Cardinale Angelo Scola: all’incontro annuale con Giornalisti e Scrittori

Cardinale Angelo Scola: all’incontro annuale con Giornalisti e Scrittori

Sun, 27 Jan 2013 13:38:35
 
Subject: Cardinale Angelo Scola: all’incontro annuale con  Giornalisti e Scrittori – Enrico Mentana – Istituto dei Ciechi Milano

  Istituto Europa Asia

Incontro del Cardinale Angelo Scola con i giornalisti

L’ITALIA TRA 20 ANNI? GUARDIAMO I GIOVANI OGGI

Colombo Clerici (Istituto Europa Asia): “Basta con i mea culpa: operiamo concretamente per alleggerire le nuove generazioni dai gravami che il nostro egoismo ha loro imposto”

Benito Sicchiero

Per sapere come sarà l’Italia tra vent’anni (se nel frattempo non accadono sconvolgimenti non prevedibili) è sufficiente studiare i giovani di oggi.  Con “Rapporto Giovani”
l’Istituto Giuseppe Toniolo, fondatore e promotore dell’Università Cattolica di Milano, ha promosso in collaborazione con Fondazione Cariplo  la più grande indagine in Italia –
è durata ben 5 anni – su questo mondo formato dai millenials, gli under 30 che compongono la prima generazione di nativi digitali.  

Se ne è parlato all’Istituto dei Ciechi di Milano al tradizionale incontro con i giornalisti e gli scrittori del Cardinale Angelo Scola, organizzato da don Davide Milani responsabile
dell’Ufficio comunicazioni Sociali della diocesi milanese, nella ricorrenza del patrono San Francesco di Sales. Scola ha dialogato, sui dati del Rapporto, con il Direttore del tg de La7 Enrico
Mentana e con i giornalisti presenti in grande numero.

Ebbene, non sono affatto choosys i nostri giovani: tra i fortunati che hanno trovato un lavoro solo 1 su 5 ne è pienamente soddisfatto, gli altri si sono adattati; e se 3 giovani su 4,
usciti di casa dopo aver trovato un lavoro, vi ritornano,  non è perché schizzinosi di fronte alle difficoltà della vita; ma perchè lo perdono, il lavoro, oppure
non ce la fanno a mantenersi.

Controprova? Ben 4 su 5 sarebbero disposti a trasferirsi in altra città, la metà addirittura all’estero, se il “posto” venisse loro assicurato.

Egoisti, i giovani? Non si direbbe. Per quasi il 60% la famiglia tiene, e si vorrebbero avere due o più figli se questi giovani fossero semplicemente aiutati a realizzare i propri progetti
di vita.

La denatalità italiana diventerebbe un problema superato, come dimostra la laica Francia. Naturalmente molti responsabili dei destini del Paese, in primis i politici, rifiutano di
riconoscere le proprie responsabilità. Per questo si guadagnano il disprezzo dei giovani che solo per il 6,4% affermano che meritano fiducia (ultimi in classifica, al primo posto l’Unione
Europea, il Presidente della Repubblica, il Comune e la Regione).

Commenta Achille Colombo Clerici, Presidente dell’Istituto Europa Asia: “La nostra generazione ha un grande debito verso i giovani. Ma è ora di smetterla con i mea culpa e di operare
concretamente, se non per eliminare, almeno per ridurre le conseguenze del nostro egoismo ricadute sulle loro spalle, a cominciare dal debito pubblico”.

Giovani apatici anche nei confronti dell’informazione?

Neppure questo è vero, sempre secondo il Rapporto Toniolo: semplicemente utilizzano fonti diverse da quelle tradizionali.

Considerano il web il loro habitat naturale e traggono dalla rete informazioni – l’82%, anche se sono i telegiornali la fonte principale, 84,3%- , non solo, la rete è anche forma di
interazione e partecipazione.

In tre anni comunque c’è stato un balzo verso il web, cui corrisponde un calo nei confronti sia dei telegiornali sia, in misura maggiore, dei quotidiani cartacei (solo il 37,5%).

Ma quando si passa alla percezione di affidabilità, i giornali on line e su carta primeggiano, seguiti da telegiornali, informazione radiofonica, dibattiti televisivi; chiudono blog e
social network.

E sono questi, nell’ordine, i mezzi che influenzano la scelta politica.

Ma l’incontro ha fatto emergere due diverse concezioni di fare informazione, oltre a generare un interessante botta e risposta su temi di attualità (Mentana: ritiene che sia il momento di
un nuovo Concilio a 50 anni dal Vaticano II°? Scola: è sufficiente attuare in modo compiuto i principi allora enunciati): una del giornalismo laico che ha il compito di mordere senza
sconti i colpevoli, in particolare se si tratta di poteri colpevoli; una del giornalismo cattolico che, tra tante versioni di un fatto, ha il dovere di scegliere quella più favorevole al
prossimo.

Benito Sicchiero
per Newsfood.com

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