Cia Basilicata: a Tricarico una riflessione storica sulla riforma agraria

By Redazione

«Riparlare dell’epopea contadina a Tricarico attraverso il seminario di studio che abbiamo promosso, come Cia Basilicata, insieme al Centro Documentazione ‘Rocco Scotellaro’, il Comune di
Tricarico, la Deputazione di Storia Patria per la Lucania, l’Università, la Regione e la Provincia di Matera non è stata un’operazione di nostalgia, ma piuttosto di recupero della
storia che ha visto la Basilicata, attraverso la lotta per la riforma agraria, un banco di prova di quella complessa questione meridionale che non ha mai perso di attualità».

E’ il commento del vicepresidente regionale della Cia, Paolo Carbone, che ha partecipato a Tricarico ai lavori del seminario in occasione della ristampa del volume di Guido Spera «Storia
ed evoluzione di un’Azienda Agricola in Lucania » (Congedo Editore, Galatina 2007). Tra i relatori, il prof. Raffaele Giura Longo, Franca Assante (Federico II Napoli), Giovanni Cannata
(Rettore Università Molise), Agnese Sinisi, Angelo Ziccardi, Enzo Spera e il presidente nazionmjale della Cia Giuseppe Politi.

«La Cia di Basilicata -continua Carbone- ha aderito a questa importante e prestigiosa giornata di studio, convinta che conoscere la storia e il passato aiuta a svolgere e a fare bene il
proprio lavoro, ad evitare gli errori che sono stati pure commessi, come nel caso dell’azienda agricola di Calle, poiché di un vero e proprio errore si è trattato. Contadini sono
i padri operosi dell’umanità e per questa si sacrificano e sopportano da sempre, proprio come dei buoni padri. Guardano l’aria e da questa riescono a predire il tempo la mattina,
riescono a presagire se c’è qualcosa di nuovo. La descrizione del mondo contadino da parte di Scotellaro, oltre che reale esprime un’autenticità di sentimenti che conferiscono
più di tutto poeticità alla sua opera. Rocco entrava ogni giorno in quel mondo, non violandone gli statuti, ma rispettandoli: lo ha compreso, amato, ed è riuscito a farsene
interprete».

«Mi piace ricordare -aggiunge il vicepresidente della Cia Basilicata- le parole di Peppino Avolio nella sua ultima venuta in Basilicata: oggi, a di distanza di più di mezzo secolo,
appare più nitida e netta la validità di quelle lotte che rivendicavano la riforma agraria non solo nell’interesse immediato delle forze sociali interessate, i braccianti ed i
contadini senza terra, ma per favorire lo sviluppo economico generale dell’Italia e la sua crescita civile e democratica».

«E’ stato un apporto importante e per certi aspetti decisivo. Il mondo agricolo ha interpretato, e in certi casi anticipato, il cambiamento. E’ riuscito a vincere, proprio sull’onda degli
avvenimenti degli anni immediatamente seguenti al secondo dopoguerra, a vincere sfide cruciali e a svolgere una funzione sia equilibratrice che portatrice concreta di iniziative, proposte e
risposte alle mutate esigenze di una nazione che è divenuta una delle protagoniste a livello mondiale.Oggi, come allora -continua Carbone- occorre vincere un’altra importante sfida che
vede in prima linea gli agricoltori e le loro imprese che devono diventare competitive e proseguire sulla strada della qualità».

In questi anni la Cia in questi territori ha svolto un’azione importante di tutela, di rappresentanza di consulenza agli agricoltori e alle loro famigli. Forse qualche volta si è spinta
più avanti di quanto doveva, se penso che già nei primi anni ottanta, quando non erano in molti a parlare di qualità di tipicità, di salubrità delle
produzioni, di agriturismo, di turismo rurale, di energie alternative in agricoltura (quella che oggi si chiama multifunzionalità), Purtroppo, non tutto è andato come noi
immaginavamo. Fino a qualche anno fa, nonostante tutte le difficoltà nel Circondario di Calle, si era raggiunto un certo sviluppo dell’agricoltura, (è stato per molto tempo il
biglietto da visita del Comune di Tricarico). Era una delle poche aree interne della Basilicata dove gli agricoltori non avevano abbandonato i Poderi che gli erano stati assegnati e avevano
acquisito una spiccata capacità professionale nel settore dell’allevamento bovino da latte.

«Nel volgere di pochissimi anni per le difficoltà riscontrate nel settore lattiero (quote latte, diminuzione del prezzo del latte alla stalla, aumento dei costi di produzione,
concorrenza, ecc.) nella indifferenza generale, sono andati via dal territorio di Calle -conclude Carbone- migliaia di capi di bovini da latte con le relative quote di produzione, con la
conseguente chiusura di molte stalle e aziende agricole».

«Certo, l’agricoltura italiana e lucana in particolare in particolare -come rileva il presidente della Cia Politi- è in grave difficoltà. Mercato globale,
competitività, qualità e salubrità delle produzioni sono solo alcune sfide che il settore è chiamato ad affrontare nei prossimi anni, siamo convinti che gli
imprenditori agricoli, con il sostegno e il contributo dell’intera società italiana (per questo la Cia ha lanciato il Patto con la società), ancora una volta sapranno operare con
incisività per un ruolo dell’agricoltura sempre più decisivo e per un futuro sostenibile».

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