Casa Martini a Pessione, viaggio nel tempio del vermouth: storia, grandi impianti produttivi e cocktail nel segno del Made in Italy

Casa Martini a Pessione, viaggio nel tempio del vermouth: storia, grandi impianti produttivi e cocktail nel segno del Made in Italy

By MM

Dagli antichi manifesti pubblicitari ai segreti delle ricette, dagli immensi silos alle linee di imbottigliamento, fino alle degustazioni e alla mixology: visita alla sede storica di Martini & Rossi, dove industria, cultura, gastronomia e ospitalità diventano una straordinaria esperienza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PESSIONE DI CHIERI (TORINO) – C’è un luogo, a pochi chilometri da Torino, nel quale oltre 160 anni di storia imprenditoriale italiana si possono non soltanto raccontare, ma vedere, annusare, assaggiare e persino mescolare dentro un bicchiere.

È Casa Martini, nella frazione di Pessione di Chieri, sede storica di uno dei marchi italiani più conosciuti nel mondo. Un luogo sorprendente per la ricchezza del patrimonio culturale, le dimensioni dello stabilimento produttivo e, soprattutto, la capacità di trasformare una visita aziendale in una vera esperienza.

Abbiamo avuto il piacere di scoprirlo durante il press tour organizzato con grande professionalità da Testori Comunicazioni, in occasione della presentazione della 48ª Fiera nazionale di San Martino di Chieri, in programma dal 6 al 10 novembre 2026.

Una visita che ha consentito di conoscere da vicino un’eccellenza del territorio piemontese, dimostrando come la storia industriale possa diventare uno straordinario strumento di promozione turistica.

Dal 1863, una storia italiana diventata mondiale

Per comprendere Casa Martini bisogna tornare alla Torino della seconda metà dell’Ottocento, quando la città era capitale del giovane Regno d’Italia e un vivacissimo laboratorio di idee imprenditoriali, industriali e commerciali.

Nel 1863 Alessandro Martini, Teofilo Sola e Luigi Rossi diedero vita alla società destinata a diventare Martini & Rossi. La combinazione fra l’intraprendenza commerciale di Martini e le competenze di Rossi, profondo conoscitore delle erbe aromatiche e dell’arte della miscelazione, sarebbe diventata uno dei grandi successi dell’industria italiana.

Già nel 1864 la produzione si insediò a Pessione, in una posizione particolarmente favorevole per la vicinanza alle aree vitivinicole piemontesi e alla ferrovia Torino-Genova.

Da lì cominciò un’avventura internazionale che avrebbe portato il nome Martini sulle tavole, nei bar, negli alberghi e nei luoghi più eleganti del mondo.

Una storia di prodotti, certamente, ma anche di straordinarie intuizioni commerciali e pubblicitarie.

Un museo d’impresa che merita da solo il viaggio

La prima grande sorpresa della visita è rappresentata dal patrimonio museale.

Casa Martini non è soltanto un luogo dove si racconta come nasce il vermouth. È un vero scrigno di storia dell’industria, della pubblicità, del costume e della società italiana.

La Mondo Martini Gallery conserva un ricchissimo repertorio di testimonianze: bottiglie d’epoca, etichette, documenti, medaglie, oggetti promozionali, manifesti e filmati pubblicitari che permettono di seguire l’evoluzione del marchio attraverso le diverse epoche.

Particolarmente affascinanti sono i manifesti firmati dai grandi illustratori e artisti della comunicazione, espressione di una stagione straordinaria della grafica pubblicitaria italiana, alla quale appartiene anche Marcello Dudovich, uno dei protagonisti della cartellonistica del Novecento.

Le immagini raccontano un mondo di eleganza, locali alla moda, viaggi, sport, convivialità e raffinata mondanità. Un universo nel quale il prodotto diventa espressione di uno stile di vita.

Ma ciò che colpisce maggiormente è la qualità della comunicazione: Martini aveva compreso, molto prima che si parlasse di brand identity e storytelling, l’importanza di costruire attorno al marchio un immaginario riconoscibile.

Ci sono bottiglie che sembrano oggetti di design, pubblicità che meriterebbero di essere incorniciate in un museo d’arte moderna e testimonianze di un’Italia capace di conquistare i mercati internazionali con la qualità del prodotto e l’intelligenza della sua promozione.

Accanto a questa galleria, il Museo Martini di Storia dell’Enologia permette di conoscere strumenti, tecniche e testimonianze della cultura del vino.

Un insieme che da solo giustifica il biglietto d’ingresso.

Dentro la fabbrica: sei milioni di bottiglie e i segreti del vermouth

Dalla suggestione delle antiche bottiglie alla modernità dello stabilimento produttivo il passaggio è sorprendente.

Perché Martini è anche, e soprattutto, una grande impresa industriale, con centinaia di persone impegnate nella produzione e una distribuzione che raggiunge i mercati di tutto il mondo.

Durante la visita ci viene illustrata una realtà industriale di dimensioni impressionanti, con una produzione annua di oltre sei milioni di bottiglie, secondo i dati presentati nel corso del tour.

Il vermouth nasce da una combinazione di vino, alcol, zucchero ed estratti aromatici, fra i quali riveste un ruolo fondamentale l’assenzio. Nelle ricette trovano spazio differenti vini bianchi, fra cui il Trebbiano, insieme a erbe, spezie e botaniche selezionate.

Ma la vera differenza la fanno le proporzioni, la qualità delle materie prime e quella complessa architettura aromatica che costituisce l’identità di ogni prodotto.

A custodire questo patrimonio di conoscenze sono i maestri della miscelazione e delle erbe aromatiche, eredi di una tradizione che risale a Luigi Rossi.

Una delle curiosità più affascinanti raccontate durante la visita riguarda proprio la riservatezza delle formule, custodite da pochissimi specialisti.

Secondo una tradizione aziendale riferita nel corso del tour, i due principali depositari delle ricette eviterebbero persino di viaggiare insieme, per proteggere un patrimonio di conoscenze unico.

Un dettaglio che restituisce perfettamente l’idea del valore attribuito a un sapere industriale costruito in oltre un secolo e mezzo.

Venti silos alti venti metri e un imbottigliamento da 20.000 bottiglie all’ora

La parte produttiva impressiona per le dimensioni.

Il percorso conduce attraverso grandi aree di lavorazione dove il processo di preparazione e miscelazione del prodotto, tecnicamente chiamato marriage, richiede precisione, controllo e una tecnologia estremamente sofisticata.

Durante il tour vengono illustrati impianti imponenti, con venti grandi silos, alti fino a una ventina di metri, e una capacità complessiva superiore ai 500.000 litri.

È qui che gli ingredienti vengono sapientemente amalgamati, secondo procedure rigorose che consentono di garantire nel tempo la riconoscibilità del prodotto.

Non meno impressionante è il reparto di imbottigliamento, dove le linee automatizzate possono raggiungere ritmi di 20.000 bottiglie all’ora.

Numeri che restituiscono la dimensione industriale di Martini, spesso nascosta dietro l’immagine raffinata di un aperitivo.

Dietro ogni bottiglia ci sono ingegneria, organizzazione, logistica, controllo della qualità e una filiera industriale complessa.

Eppure, malgrado la scala della produzione, resta centrale l’attenzione per la componente aromatica, quella che rende riconoscibile il gusto di ogni vermouth.

Un incontro fra tradizione e modernità che rappresenta una delle caratteristiche più interessanti dell’industria agroalimentare italiana.

Dietro una porta a forma di botte, il piacere di diventare bartender

Al termine della visita industriale arriva una delle esperienze più divertenti.

Attraverso un suggestivo ingresso a forma di botte si entra negli ambienti dedicati all’ospitalità e alla degustazione, dove l’atmosfera cambia completamente: dai grandi impianti produttivi alla raffinatezza di un cocktail bar.

Qui una giovane e preparatissima bartender ci ha accompagnato in una lezione pratica di mixology, dimostrando quanto la preparazione di un buon cocktail richieda conoscenza delle materie prime, equilibrio e attenzione ai dettagli.

Non una semplice degustazione, dunque, ma la possibilità di mettersi personalmente alla prova.

Tre le preparazioni affrontate: uno Spritz Bianco, un Americano e un cocktail analcolico.

L’Americano è uno dei grandi classici della tradizione italiana, protagonista di numerosi racconti e aneddoti che attraversano la storia dell’aperitivo novecentesco. Fra le curiosità che lo accompagnano compare anche il riferimento al grande pugile Primo Carnera e alla fortuna di questo cocktail oltreoceano.

Particolarmente interessante, tuttavia, è stata la preparazione analcolica.

Perché il mondo del bere sta cambiando, e non soltanto per ragioni legate alla salute o alla prudenza alla guida.

Sempre più persone, in particolare fra le nuove generazioni, desiderano partecipare al rito sociale dell’aperitivo senza necessariamente consumare alcol.

Una tendenza che non sottrae valore alla mixology: al contrario, impone ai bartender nuove competenze e la capacità di costruire bevande complesse, piacevoli e aromaticamente equilibrate anche senza componente alcolica.

Un luogo dove industria, turismo e ospitalità si incontrano

A raccontare con competenza e passione questo mondo è stata Manuela Muratore, professionista dell’area Sales & Marketing di Casa Martini, che ha illustrato le molteplici opportunità offerte dalla struttura.

Casa Martini accoglie ogni anno decine di migliaia di visitatori provenienti da diversi Paesi, curiosi di scoprire la storia del marchio e di vivere un’esperienza autentica in una delle sedi storiche della produzione italiana.

Ci sono gli appassionati di vermouth, gli studiosi di pubblicità, i turisti interessati al patrimonio industriale, i gruppi aziendali e naturalmente quanti desiderano avvicinarsi al mondo della mixology.

Ma c’è anche un aspetto meno prevedibile: Casa Martini è diventata una location ricercata per eventi privati e matrimoni.

E non è difficile comprenderne la ragione.

Gli ambienti sono stati organizzati con un gusto notevole, capace di accostare elementi storici e soluzioni contemporanee senza forzature. Il risultato è un insieme raffinato, accogliente e scenografico, adatto tanto a un incontro professionale quanto a una celebrazione importante.

Un esempio riuscito di come il patrimonio aziendale possa essere valorizzato senza snaturarne l’identità.

Un catering raffinato, con un piacevolissimo omaggio alla gastronomia piemontese

A completare il press tour, organizzato con grande attenzione per gli ospiti da Testori Comunicazioni, un momento conviviale che ha saputo evitare le solite formule un po’ scontate dei buffet aziendali.

Il catering ha proposto piccole preparazioni originali e curate, a cominciare da leggerissimi fritti, fragranti e delicati, accompagnati da una serie di assaggi pensati per essere gustati con facilità.

Particolarmente riuscita la reinterpretazione in formato mignon del vitello tonnato, uno dei grandi classici della cucina piemontese, insieme a piccoli assaggi di carne che hanno dimostrato come anche un servizio informale possa essere gastronomicamente interessante.

A completare il tutto, naturalmente, i vini della casa, con gli spumanti Martini, l’Asti e il Moscato, protagonisti di una tradizione enologica piemontese apprezzata ben oltre i confini nazionali.

Anche in questo caso è emersa una caratteristica che accompagna l’intera esperienza: la capacità di unire qualità e semplicità, senza inutili ostentazioni.

Una cucina piacevole, intelligente, perfettamente coerente con lo spirito di una visita dedicata a uno dei grandi protagonisti della convivialità italiana.

Da Torino a Pessione anche in treno: una visita da consigliare

Uno degli aspetti più interessanti di Casa Martini è la facilità con cui può essere raggiunta.

La struttura si trova infatti nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Pessione, servita dai collegamenti con Torino. Un vantaggio non trascurabile per chi vuole partecipare a una degustazione senza utilizzare l’automobile.

Le esperienze disponibili comprendono visite museali, tour dello stabilimento, degustazioni guidate e attività di mixology, con proposte differenti a seconda degli interessi.

Il costo del biglietto è assolutamente giustificato dalla ricchezza del percorso, dalla qualità dell’allestimento e dall’originalità dell’esperienza.

Ma il vero valore aggiunto è un altro: uscire da Casa Martini significa aver conosciuto un pezzo importante della storia economica e culturale italiana.

Un’impresa che non ha semplicemente prodotto bevande, ma ha contribuito a costruire nel mondo un’immagine dell’Italia fatta di eleganza, convivialità, creatività e capacità imprenditoriale.

Ed è proprio questo il patrimonio che merita di essere raccontato e valorizzato.

Casa Martini non è soltanto un tempio del buon bere: è una delle più interessanti dimostrazioni di come il Made in Italy possa diventare cultura, turismo ed esperienza.

Una visita che consiglio senza esitazioni, anche a chi non è particolarmente appassionato di cocktail.

Perché qui, prima ancora di imparare a preparare un buon Americano, si scopre come si costruisce un grande marchio.

Casa Martini – Piazza Luigi Rossi 2, Pessione di Chieri (Torino). Informazioni e prenotazioni: www.martini.com

Leggi anche su Newsfood: «Fiera di San Martino 2026, Chieri svela i tesori dell’Oltre Collina torinese».

 


Articolo aggiornato al 29 ottobre 2026. Gli articoli pubblicati  sono  realizzati a firma dell’Autore, o della Redazione, con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale per attività di ricerca, organizzazione e revisione. L’impostazione editoriale, la selezione delle fonti e la responsabilità dei contenuti sono della Redazione Newsfood.


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