“Ce L’hanno tutti con me”, Berlusconi si sfoga

“Ce L’hanno tutti con me”, Berlusconi si sfoga

Bruxelles – “Me ne hanno dette di tutti i colori, dal presidente della Repubblica a quello della Camera al Pd. Ce l’hanno tutti con me”. E’ lo sfogo che ha avuto questa notte il
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (nella foto), incontrando i giovani del Ppe, dopo le polemiche relative alle sue dichiarazioni di ieri sulla giustizia e alle critiche per questo
ricevute. A riferirlo sono persone che sono state presenti all’incontro.

Stamattina invece, con i cronisti che lo aspettavano nell’atrio del grande albergo di Bruxelles in cui alloggia, ha scherzato: “Io stanotte ho dormito benissimo. Voi?”. Il presidente del
Consiglio partecipa ora alla seconda giornata del vertice Ue. Dopo il summit pranzerà a Bruxelles con gli eurodeputati del Pdl.

Sull’argomento è intervenuto stamattina anche l”Avvenire’. Il percorso delle proposte di riforma, anche istituzionali, ”non è certo agevolato dal ricorso a toni di sfida. Il
Quirinale aveva recentemente rassicurato il premier che la sua posizione resta garantita finché gode di un sostegno parlamentare omogeneo al responso elettorale del 2008, il che spiega
il profondo sconcerto e la motivata amerezza che l’attacco di Berlusconi ha suscitato”, scrive il quotidiano cattolico in un editoriale a firma di Sergio Soave e dal titolo ‘La tentazione e il
dovere’.

Sempre sull’iter delle riforme ‘Avvenire’ sottolinea: ”Se le difficoltà interne, soprattutto quelle con il presidente della Camera Gianfranco Fini, dovessero rendere impraticabile
questo percorso, si potrebbe aprire di nuovo la prospettiva di un ricorso a elezioni anticipate. Si tratta di prospettive estreme, che preludono a una battaglia campale senza esclusione di
colpi, sulle quali è ovvio si addensino molte preoccupazioni”.

Il desiderio del premier di affrontare il ”nodo” dei rapporti tra politica e giustizia, si legge nell’articolo, ”è legittimo, se lo si fa seguendo le procedure previste”, e il
premier sembra orientato verso ”la riforma da confermare col referendum: l’accentuazione dei toni appare funzionale a motivare l’elettorato alla partecipazione. Resta – conclude Soave – un
esile filo di speranza, tenuto vivo anche dal carattere fermo ma con un forte richiamo a una ‘leale collaborazione’ delle reazioni di ieri del Quirinale: con l’auspicio che alla fine prevalga
l’interesse del Paese che spinge a un effettivo disarmo bilaterale”.

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