivanti dalle contaminazioni dovute sopratutto a materiali a contatto con gli alimenti per la
migrazione, non solo di metalli pesanti, ma anche di ammine aromatiche, ftalati ed adipati. Numerosi peraltro anche i casi di presenza di residui farmaci veterinari o di micotossine.

 

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