Fare le ore piccole sul Web mette a rischio il cervello
3 Settembre 2010
Sempre più spesso i ragazzi passano le ore della notte con Internet, navigando sul Web o sfruttando i social network. Al di là del resto, tale comportamento è pericoloso
per il cervello: la mancanza di sonno nell’età della crescita favorisce le malattie mentali nell’età adulta.
Questo il messaggio di una ricerca dell’Università di Sidney (Australia), diretta dal professor Nicholas Glozier e pubblicata su “Sleep”
Il professore ed i suoi compagni sono giunti a tale conclusione dopo aver esaminato salute ed abitudini di 20.000 giovani, tra i 17 ed i 24 anni. L’indagine ha mostrato come i volontari che
dormivano meno di 5 ore a notte avevano il triplo del rischio rispetto ai colleghi con sonno regolare: ogni ora di riposo persa, infatti, portava un 14% in più di pericoli per la salute.
Spiega Glozier: “I disturbi del sonno e, in particolar modo l’insonnia, sono il monito per un successivo sviluppo di patologie come la depressione e l’ansia. Molte malattie mentali vanno e
vengono, ma sono quelle che non migliorano che risultano essere particolarmente interessanti. Tanti miei pazienti giovani stanno su Facebook o sul web per giocare online fino all’una o alle due
di notte, ma la maggior parte di loro deve poi alzarsi alle sette della mattina, mentre le persone di mezza età possono dormire più a lungo”.
Secondo l’esperto, proprio questa relazione tra ore notturne passate sul web e (conseguente) carenza di sonno può spiegare l’incremento di malattie e disagi psitici tra i giovani e
giovanissimi e non solo.
Infatti, “Molti ragazzi possono soffrire di insonnia come risultato di patologie precedenti, ma quello che stiamo vedendo è che ci sono adulti che tendono a soffrire di ansia e di
problemi sonno-veglia che possono poi sfociare in disfunzioni bipolari o in depressione grave”.
Tuttavia, con la corretta terapia è possibile migliorare e guarire. Il professor Glozier, da parte sua, utilizza una combinazione tra light terapy (cura a base di luce) e melatonina, per
aiutare i soggetti a recuperare il corretto ritmo sonno-veglia.
Fonte: Glozier N; Martiniuk A; Patton G; Ivers R; Li Q; Hickie I; Senserrick T; Woodward M; Norton R; Stevenson M. Short sleep duration in prevalent and persistent psychological distress
in young adults: the DRIVE study. SLEEP 2010;33(9):1139-1145.
Matteo Clerici
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