BASILICA DI SANT’AMBROGIO, PER MILLE ANNI L’ANIMA DI MILANO

BASILICA DI SANT’AMBROGIO, PER MILLE ANNI L’ANIMA DI MILANO

By Giuseppe

La Basilica di Sant’Ambrogio è uno dei luoghi più antichi, simbolici e “milanesi” della città. Non è solo una chiesa: per secoli fu il cuore religioso, civile e identitario di Milano, molto prima del Duomo

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

 

Milano, 22 maggio 2026

 

I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità

di Ben Sicchiero

BASILICA DI SANT’AMBROGIO, PER MILLE ANNI L’ANIMA DI MILANO

di Ben Sicchiero

La Basilica di Sant’Ambrogio è uno dei luoghi più antichi, simbolici e “milanesi” della città. Non è solo una chiesa: per secoli fu il cuore religioso, civile e identitario di Milano, molto prima del Duomo. Qui si intrecciano Longobardi, santi, imperatori, reliquie, rivolte medievali e leggende popolari.

Fu fondata dal vescovo Sant’Ambrogio, tra il 379 e il 386 circa, dove venivano sepolti i martiri cristiani.

All’inizio si chiamava Basilica Martyrum, perché custodiva le reliquie dei santi martiri Gervasio e Protasio, ritrovate secondo la tradizione proprio da Ambrogio. Solo dopo la morte del santo la basilica prese il suo nome.

L’edificio che vediamo oggi è soprattutto romanico, ricostruito dopo l’incendio del 1075 tra l’XI e il XII secolo, anche se conserva elementi paleocristiani molto più antichi. È uno dei massimi capolavori del romanico lombardo.

Per quasi mille anni Sant’Ambrogio fu più importante del Duomo sotto molti aspetti: era la basilica “politica” della città; qui si incoronavano o sostavano gli imperatori del Sacro Romano Impero; era il centro del rito ambrosiano, ancora oggi diverso dal rito romano; rappresentava l’identità autonoma di Milano. Molti milanesi considerano ancora Sant’Ambrogio la “vera anima” storica della città.

L’atmosfera è ancora oggi sorprendentemente medievale. Davanti alla facciata c’è il celebre cortile porticato, il quadriportico, raro sopravvissuto delle antiche basiliche paleocristiane. Un tempo accoglieva catecumeni, pellegrini, assemblee cittadine che trattavano questioni politiche e persino affari commerciali. 

La Basilica ha due campanili: quello dei Monaci e il Campanile dei Canonici che, secondo la tradizione popolare, rappresenterebbero la vita contemplativa e la vita attiva della Chiesa.

Tra le numerose testimonianze artistiche raccolte nel corso dei secoli primeggia di gran lunga l’Altare d’Oro, capolavoro carolingio del IX secolo realizzato dal maestro Vuolvinio. E’ rivestito d’oro, di argento, di smalti, di pietre preziose, Rappresenta scene della vita di Cristo e di Sant’Ambrogio ed è uno dei più importanti manufatti medievali europei. Nella cripta si vedono i corpi attribuiti a Sant’Ambrogio, San Gervaso e San Protaso.

Di notevole interesse due organi storici di eccellente qualità. Il più grande è collocato nella navata della Basilica, il secondo si trova nella Cappella di Santa Caterina. 

L’organo maggiore è stato costruito nel 1867 da Giuseppe Bernasconi, uno fra i più importanti artefici lombardi dell’epoca Le sonorità sono molto raffinate e imponenti grazie alle canne originali e ben conservate. Nella Cappella un organo più piccolo offre un’esperienza artistica straordinaria: ascoltare il suono di uno fra gli organi più belli della città, contemplando gli affreschi del Lanino e del Della Cerva.

Numerose leggende e racconti popolari avvolgono la Basilica. 

Cominciamo dal serpente di bronzo collocato su una colonna antica che per secoli ha alimentato racconti, paure popolari, interpretazioni religiose e persino credenze magiche. Forse arrivato a Milano dall’Oriente come dono diplomatico era ritenuto una reliquia capace di guarire malattie e proteggere la città. Guardare il serpente proteggeva da epidemie, teneva lontani i demoni. Una credenza popolare affermava che il serpente si sarebbe mosso alla fine del mondo scendendo dalla colonna.

All’esterno della Basilica, vicino all’ingresso, c’è una colonna romana con due fori, chiamata Colonna del Diavolo. Secondo la leggenda, il Demonio, durante uno scontro con Sant’Ambrogio, tentò di incornarlo ma il Santo si scostò e il Demonio colpì la colonna con le corna.  Per secoli i milanesi avvicinavano l’orecchio ai fori convinti di sentire odore di zolfo o rumori infernali

E ancora. La tradizione racconta che Sant’Ambrogio impedì all’imperatore Teodosio I di entrare in chiesa dopo il massacro di Tessalonica, costringendolo alla penitenza pubblica. È uno degli episodi che, nel Medioevo, testimoniavano la superiorità morale della Chiesa sul potere imperiale.

Il 7 dicembre, festa di Sant’Ambrogio patrono cittadino, è la giornata simbolica di Milano: si apre la stagione del Teatro alla Scala, si svolgono celebrazioni civili e religiose. Per molti milanesi il legame con Sant’Ambrogio è più identitario che religioso: rappresenta la Milano antica, severa, laboriosa e autonoma.

L’indirizzo della Basilica: Piazza Sant’Ambrogio 15, comodamente raggiungibile con i mezzi pubblici: Metropolitana linee M2 (Verde) e M4 (Blu), scendendo alla fermata S. Ambrogio.  Autobus: linea 94.

Tram: linee 16 e 19 (fermata L.go D’Ancona) o linee 2, 3 e 14 (fermata Carrobbio). 

Vedi altri articoli “I luoghi di Milano di Ben Sicchiero”(Clicca qui)

 

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