Carnivori e vegetariani: “Prima ammirazione, poi derisione”

Carnivori e vegetariani: “Prima ammirazione, poi derisione”

L’alimentazione vegetariana s’impone alla cronache: sia per l’aumento dei suoi seguaci, che per il controverso rapporto con l’alimentazione tradizionale a base di carne.

Proprio alla difficile relazione è dedicato una ricerca delle università di Stanford e Pennsylvania, diretta dai dottori Julia Minson e Benoit Molin e pubblicata su “Social
Psychological and Personality Science”.

A spingere all’azione gli scienziati, due fatti innegabili. Primo, come detto, la crescita del numero dei vegetariani, capaci di toccare quota sei milioni nella sola Germania. Secondo, la
voglia di esprimere al mondo le loro idee. Ad esempio, con testi di successo come “Alimentazione vegetariana”, dei nutrizionisti Markus Keller e Claus Leitzmann, che motiva la dieta senza carne
come via per il rispetto dell’ambiente e degli animali.

Così, in cerca di risposte, i ricercatori hanno condotto due analisi distinte. In entrambi i casi, i volontari carnivori dovevano indicare l’aggettivo migliore per i vegetariani.

Risultato, più del 5’% del campione ha usato parole come “Presuntuosi”, “Spocchiosi” e “Arroganti”. In un secondo momento, i volontari hanno potuto valutare come i vegetariani li
considerassero in quanto mangiatori di carne. Secondo i volontari, i vegetariani condannano e disprezzano i carnivori per la loro scelta alimentare.

Allora, concludono i capi-ricerca, i carnivori giudicano i vegetariani come se fossero esploratori di fronte ai costumi di una tribù primitiva: “Prima l’ammirazione, poi la derisione”.

Più chiaramente, all’inizio il mangiatore di carne ammira il vegetariano, riconoscendogli forza morale (per aver eliminato un cibo gustoso) e sentimenti nobili (il rispetto di animali ed
ecologia).

Però, le cose cambiano in fretta: il carnivoro si sente giudicato, e vede il vegetariano come un critico implacabile che gli rinfaccia l’amore per bistecche, braciole, polpette e co.

Così, per difendersi da tale attacco (vero o presunto) il carnivoro inizia a giudicare l’altro male, vedendolo come arrogante o aggressivo e ridicolizzando le sue scelte.

FONTE: Social Psychological and Personality Science vol.3, pag 200, 2012

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento