Coldiretti: «si parla di boicottaggio ma è boom import 9%»

Le importazioni dalla Cina fanno segnare un ulteriore balzo in avanti del 9 per cento e superano di oltre cinque volte in valore le esportazioni del Made in Italy nel paese asiatico, con un
deficit commerciale che si avvicina a quello con i paesi dell’Opec produttori di petrolio.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati del commercio estero dell’Istat a gennaio, svolta in occasione della discussione in corso sul boicottaggio delle Olimpiadi di Pechino
dopo gli episodi di violenza che si sono verificati in Tibet.

La Cina contribuisce notevolmente al deficit commerciale record dal 1991 fatto registrare dall’Italia con l’arrivo dal Paese Asiatico soprattutto di tessuti, abbigliamento, scarpe, macchine e
apparati meccanici ed elettrici, prodotti chimici e mobili ma anche – sottolinea la Coldiretti – di prodotti alimentari come mele, aglio, concentrato di pomodoro, castagne, funghi, legumi e
semilavorati di ortofrutta.

Particolarmente grave – continua la Coldiretti – è il disavanzo commerciale dell’Italia nell’agroalimentare dove le importazioni superano di quasi nove volte le esportazioni nazionali
che sono spesso bloccate da pretestuosi pretesti burocratici.

E’ il caso – precisa la Coldiretti – del prosciutto italiano che non è ancora riuscito a superare le dure barriere protezionistiche della Cina, nonostante il via libera formale
all’importazione del prestigioso salume concesso dalle Autorità del paese asiatico già nel luglio 2007, ma le difficoltà di esportazione nel paese asiatico riguardano anche
altri importanti prodotti italiani come l’ortofrutta fresca, in particolare mele e kiwi, ostacolati dal mancato superamento degli ostacoli di carattere burocratico, sanitario ed amministrativo,
che hanno sino ad ora impedito le spedizioni.

Gli atleti italiani rischiano quindi di essere privati di queste specialità nazionali se non verranno superate le barriere ancora presenti alle esportazioni di questi prodotti,
nonostante le preoccupazioni sulla qualità e sicurezza del cibo cinese espresse da molte delegazioni che stanno valutando la possibilità di portare il cibo da casa, tanto che il
Comitato Olimpico Statunitense ha già addirittura pianificato il trasporto di tonnellate di carne e di altri alimenti.

A livello internazionale è infatti particolarmente alto l’allarme nei confronti della sicurezza dei prodotti cinesi che ha riguardato per ultimo i ravioli esportati in Giappone, dove
hanno causato molte intossicazioni, ma che ha coinvolto anche giochi per bambini, dentifrici, alimenti per cani e gatti, anguille, pesce gatto e conserve vegetali. Una escalation che – ricorda
la Coldiretti – ha messo in allarme le stesse Autorità cinesi che sono intervenute ritirando le licenze per la produzione a centinaia di industrie alimentari per problemi legati alla
sicurezza alimentare.

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