Carne umana, preferibilmente di bambino: ecco l’alimentazione dei primi Europei

Carne umana, preferibilmente di bambino: ecco l’alimentazione dei primi Europei

I primi abitatori dell’ Europa erano una banda di cannibali, che prediligevano un alimentazione a base di carne di bambino.

Tale tesi, che circola da tempo negli ambienti della paleontologia, ha ricevuto un’ ennesima conferma dal ritrovamento di Atapuerca, località vicino a Burgos, in Spagna.

Lì in una grotta (la Gran Dolina) tra le montagne, nel 1994 vennero scoperti i primi resti dell’ Homo antecessor, un ominide che visse circa 800.000 anni fa.

Più recentemente, Gran Dolina ha restituito le ossa di 11 soggetti, in maggioranza bambini dai 3 ai 12 anni: su tutti, segni di coltelli, pietre affilate o smembramento, che indicano
consumo da parte dell’ uomo.

Tali spoglie sono considerate particolarmente importanti perché “Studiando questi ultimi reperti possiamo dire con certezza che l’Homo antecessor praticò a lungo il
cannibalismo”
come afferma Eudald Carbonell, direttore degli scavi.

Allo stato attuale della scoperta, gli scienziati ritengono che gli antichi spagnoli di Atapuerca mangiassero gli stranieri, non i membri della loro società: “Molto probabilmente si
trattava più di un rituale culturale che di una reale necessità alimentare”
, afferma il dottor Carbonell.

Vicino ad Atapuerca si trova la “Sima de los Huesos”, sito con 5000 resti fossili tra i quali 30 appartenuti ad individui preneandertaliani: tra le loro ossa, un cranio (in eccezionali
condizioni di conservazione) su cui i ricercatori non hanno finito i loro rilevamenti.

I 30 fossili preneandertaliani sono considerati in modo particolare “Poiché questi resti sono tra i più antichi tra i nostri progenitori europei possiamo affermare che siamo
discendenti di cannibali”
sottolinea Carbonell.

In ogni caso non è la prima volta che gli studiosi trovano tracce di cannibalismo nella preistoria umana: già altri reperti avevano posto l’ interrogativo di quanto fosse presente
la consumazione del cibo proibito, la carne umana, nella storia.

Un famoso caso di cannibalismo tra ominidi riguarda Lucy, l’Australopitecus africano scoperto nel 1974 e risalente a più di 3000 anni fa.

Gli studi compiuti su un cranio hanno rivelato tracce di taglio, effettuate con uno strumento artificiale (quasi certamente una pietra appuntita).

Dato che in quell’ epoca i nostri progenitori non usavano pelli di animali come vestiti, l’unica ragione dietro a tale operazione era di tipo alimentare: il soggetto fu scuoiato affinché
la sua pelle potesse essere usata come cibo.

In Etiopia fu rinvenuto un altro cranio, questa volta risalente a circa 450.000 anni fa: anche questo presentava tracce di scarnificazione, con le sue parti commestibili cotte sul fuoco (di cui
sono state trovate le testimonianze.

Ma indagare sul cannibalismo nella preistoria non è sempre facile: si cercano incisioni di oggetti, fratture nelle ossa (per estrarre il midollo) o segni di bruciature (tentativi dei
cuochi per rendere più malleabile la carne delle vittime).

Il segno più importante della presenza di cannibalismo consueto viene dalla presenza di un fuoco o altra “area cottura), simbolo del’ esistenza di una comunità.

A volte però, la difficoltà d’ interpretazione dei reperti, i limiti della scienza o gli errori degli esaminatori possono condurre fuori strada.

E’ il caso del cranio, vecchio di 60.000 anni, ritrovato 60 anni fa circa nella Grotta Guattari, nel Circeo, e ritenuto a lungo testimonianza di cannibalismo.

Solo 17 anni fa, grazie all’ uso del microscopio elettronico, si è potuto verificare come le incisioni sull’ osso fossero state prodotte da denti di iena e non da primitivi utensili da
cucina.

Matteo Clerici

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