Carpenedolo (BS): Arriva Pulcinella, il primo energy-coffee prodotto da Lucaffè

Carpenedolo (BS): Arriva Pulcinella, il primo energy-coffee prodotto da Lucaffè

Elevato tasso di caffeina unito al gusto morbido del grande espresso “made in Italy”: queste le caratteristiche del primo energy-coffee prodotto da
Lucaffè a Carpenedolo, in provincia di Brescia. E una ricerca inglese annuncia: la caffeina aumenta la potenza muscolare fino al 6%. Come dire che il caffè è il vero “doping
naturale”.

Che il caffè sia un po’ il padre degli “energy drink” moderni è un concetto in fondo ovvio ma fino ad oggi poco considerato. Eppure la classica tazzina di espresso è da
sempre considerata non solo come un piacevole intermezzo, ma anche come il classico “toccasana” o il corroborante cui ci si affida in previsione di un impegno di lavoro piuttosto complesso, di
una giornata difficile, di un viaggio impegnativo o di una notte destinata a sfociare nelle ore piccole. E questo da molto tempo prima che il mercato venisse invaso da “bibitoni”, intrugli a
base di diversi ingredienti o simil-caffè ai quali molti consumatori di oggi sono soliti rivolgersi per chiedere un “surplus” energetico.

Insomma, a dispetto delle tante novità di prodotto che hanno invaso negli ultimi anni la nostra quotidianità, il caffè rimane ancor oggi il vero energy-drink, quello al
quale gli italiani sono decisamente più legati ed affezionati.

Ed è proprio per rispondere alle esigenze di un target di consumatori moderni e particolarmente sensibili alle lusinghe delle bibite energetiche che a Brescia è nato quello che
con ogni probabilità può essere definito come il primo “energy-coffee”. A produrlo è la Lucaffè, un’azienda che ha sede a Carpenedolo, in provincia di Brescia, e che
da alcuni anni si è ormai affermata fra le realtà più moderne, dinamiche ed intraprendenti del settore.

Fondata da Luca Venturelli verso la metà degli anni ‘90, Lucaffè si è ritagliata uno spazio singolare scommettendo tutto sul
mercato emergente delle cialde, che continua a crescere confermandosi anno dopo anno come il segmento più promettente sul mercato del
caffè. Recentemente Lucaffè ha ampliato l’attività e ha raddoppiato fondando La Piccola, un’azienda per la produzione di macchine del caffè appositamente pensate per
le cialde: scelta strategica dettata dalla volontà di mettere a punto apparecchi in grado di valorizzare appieno l’alta qualità del caffè aziendale.

In cialda viene naturalmente proposto anche Pulcinella, l’ultimo nato di casa Lucaffè. Un’intuizione nata quando un fornitore ed amico dei
proprietari, localizzato in Africa, ha sottoposto al giudizio di Luca Venturelli un caffè verde, ricavato da una particolare piantagione, caratterizzato da un elevatissimo contenuto di
caffeina ma anche da un gusto eccessivamente “scontroso” e ruvido per soddisfare i requisiti del vero espresso italiano del quale Lucaffè, azienda tra l’altro fortemente export-oriented,
è uno degli ambasciatori nel mondo.

Si è quindi deciso di tentare un innesto fra questa misteriosa ma singolare coltivazione ed un più tradizionale Arabica, e il risultato si è tradotto in una varietà
che, avviata alla classica tostatura lenta, ha mantenuto i parametri di un caffè ad alto tasso energetico grazie alle elevate percentuali di
caffeina, mediato però in questa nuova versione con un gusto suadente, morbido e vagamente tendente al cioccolato dato dall’incrocio con l’Arabica. E’ nato così Pulcinella,
l’energy-coffee per tutti gli appassionati che dal caffè pretendono non solo grazia ed aroma, ma anche una spinta in più per affrontare le difficoltà del vivere
contemporaneo.

E che questa spinta possa arrivare dal caffè è ormai certificato anche dagli esperti: una recente ricerca dell’Università di Coventry, in Gran Bretagna, diffusa dalla
pubblicazione Cardio Newsletter di questo mese, ha infatti messo in evidenza come l’assunzione di caffeina possa migliorare la potenza muscolare fino al
6%.
“Una percentuale sufficiente a colmare la distanza fra la medaglia d’argento e quella d’oro – ha detto il dottor Rob James, responsabile della ricerca e di molti altri studi sugli
effetti della caffeina.

Insomma, anche alla luce di questi dati il caffè può essere considerato come un vero “doping naturale”, a patto di consumarlo sempre con moderazione e non superare il tetto delle
cinque tazzine al giorno: e questo non fa che gettare una luce ancor più interessante sul primo energy-coffee italiano. “Il nostro obbiettivo era quello di fare innovazione senza
abbandonare la strada maestra della cultura dell’Espresso Made In Italy – spiega Luca Venturelli -. Credo che i risultati ci abbiano dato ragione,
dimostrando che in fondo fra le pieghe della migliore tradizione c’è già tutto quello di cui abbiamo bisogno per soddisfare le richieste del consumatore moderno”.

Adonella Palladin
Newsfood.com

Leggi Anche
Scrivi un commento