Intervista a Li Ruiyu, ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia

Intervista a Li Ruiyu, ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia

 

Cina Italia: Siamo partner da dieci anni. Ma è solo l’inizio

In Cina contano la comunicazione e le pubbliche relazioni nei settori com- petitivi. Bisogna capire a fondo le richieste del mercato, collegarsi alle imprese locali ed ingrandirsi con inie- zioni di capitale. In questo modo le imprese italiane e quelle cinesi pos- sono creare una situazione win-win. Ecco la via da percorrere secondo l’ambasciatore cinese in Italia Li Ru- iyu. Intervista.

di Zhang Guocheng
Il 9 maggio 2004 i governi di Cina e Italia emanarono un comunicato congiunto che annunciava lo stabilimento di un partenariato strategico globale, stabile, amichevole, di lungo temine e in continuo sviluppo. Questo partenariato festeggia ora il suo decimo anniversario e nel frattempo i rapporti politici, economico-commerciali, culturali e accademici fra i due Paesi hanno registrato un grande miglioramento. Che cosa ci riserva il futuro delle relazioni tra i due Paesi? In che modo riusciranno le imprese italiane a conquistare spazio nel mercato cinese? E sui problemi internazionali, a che punto arriverà la collaborazione tra Italia e Cina? Li Ruiyu, ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, non si sottrae a dare spiegazioni dettagliate.

La Cina cresce e migliora il suo standing internazionale. Ciò fornisce all’Italia valide ragioni per prestare sempre maggiore attenzione a tale rapporto bilaterale. Qual è la risposta del governo cinese alle attenzioni italiane?
Li Ruiyu:
L’Italia è uno dei fondatori della Ue, è un Paese chiave dell’Europa meridionale, un membro del G20 ed esercita grande influenza politica ed economica in Europa, nel Mediterraneo e in tutto il mondo. Da sempre il nostro governo pone grande cura allo sviluppo delle relazioni con l’Italia, che oggi è tra i Paesi a noi più vicini ed all’interno della Ue è un partner tra più importanti. Sin dal mio arrivo ho compreso che tanti ambienti italiani possiedono una forte volontà di cooperare con la Cina e che le loro aspettative verso di noi sono assai elevate. Siamo in contatto continuo anche a motivo delle visite reciproche che quest’anno si scambieranno i nostri leader come pure per la firma del “Piano d’azione triennale di cooperazione economica Cina-Italia”. 
Approfittando del fatto che nel secondo semestre del 2014 l’Italia assumerà la presidenza di turno dell’Ue e convocherà il vertice Asia-Europa, approfondiremo ulteriormente il nostro dialogo e renderemo più concreta la cooperazione e l’amicizia fra noi.

Celebriamo il decimo anniversario del partenariato strategico globale Cina-Italia. Che giudizio ha di questi dieci anni? E in futuro, in quali ambiti potremo meglio curare gli interessi comuni?
Li Ruiyu:
E’ dal 2004 che le nostre relazioni continuano ad avanzare, l’intesa politica fra i due Paesi è stabile e gli scambi di alto livello sono frequenti. Manteniamo strette consultazioni sui maggiori problemi internazionali e regionali e nonostante la crisi economica internazionale la nostra cooperazione economico-commerciale è ancora in crescita: l’anno scorso l’interscambio ha raggiunto i 43 miliardi e 300 milioni di dollari, con un più 3,9% rispetto all’anno precedente, quasi 3 volte in più rispetto a dieci anni fa. In particolare, l’importazione di prodotti italiani in Cina è cresciuta del 9,4% rispetto al 2012, circa 3 volte in più rispetto a dieci anni fa. Gli investimenti bilaterali hanno registrato una crescita in controtendenza rispetto alla crisi e nel 2013 quelli cinesi in Italia hanno superato i 600 milioni di dollari. Anche gli scambi nel settore umanistico e tecnico-scientifico sono stati molto vivaci. 
Le due parti hanno costituito il Fondo per l’ambiente energetico “Sino-Italian Facility” (SIF), il Centro del design innovativo, il Centro di trasferimento tecnologico e il Centro di e-government, ottenendo numerosi risultati, frutto di rilevanti progetti in ambito tecnico-scientifico ed ambientale. Iniziative come l’Anno della Cultura cinese e lo scambio permanente di opere fra musei costituiscono infine un ponte che solidifica il legame d’amicizia fra i nostri popoli.
L’Italia è tradizionalmente una potenza industriale europea, presenta eccellenze nella manifattura e nell’innovazione tecnico-scientifica e conta un gran numero di piccole e medie imprese competitive su scala internazionale. Ciò combacia con quanto necessita alla Cina e con le enormi potenzialità insite nella trasformazione e regolazione della struttura economica cinese. Ripeto: i nostri Paesi hanno enormi potenzialità di cooperazione economica, commerciale, scientifica, tecnologica, ambientale, agroalimentare, culturale e accade- mica. L’ambasciata creerà un ambiente favorevole, cercherà ulteriori spunti di collaborazione e allestirà una piattaforma di condivisione delle informazioni, offrendo consigli per rafforzare il quadro di cooperazione amichevole tra i due Paesi e pianificando al meglio i rapporti amichevoli in ambito nazionale e locale, col fine di promuovere la collaborazione sino-italiana a 360 gradi.

Il 2014 è un momento di svolta per l’Italia: nel- la seconda metà dell’anno avrà la Presidenza di turno dell’Ue e organizzerà il summit Asia-Europa; contemporaneamente l’Expo 2015 di Milano entrerà nella fase preparatoria finale. Come la Cina approfitterà di queste occasioni ulteriori per lavorare con l’Italia? E se guardiamo alle relazioni tra Cina-Europa, che ruolo gioca l’Italia?
Li Ruiyu:
Visto che l’Italia è buona amica e partner della Cina nell’Ue, quest’intesa funge da stabilizzatore delle relazioni sino-europee. Ovvero, gli ottimi rapporti fra Cina e Italia svolgono un compito fondamentale di promozione della cooperazione tra Cina e Ue nel quadro del partenariato strategico globale Cina-Ue. Nel secondo semestre del 2014 l’Italia assumerà la presidenza di turno dell’Ue e convocherà il vertice Asia-Europa, i nostri premier potrebbero scambiarsi delle visite reciproche: sono ottime opportunità per iniettare nuova linfa nei rapporti Cina-Italia e compiere un passo in avanti nei rapporti Cina-Ue.
Il governo cinese sostiene l’organizzazione dell’Expo in Italia e intende approfittarne per promuovere l’interscambio fra le parti e creare una piattaforma a vantaggio degli imprenditori. Auguriamo sinceramente il pieno successo all’Expo 2015 di Milano. Il padiglione cinese sarà tra i più grandi e la Cina avrà due ulteriori padiglioni per le proprie imprese. Il tema dell’Expo – “Nutrire il pianeta, energia per la vita” – è una splendida chance di cooperazione in ciascun settore e servirà specificamente a rafforzare il trading, l’agricoltura tecnologicamente avanzata e la sicurezza alimentare.

La Cina vive un momento di trasformazione e riforma in molti settori. E’ un’eccellente scommessa per l’economia italiana e molti imprenditori italiani sperano di coglierla entrando nel mercato cinese. Che cosa consiglia a questi imprenditori?
Li Ruiyu:
Le imprese italiane che ad oggi investono e producono in Cina, per lo più con ottimi risultati, sono più di 4000. Prima di assumere l’incarico di ambasciatore ho visitato diverse città e province cinesi, scoprendo la soddisfazione per gli investimenti italiani in loco. Dopo aver assunto l’incarico, molti esponenti del business italiano mi hanno espresso la speranza di investire in Cina. L’Italia vanta una quantità di imprese e marchi di fama mondiale nella manifattura ad alto livello, nel design innovativo, nel risparmio energetico e nella tutela ambientale. Ma ci sono ancora molte buone cose che rimangono sconosciute ai cinesi! Inoltre, per i limiti di capitali e dimensioni, la capacità di investire in Cina di molte aziende italiane è insufficiente. Il mio consiglio a queste imprese è innanzitutto di rafforzare la comunicazione e le pubbliche relazioni nei settori competitivi; secondo, di fare una valida raccolta di informazioni per capire a fondo le richieste del mercato cinese ed effettuare un efficace collegamento con le imprese cinesi; in terzo luogo, propongo alle Pmi italiane di eccellenza di rafforzare la cooperazione con le imprese cinesi, così da ingrandirsi tramite iniezioni di capitali e ampliare il mercato cinese, realizzando un quadro di mutuo vantaggio e win-win con le aziende cinesi.

L’Italia è al centro del Mediterraneo, un’area strategica dove si affacciano numerosi Paesi arabi. Negli ultimi anni la cooperazione fra la Cina e questi ultimi ha visto un’escalation. Secondo lei, Cina e Italia possono attuare azioni congiunte anche in questa regione?
Li Ruiyu:
All’interno del partenariato strategico globale Cina e Italia mantengono sempre comu- nicazione e cooperazione autentiche sui problemi regionali. Così è accaduto durante la visita in Italia dello scorso anno del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, con scambi di vedute su temi d’interesse comune quali la politica di sviluppo dei Paesi del Maghreb e la situazione in Medio Oriente. Nel gennaio 2014 si è tenuto a Roma l’incontro fra i funzionari di alto livello del Gruppo sulla crisi umanitaria siriana e la Cina era presente. Il Ministero degli Esteri italiano presiederà a breve la riunione interministeriale sulla questione libica, a cui partecipa in qualità di capo della delegazione cinese il nostro inviato speciale sulla questione mediorientale. Discuteremo ampiamente della Libia e del soccorso internazionale che deve venire da varie parti, inclusa l’Italia. La Cina desidera promuovere, insieme alla comunità internazionale, la pace, la stabilità, lo sviluppo dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale.

Sappiamo che in Italia vivono molte persone d’origine cinese, che contribuiscono fortemente allo sviluppo del Paese. Quali consigli ha per loro?
Li Ruiyu:
I cinesi in Italia sono attualmente oltre 300 mila e rappresentano il quarto gruppo d’immigrati più numeroso. La maggior parte dei cinesi italiani ha sempre rispettato la legge e lavora diligentemente, ha ottenuto dei risultati con grande impegno e contribuito positivamente allo sviluppo economico della società circostante. Bisogna comunque riconoscere che essi hanno iniziato a vivere e lavorare in Italia soltanto in epoche recenti e che quindi la loro integrazione sociale e la comprensione del Paese non sono ancora radicate. Affinché possano migliorare il proprio status, consiglio loro di rispettare le leggi e i regolamenti italiani e migliorare i metodi di produzione e amministrazione, creando le giuste condizioni per uno sviluppo sostenibile. Nel contempo, spero che il Governo e la società italiana possano offrire ai cinesi d’oltremare e agli stranieri d’origine cinese maggiori facilitazioni e sostegno.

di Zhang Guocheng/Cinitalia n° 2/2014

In foto: 

L’ambasciatore della Repubblica popolare di Cina in Italia, Li Ruiyu con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il 15 gennaio 2014, per la presentazione delle lettere credenziali

Nota della redazione:
L’articolo integrale viene pubblicato su newsfood.com
su esplicita autorizzazione della Direzione di Cinitalia

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