Cheese: Casari, pastori e affinatori a Bra per quattro giorni di confronto e festa

Cheese: Casari, pastori e affinatori a Bra per quattro giorni di confronto e festa

Prende il via oggi il grande evento dedicato a casari, pastori e affinatori che arrivano a Bra da tutto il mondo per quattro giorni di confronto e festa. Festa sottolineata fin nel primo
pomeriggio dalle note dei Magica Boola, una brass band che ha attraversato la città fino a giungere a piazza Caduti per la Libertà, sede dell’inaugurazione.

Sul palco, solo un politico (il sindaco di Bra Bruna Sibille): per scelta, quest’anno tutto lo spazio è stato riempito dai protagonisti del premio Resistenza
Casearia, giunto alla sua terza edizione e destinato a pastori, produttori, affinatori che, a dispetto delle difficoltà legislative e di mercato, riescono a realizzare formaggi
straordinari.

È stato Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia, a premiare Agron Gryka, produttore del Presidio Slow Food della provola delle Madonie (Sicilia); Randolph Hodgson, proprietario di
Neal’s Yard Dairy (Regno Unito); Mary Holbrook, produttrice di formaggi di capra di Bath (Regno Unito); Mosè Manni, produttore del Presidio Slow Food del bitto storico (Lombardia); Sider
Sedefchev, allevatore di pecora karakachan, Presidio Slow Food (Bulgaria); Matteo Pesenti, malgaro del Presidio Slow Food dello stracchino all’antica delle valli Orobiche (Lombardia).

«Cheese è patrimonio di Bra tanto quanto lo è di coloro che oggi sono rappresentati su questo palco: uomini e donne che hanno dimostrato la capacità di mettere a
reddito il saper fare, permettendo alle famiglie di prosperare, ai giovani di dare il loro contributo al progresso della società, all’economia pubblica di sostenersi grazie all’impegno
di tutti», ha continuato il sindaco di Bra Bruna Sibille.

Impossibilitata a partecipare, il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo ha affidato a un comunicato i suoi auguri per la buona riuscita della
manifestazione: «Eventi come Cheese rappresentano momenti di incontro e di riflessione su educazione alimentare, riduzione degli sprechi e sostegno all’agricoltura».

Poesia e utopia sono state le due parole chiave del discorso del presidente di Slow Food. Carlo Petrini ha iniziato il suo intervento ricordando come la rinascita di una tradizione antichissima
quale quella lattiero-casearia delle Isole Britanniche, quest’anno ospiti d’onore della Gran Sala dei Formaggi, sia partito proprio da Cheese e dalla volontà di personaggi come Randolph
Hodgson, presente fin dalla prima edizione.

«Ed è solo un esempio» ha proseguito Petrini; «anche il Brasile sta crescendo, così come la Turchia e i paesi africani. Di anno in anno la loro presenza a Cheese
è più forte. I produttori stranieri non vengono qui solo per vendere, ma perché sanno che troveranno un punto di incontro, uno scambio culturale e umano con persone che
fanno il loro stesso lavoro dall’altra parte del mondo. E perché vedono edizione dopo edizione che il pubblico ha un atteggiamento meno consumista ma più curioso, più
interessato alle storie che stanno dietro ogni singolo prodotto».

Il pensiero del presidente Slow Food è poi andato ai vincitori del premio Resistenza Casearia: «Pensare a loro come fonti di economia marginale è un errore culturale,
sociale ed economico. Quando Slow Food ha iniziato la sua storia ci chiamavano poeti, utopisti, distorcendo due parole bellissime come poesia e utopia. Eppure, come l’attuale crisi ci sta
dimostrando, la poesia vede molto più in là di tanti economisti. Dico infine ai politici seduti nelle prime file: l’utopia è l’essenza della politica. Prendere un’utopia e
farla diventare realtà, questa è politica. Tutto il resto è bla bla».

www.slowfood.it
www.comune.bra.cn.it

 

Redazione Newsfood.com+WebTv

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