Centrale a biogas di Castelleone

Cremona – Con una interrogazione, il consigliere provinciale Giuseppe Redegalli (Forza Italia) torna sulla vicenda della centrale a biogas di via Lamme, a Castelleone, la cui
autorizzazione era stata da lui stesso contestata in consiglio provinciale, Redegalli ricorda che il consiglio provinciale aveva votato un ordine del giorno nel quale si chiedeva di cercare,
attraverso incontri con le parti interessate, soluzione al problema viabilistico, anche verificando la possibilità di un accesso diretto alla Paullese per i mezzi che riforniscono
l’impianto della materia prima (granella di mais), nonché la definizione di un accordo con la Fondazione Brunenghi per la fornitura del teleriscaldamento tramite l’acqua calda risultante
dal processo produttivo di energia.

A distanza di sei mesi, sostiene il consigliere, non risulta siano stati raggiunti accordi su nessuno dei due punti. Nel frattempo si fanno insistenti le voci secondo cui la società che
sta realizzando la centrale chiederebbe di modificare l’alimentazione dell’impianto rispetto a quanto autorizzato, mentre resta e si amplia la visione critica su impianti di questo tipo che
impiegano a scopo energetico materie prime pregiate e costose e non scarti vegetali o liquami.

Fatte queste considerazioni, Redegalli passa ai quesiti che pone al presidente della Provincia:
se e quali siano le soluzioni trovate rispetto agli obiettivi indicati dall’ordine del giorno votato dal consiglio; quale sarà l’orientamento dell’amministrazione in caso di richiesta di
modifica dell’alimentazione dell’impianto e che tipo di alimentazione sarebbe disposta ad accettare; se, nel caso di emissione di una nuova autorizzazione, intende prescrivere l’obbligo di
accesso unicamente dalla viabilità extracomunale, in considerazione dell’aumento del numero dei viaggi necessari al rifornimento; se, prima dell’eventuale nuova autorizzazione, intende
attendere che venga definito l’accordo con la Fondazione Brunenghi per il teleriscaldamento.

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