Chiacchiere e co. Per Carnevale, 150 milioni in dolci della tradizione

Chiacchiere e co. Per Carnevale, 150 milioni in dolci della tradizione

Nonostante un tempo non gradevole e la crisi che non molla, il Carnevale non sarà avaro di chiacchiere, frittelle ed altri dolci della
cucina tradizionale.

Questo è il messaggio della Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori, che dà i numeri. Alla lettera: la festa delle maschere
porterà ad un consumo di 22.000 tonnellate di prodotti tipici con una spesa totale di 150 milioni di euro.

All’interno di tale situazione, spiega la Confederazione, ci sono varie sfaccettature.

Alcune scelgono i dolci fatti in casa, che non superano i 5 Euro al chilo. Quasi tutti sceglieranno un prodotto di buona qualità, 15-20 Euro al
chilo. Pochi punteranno al meglio, con spese fino a 50 Euro. In generale, rispetto a Carnevale 2011 si avrà un incremento della spesa del 4%.

Dolci a parte, Carnevale è anche un momento per le uscite fuori porta e la scoperta del territorio.

Infatti, ricorda la Cia, Carnevale è il momento della fine dell’inverno e l’arrivo della primavera, quando il terreno si risveglia e l’uomo festeggia il ritorno della vita e della bella
stagione. Ecco allora sagre e feste paesane, con i paesi d’Italia teatro di manifestazioni popolari, dove i dolci la fanno da padrone: dalla cicerchiata
d’Abruzzo, ai crostoli del Friuli, dalle frappe del Lazio alle bugie del Piemonte ai cenci della Toscana. Non vanno dimenticati gli agriturismi, che
fanno registrare una crescita dei vacanzieri, anche legata alla presenza di San Valentino.

Matteo Clerici

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