Cervello, il senso di colpa abita qui

Cervello, il senso di colpa abita qui

Il senso di colpa si colloca in due diverse regioni del cervello, a seconda della causa del problema.

In altre parole, le trasgressioni che colpiscono solo la morale (senso di colpa etico) attivano aree diverse di quelle interessate dalle trasgressioni che danneggiano altri (senso di colpa
altruistico).

L’informazione arriva da una ricerca dell’Irccs Fondazione Santa Lucia e dell’Associazione di psicoterapia cognitiva, diretta dal dottor Carlo Caltagirone e prossimamente pubblicata su “Human
Brain Mapping”.

Gli scienziati hanno creato un campione rappresentativo di volontari,individui sani d’età compresa tra i 21 ed i 38 anni. Inizialmente, tali soggetti sono stati sottoposti a stimoli
visivi, che hanno provocato il senso di colpa, sia altruistico che etico. Poi, gli stessi stimoli sono stati somministrati ad una seconda tranche di volontari, con caratteristiche uguali alla
prima. Ogni volontario è stato infine impegnato in un esercizio d’immedesimazione emotiva con il senso di colpa provocato dagli stimoli.

La risonanza magnetica ha subito evidenziato come si fossero attivate due regioni del cervello, la corteccia del cingolo anteriore e di quello posteriore. Si tratta di regioni notoriamente
coinvolte in funzioni superiori di tipo cognitivo, conosciute per la loro azione in funzioni cognitive.

Tramite operazioni mirate, i ricercatori sono poi riusciti a definire meglio gli attori, attivi e passivi del soggetto. Il senso di colpa etico interessa prevalentemente l’insula, struttura
legata alle esperienze di disgusto verso stimoli esterni e interni. Invece, il senso di colpa altruistico è questione della corteccia prefrontale, organo coinvolto in attività
mentali di tipo pro-sociale, ossia legate all’interpretazione di stati d’animo e comportamenti altrui.

Spiega il dottor Caltagirone: ” Modificazioni del senso morale sono frequenti in conseguenza di alcune lesioni cerebrali e di traumi cranici anche non gravi, quindi la comprensione delle basi
neurobiologiche del senso di colpa ci permette di migliorare gli interventi riabilitativi, cognitivi e comportamentali che rivolgiamo ai pazienti” Nel campo della psichiatria “E’ già
stato ipotizzato che alterazioni nell’elaborazione di specifici sensi di colpa possono contribuire a disturbi quali i comportamenti ossessivi e compulsivi oltre che alla depressione. Anche in
questo caso, quindi, una più precisa comprensione del ruolo svolto dal senso di colpa potrà agevolare lo sviluppo di terapie comportamentali mirate”.

La squadra di Caltagirone inizierà ad applicare le informazioni attenute in terapie pensate per contrastare lesioni celebrali, dovute ad es: a traumi cranici, ischemie e tumori.

LEGGI il comunicato della Fondazione Santa Lucia

Matteo Clerici

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