CASA BORLETTI, LA “CASA ALL’ITALIANA”
28 Maggio 2026
Per secoli gli edifici monumentali di Milano furono soprattutto simboli del potere politico, militare e religioso.
Castelli, basiliche e palazzi nobiliari servivano a mostrare l’autorità di principi, vescovi e grandi famiglie aristocratiche
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Milano, 28 maggio 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
CASA BORLETTI, LA “CASA ALL’ITALIANA”
di Ben Sicchiero
Per secoli gli edifici monumentali di Milano furono soprattutto simboli del potere politico, militare e religioso. Castelli, basiliche e palazzi nobiliari servivano a mostrare l’autorità di principi, vescovi e grandi famiglie aristocratiche
Con l’Ottocento e l’industrializzazione accanto alla nobiltà milanese emerse una nuova classe dirigente: la borghesia imprenditoriale e finanziaria. Industriali, banchieri, assicuratori e costruttori iniziarono a modellare Milano attraverso investimenti immobiliari e urbanistici.
La città non veniva più “fatta” soltanto dai sovrani, ma anche dal capitale privato.
Il palazzo cambiò significato: non più soltanto simbolo di lignaggio, ma anche di successo economico, modernità e capacità imprenditoriali Il palazzo cambiò significato: non più soltanto simbolo di lignaggio, ma anche di successo economico, modernità e capacità imprenditoriale. Famiglie industriali e finanziarie plasmarono la città quanto e talvolta più delle antiche casate nobiliari..
Milano è la città italiana che meglio racconta il passaggio storico: dalla città dei nobili alla città degli imprenditori e degli investitori immobiliari.

E’ il caso della famiglia Borletti e di tante altre di cui scriveremo nelle prossime puntate.
La Casa Borletti è uno degli edifici più raffinati della Milano borghese tra le due guerre. Sorge in via San Vittore, poco distante dalla basilica di Sant’Ambrogio e dal Museo della Scienza e della Tecnologia, ed è considerata un piccolo manifesto dell’architettura moderna degli anni Venti.
Fu progettata nel 1927 da Gio Ponti insieme a Emilio Lancia per la famiglia Borletti, grande dinastia industriale milanese. Possedeva la Fratelli Borletti, famosa per orologi, strumenti di precisione e in seguito per il marchio Veglia-Borletti. Fu anche protagonista della nascita della La Rinascente.
Casa Borletti venne costruita nel 1927 proprio come residenza destinata all’alta borghesia imprenditoriale: elegante, moderna, ma volutamente sobria, lontana dagli eccessi decorativi ottocenteschi. E’ interessante perché rappresenta un momento di transizione: non è più Liberty, non è ancora pienamente razionalista, unisce classicismo, geometria e razionalità.
Ponti e Lancia sperimentarono qui la loro idea di “casa all’italiana”: proporzioni armoniose, linee pulite, materiali preziosi e decorazioni ridotte all’essenziale.
Tra gli elementi più caratteristici: il contrasto cromatico tra intonaco giallo e travertino chiaro; le finestre disposte secondo moduli geometrici rigorosi; il coronamento superiore con piccoli obelischi; l’atrio con colonne e richiami quasi egizi o proto-futuristi; la sensazione di austerità elegante tipica della Milano “bene” degli anni Venti. Molti storici dell’architettura la considerano una prova generale del linguaggio che Gio Ponti svilupperà poi nelle sue opere mature.
Per decenni i milanesi descrissero il palazzo come una dimora quasi misteriosa: tende sempre tirate; portineria rigorosa; pochissimo movimento. Era il simbolo di quella borghesia che influenzava Milano senza apparire.
Alcuni appassionati di simbologia hanno letto nelle forme geometriche dell’atrio e negli obelischi superiori riferimenti esoterici o massonici. Non esistono prove storiche, ma è un’interpretazione nata dall’amore di Gio Ponti per le geometrie simboliche e per il classicismo astratto.
Una curiosa espressione usata da guide e osservatori urbani è che Casa Borletti “non invecchia mai”: pur essendo quasi centenaria, continua a sembrare moderna. È uno dei motivi per cui gli architetti la citano spesso come esempio di eleganza senza tempo.
Casa Borletti è anche la memoria di una Milano oggi quasi svanita: quella delle fabbriche, dei capitani d’industria, delle grandi famiglie che costruivano pezzi di città. La stessa area industriale Borletti tra via Washington e via Costanza è stata in gran parte trasformata negli ultimi anni, ma resta uno dei simboli dell’archeologia industriale.
L’indirizzo è via San Vittore 40-42. Si può raggiungere con i mezzi pubblici con la Metro 2, linea verde, fermata Sant’Ambrogio o Conciliazione; Bus linea 58, fermata via San Vittore e via Olona, oppure 50 e 94
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