CASA GALIMBERTI, L’ORO DEL LIBERTY
19 Maggio 2026
Casa Galimberti è uno dei massimi capolavori del Liberty milanese e italiano. Sorge nel quartiere di Porta Venezia,
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Milano, 19 maggio 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
CASA GALIMBERTI, L’ORO DEL LIBERTY
di Ben Sicchiero
Casa Galimberti è uno dei massimi capolavori del Liberty milanese e italiano. Sorge nel quartiere di Porta Venezia, all’angolo tra via Malpighi e via Melzo, in una zona che all’inizio del Novecento stava diventando il “laboratorio” dell’architettura moderna della borghesia milanese. Fino ad allora, qui c’erano state le rimesse dei tram a cavalli.
Fu costruita tra il 1903 e il 1905 dall’architetto Giovanni Battista Bossi per la famiglia Galimberti, ricchi imprenditori, proprietari immobiliari e grandi sostenitori non solo dello stile moderno ma anche delle nuove tecnologie e della modernità in generale. L’edificio vantava infatti comodità straordinarie per l’epoca, come il riscaldamento centralizzato e addirittura un ascensore.
L’edificio nacque come casa d’affitto di lusso: non un palazzo nobiliare tradizionale, ma un investimento immobiliare elegante destinato all’alta borghesia urbana. Questo è molto significativo perché racconta la trasformazione di Milano: dalla città aristocratica dell’Ottocento alla metropoli imprenditoriale del Novecento.
Oro, lussureggianti decori vegetali e floreali, ringhiere elaboratissime, uomini seminudi e donne sensuali in abiti dai colori accesi: sulle facciate ricoperte di piastrelle policrome (oltre 170 metri quadrati) in ceramica dipinta a fuoco, con motivi bucolici ideati dallo stesso Bossi e poi realizzati da Pio Pinzauti e Ferdinando Brambilla. Ma sono anche i balconi a sorprendere, in cemento quelli del primo piano, in ferro battuto gli altri, tutti comunque raffinatamente lavorati
A differenza di molti palazzi ottocenteschi milanesi, severi e geometrici, qui l’architettura sembra “vivere”: fiori, foglie, linee curve e volti umani si intrecciano continuamente.
Le ceramiche furono realizzate dalla manifattura di Richard-Ginori, mentre i ferri battuti richiamano lo stile di Alessandro Mazzucotelli, grande protagonista del Liberty italiano.

Le figure femminili dipinte sulle piastrelle scandalizzarono la Milano conservatrice dell’epoca. Alcuni giornali parlarono di edificio “troppo audace”, quasi “parigino” nei costumi.
Le figure rappresentano l’ideale Liberty della donna: elegante, misteriosa, seducente, inserita nella natura. Un Liberty totale che si estende anche ai portoni, alle lampade, alle decorazioni interne, ai pavimenti fino alle maniglie. Tutto con lo stesso linguaggio artistico. Era il concetto di “arte totale” tipico del Liberty europeo.

Casa Galimberti non è isolata: fa parte di una zona ricchissima di architetture Liberty. A pochi passi si trovano Palazzo Castiglioni, Casa Guazzoni, Casa Campanini. La struttura comprende 5 piani principali, cortile interno, grandi finestre per aumentare la luce, balconi decorati in ferro battuto. E’ considerata uno dei migliori esempi italiani di Liberty floreale e Art Nouveau e rappresenta la secessione europea reinterpretata in chiave milanese.
Secondo racconti popolari, nelle sere di nebbia le figure femminili della facciata sembrano cambiare espressione osservando i passanti. È una storia nata probabilmente dall’effetto ottico delle maioliche illuminate in modo diverso durante la notte. Negli anni ’20 circolò anche una voce secondo cui il palazzo portasse sfortuna: alcuni inquilini benestanti avevano perso fortune economiche dopo la Prima guerra mondiale. In realtà era semplicemente il riflesso della crisi del periodo, ma il carattere eccentrico della casa favorì la nascita della leggenda.
Oggi Casa Galimberti ospita appartamenti privati e studi professionali ed è molto studiata da architetti e storici dell’arte.
L’indirizzo è via Malpighi 3 ed è raggiungibile con i mezzi pubblici: Metro linea rossa, fermata Porta Venezia; Tram linee 9 e 5, fermate di Piazza Oberdan e Corso Buenos Aires; Passante Ferroviario fermata Porta Venezia.
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