Chi è Marco Utzeri… visto da Chef Marco Utzeri

Chi è Marco Utzeri… visto da Chef Marco Utzeri

Chi è Marco Utzeri… visto da Chef Marco Utzeri

Sono  uno chef di cucina che ha iniziato la sua carriera lavorativa giovanissimo

Nato nel 1989 a Cagliari, a soli 16 anni, mentre continuavo gli studi alla scuola alberghiera,  ho incominciato ad avere i miei primi approcci con la cucina  in un piccolo ristorante del mio paese natale in Sardegna,  dopo tre anni ho deciso di ampliare le mie conoscenze e di voler lavorare in realtà ristorative che potessero accrescere il mio bagaglio culinario nelle varie partite di cucina e della gestione. Da qui in poi inizio a lavorare in grandi resort  5 stelle lusso in giro per l’italia partendo dalla Sardegna, al Lazio e all’Emilia Romagna dove, a soli 22 anni, ebbi una delle mie prime  esperienze da responsabile di cucina in un hotel  5 stelle a Salsomaggiore terme .

All’età di 25 anni decido di andare all’estero. Il mio percorso ha incrociato Inghilterra, Spagna  e America, esperienze che mi hanno permesso  di accrescere il mio “soul” lavorativo, dove mi sono messo alla prova in una realtà culinaria completamente diversa. Le mie esperienze lavorative precedenti sono servite a ben poco poiché nel  nuovo cammino, la cucina aveva bisogno di maggiore cura, la temperatura e i nutrienti avevano un ruolo molto importante su ciò che si andava a preparare per ottenere un piatto ben strutturato.

Così incomincio il mio percorso nella cucina crudista e nell’ Healthy food. 

Anche in questo campo ho maturato esperienze all’estero nelle più rinomate realtà ristorative “Vegan Raw”, e preziosi sono gli incontri con alcuni importanti chef; ho avuto la fortuna di lavorare al “Nama” a Londra e di continuare la mia carriera da chef , specializzandomi nella cucina vegana, vegana crudista, vegetariana e nell’ healthy food, frequentando una prestigiosa scuola “plant based” in California.

 Un approccio fresco, autentico e naturale capace di trasformare la cucina classica in qualcosa di straordinario ogni giorno, da cui nascono piatti interamente Raw ma raffinati.

Di cosa mi occupo attualmente? quali sono i miei progetti futuri ?

Attualmente sto aprendo un laboratorio di dessert al cucchiaio, che variano dal tradizionale alla creazione di dolci per intolleranti al lattosio, glutine, a basso regime glicemico, vegani, vegani crudisti e vegetariani. Questi dessert sono destinati a tutte le realtà ristorative che vogliono offrire sia un’alternativa healthy che tradizionale.

Mi occupo anche di una piccola start-up “Raw whole” ideata da me, dove offro consulenza per nutrizionisti che hanno bisogno di video ricette o ricettari adatti al loro piano nutrizionale, in modo tale da poter dare alternative gustose ai loro pazienti. 

Sono docente all’università U.N.I.D dove sto ideando un corso di tre livelli (livello base, medio ed intermedio) adatto per professionisti che vogliono avere conoscenze nel creare piatti raffinati a base vegetale, e per persone che semplicemente vogliono destreggiarsi al meglio dietro ai fornelli della propria cucina a casa. 

Nel futuro spero di riuscire a diventare un nutrizionista, mi sono iscritto da pochi anni all’università di Biologia e poi mi specializzerò in Nutrizione. Il tempo a disposizione non è tantissimo, è un obiettivo impegnativo ma spero un giorno di riuscirci.

Cosa ti ricordi della tua famiglia e dei tuoi compagni quando eri ancora nel tuo paese natìo?

Il profumo del pane caldo appena sfornato da mia madre, le giornate di sole e i pomeriggi delle domeniche estive passate al mare con la mia famiglia sono sicuramente le prime cose che mi vengono in mente appena  ripenso alla mia infanzia. Nella mia cittadina, Assemini, a pochi chilometri da Cagliari, il divertimento e il ricordo che ho con i miei coetanei è legato alle cose più semplici: due tiri a pallone sotto casa, le chiacchiere e una birra insieme agli amici di sempre prima di andare dietro i fornelli della cucina del mio primo lavoro.

In Sardegna ci sono ancora ultra centenari… quanto ha influito l’alimentazione e cosa, secondo te, hanno mangiato e bevuto per arrivare alla loro veneranda età?

La Sardegna è ricca di anziani longevi. Ci sono stati numerosi studi per capire il cosiddetto fenomeno della “blue zone”, com’è stato chiamato questo fenomeno che caratterizza la popolazione sarda, alcune isole di Okinawa in Giappone, Ikaria in Grecia, la penisola di Nicoya in Costa Rica e Loma Linda in California .

Le blue zone sembrano avere poco in comune, a parte il fatto di essere piccole realtà vicino al mare e con un clima abbastanza mite tutto l’anno. Si è però notato che il fattore genetico è vincente, anche se si può vivere più a lungo e meglio modificando le proprie abitudini. Seguendo infatti gli esempi che arrivano dagli anziani delle zone blu si può alzare l’aspettativa di 10-12 anni. Il primo è sicuramente la dieta basata su vegetali, frutta e legumi e povera di grassi. Pochissima carne rossa. E ancora, latte di pecora e capra, vino e tanta acqua. Inoltre anche una vita sociale attiva e laboriosa aiuta ad avere alte aspettative di vita. Gli anziani delle blue zone non hanno ritmi frenetici di vita e soprattutto non si sentono inutili e soli perché abitano in piccole comunità dove si conoscono tutti e la solidarietà è massima. E questo è un fattore di longevità molto più forte di quanto si possa immaginare. Camminare è un altro elemento che accomuna i centenari, una delle migliori forme  di esercizio fisico. 

 

 

 

 

Chef Marco Utzeri

Cell: 3483056054

Instagram: chef.marco_utzeri

Sito web: https://www.chefmarcoutzeri.it/

App :  https://play.google.com/store/apps/details?id=it.chefmarcoutzeri.app

Docente U.N.I.D

chef.marcoutzeri@gmail.com

 

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