Cassazione: multe per guida al telefonino? Ricorso esperibile se la causa è generica

 

La multa inflitta è nulla se la mancata contestazione è dovuta a una causa generica.

Ad introdurre una soglia di tolleranza nei confronti degli italiani che, anche al volante, non riescono a staccarsi dal cellulare, è la Corte di Cassazione che ha
ribaltato una sentenza del Giudice di Pace a fronte di un ricorso presentato da un automobilista romano che si era visto recapitare a casa un verbale nel quale si contestava di
aver fatto, alcuni mesi prima, uso del telefonino non a viva voce durante la guida.

Nel verbale della multa si precisava che la contestazione non era stata immediata per l’impossibilità di fermare il veicolo nei modi di legge. Contestazione troppo generica
secondo i giudici di Piazza Cavour che hanno spiegato come tale espressione non consente di conoscere la ragione concreta per la quale non era stato possibile fermare il veicolo.

La multa, dunque, va cestinata e il ricorso accettato.

Scrivono i giudici della seconda sezione civile, nella sentenza 8837/05, che la contestazione immediata imposta dall’art. 201 del codice della strada ha un rilievo essenziale per la
correttezza del procedimento sanzionatorio e svolge funzione strumentale alla piena esplicazione del diritto di difesa del trasgressore. Messo in chiaro questo, precisa che la
limitazione del diritto di conoscere subito l’entità dell’addebito può trovare giustificazione solo in presenza di motivi che la rendono impossibile.

I motivi devono essere espressamente indicati nel verbale, conseguendone altrimenti l’illegittimità nell’accertamento e degli atti successivi del procedimento. Il consiglio
pertanto è di accertare che nel verbale di contestazione della multa sia ben presente tale motivazione; al contrario i motivi per presentare ricorso alla multa ci sono tutti,
suffragati peraltro dall’orientamento della Corte di Cassazione.

nomulte.it

 

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