Churrasco: il re del Brasile nasce in Argentina

Churrasco: il re del Brasile nasce in Argentina

Nel mondo della carne, il churrasco brasiliano è uno dei pezzi più richiesti. Tuttavia, se oggi è il portabandiera della cucina del Brasile, la pietanza ha origini
nella vicina Argentina, rivale di mille battaglie, in primis sportive.

Sono infatti i vaqueros argentini i primi ad utilizzare fette di carne bovina, prima frollati sotto la sella poi cotti sul fuoco. I mandriani tagliavano la carne con gli spadoni e la
seppellivano nel fuoco, collocato in buche profonde per difendersi dal vento: ad insegnare loro la tecnica, gli indios locali, che necessitavano di un metodo per trasportare e conservare il
cibo.

Quando la carne era pronta, dal pezzo centrale si tagliavano i pezzi individuali e si ponevano nel piatto. La carne scelta, la cottura alla brace e (secondo la leggenda) il sudore dei cavalli
donavano alla carne sapore ed aroma unici.

Dall’Argentina, il churraco arriva in Brasile, da dove gli emigranti lo diffondono in tutto il mondo, Italia compresa. E se nella penisola esiste una capitale del churraco questa
è Torino.

I suoi ristoranti brasiliani sono maestri nell’offrire la carne ed il rito collegato, il rodizio. Questo è un vero cerimoniale, tra piacere della
gola e ritrovo di amici. Si compone di diverse portate, tra cui spicca la picanha: in taglio scelto, sorta di equivalente del codone di manzo nostrano, servita con riso bianco, manjoca e
fajolada, la zuppa di fagioli neri.

Ironicamente, anche la città sabauda rende un po’ straniero il cuore della cucina carioca: spesso gli chef usano come materia prima la carne di Fassone del Piemonte.

Matteo Clerici

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