Cioccaprino e capriccino: il latte di capra regna sulle piste da sci
27 Gennaio 2012
Sciare è bello ed utile per la salute. Tuttavia, gli atleti che soffrono d’intolleranza al latte erano esclusi dal rito del cappuccino e del
cioccolato, momenti di pausa psicologica e recupero di energia.
Questa è storia passata: da oggi, gli sciatori in Calabria possono assaporare capriccino e cioccaprino,
bevande alternative pensate per andare oltre l’intolleranza.
A spiegarlo è la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori).
Come detto, le nuove preparazioni nascono per soddisfare il bisogno di chi, per salute o scelta etica, non consuma latte vaccino. Secondo i dati Cia, in tale categoria rientrano 100.000 minori
ed un numero maggiore di adulti.
A loro si rivolgono le nuove preparazioni con latte di capra, capaci di essere doppiamente valide: il gusto è gradevole e l’apporto energetico
assicurato. E, in base ai controlli, i consumatori approvano. Nei locali di montagna cioccaprino e capriccino sono sempre più diffusi, la loro consistenza cremosa capace di conquistare
anche gli amanti dei drink tradizionali.
Di conseguenza, aumentano le iniziative e le offerte. Come a Camigliatello Silano: lì, la Fattoria Bio ha offerto per giorni cioccaprini e
capriccini agli sciatori.
Economia a parte, il latte di capra ha un solido curriculum tradizionale. Inoltre, il sovrapprezzo dei nuovi prodotti è limitato: capriccino e cioccaprino costano 2 Euro circa contro i
20/1,50 del cappuccino classico.
Matteo Clerici




