Clonazione: è allarme a tavola in Europa dopo via libera USA

Il via libera alla vendita di latte e carne provenienti da animali clonati negli Stati Uniti da parte della Food and Drug Administration (FDA) potrebbe aprire la strada al loro commercio anche
in Europa dove l’ Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha avviato una consultazione pubblica che porterà entro il prossimo febbraio a formulare il parere scientifico sulla
sicurezza alimentare.

E’ questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti in riferimento alla notizia pubblicata in prima pagina sul Wall Street Journal dal titolo «Il bestiame clonato è pronto a ricevere il
via libera dell’Fda.» L’autorizzazione della Food and Drug Administration (Fda) – riferisce la Coldiretti – prevede la libera circolazione degli alimenti frutto delle clonazioni come
carne, latte e formaggi che non dovranno essere distinti dagli altri con etichette particolari. Una decisione che non mancherà di avere ripercussioni in Europa dove l’Efsa deve
rispondere alla Commissione europea che nell’aprile scorso «ha chiesto all’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) di valutare sotto il profilo scientifico la sicurezza
alimentare e al Gruppo europeo sull’etica di aggiornare il loro parere sulla tecnica della clonazione che si prepara a uscire dai confini della semplice ricerca».all’Efsa. Il parere
dell’Agenzia Europea riguarderà – sottolinea la Coldiretti – la sicurezza nel consumo di carne e latte provenienti da mucche, maiali, capre e pecore clonate senza affrontare aspetti
etici di competenza del Gruppo Europeo sull’etica. La clonazione riguarda infatti già molti animali da allevamento e, tra l’altro, è stata annunciata recentemente la clonazione
«stabile» di un maiale per quattro generazioni dal genetista giapponese Hiroshi Nagashima dell’Università Meiji di Tokyo, mentre sperimentazioni sono state effettuate anche
in Italia con il toro Galileo, la cavalla Prometea e anche un muflone selvatico. Secondo una indagine descrittiva on line condotta sul sito www.coldiretti.it si evidenzia che una netta
maggiorana del 55 per cento ritiene necessario che l’Italia e l’Europa proibiscano sempre la possibilità di vendita di carne, latte e formaggi proveniente da animali clonati.

Si evidenzia peraltro – continua la Coldiretti – che per ben il 36 per cento dei rispondenti è necessario che l’Italia e l’Europa consentano la vendita di questi alimenti con una
etichettatura obbligatoria che permetta ai consumatori di distinguerli. Solamente l’8 per cento ritiene – prosegue la Coldiretti – che la scienza ha dimostrato che questi alimenti sono
perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi necessario consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione, mentre l’1 per cento non in grado di dare una risposta. La forte
opposizione dei cittadini dimostrata da sondaggi analoghi negli Stati Uniti ha convinto la Dean Food , principale industria casearia degli Stati Uniti, a non utilizzare il latte prodotto da
mucche clonate sebbene il verdetto della Food and Drug Administration (Fda) stabilisca che non ci sono differenze tra mucche, maiali e pecore clonate rispetto agli animali tradizionali. Una
decisione che è stata presa anche da aziende più piccole nel timore di andare incontro a un calo delle vendite. Una evidente dimostrazione che occorre intervenire al piu’ presto
con una adeguata regolamentazione per escludere che – sostiene la Coldiretti – latte, formaggi e carne arrivino inconsapevolmente nel piatto dei cittadini. Si tratta – conclude la Coldiretti –
di un rischio inaccettabile che oltre ad un problema di scelta consapevole da parte dei consumatori pone evidenti perplessità di natura etica che occorre affrontare prima che sia troppo
tardi.

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