Carcere: finito l'effetto indulto in Toscana crescono i detenuti

Firenze, 17 Dicembre 2007 – A circa un anno dall’approvazione dell’indulto, il 19 settembre 2007, dagli istituti penitenziari toscani sono uscite 1636 persone, 877 italiani (53,6%) e 759
stranieri (46,4%), rispetto al dato nazionale (26756 le persone uscite di cui il 61,6% italiani e il 38,4% stranieri) la quota di detenuti stranieri che hanno beneficiato dell’indulto è
stata superiore di 8 punti percentuali, a testimonianza di una maggior presenza di immigrati nelle carceri toscane.

«La presenza in carcere è di nuovo a livelli elevati – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Gianni Salvadori – e se ciò sta accadendo lo dobbiamo soprattutto a
due leggi, la Bossi-Fini sull’immigrazione e la Fini-Giovanardi sulle tossicodipendenze. I dati che abbiamo a disposizione grazie alla Fondazione sono preoccupanti. Dobbiamo attivarci al
più presto per consentire a chi entra in carcere di essere accolto in maniera dignitose e per chi ne esce di potersi totalmente reinserire nella società. Stiamo lavorando a due
progetti che dovrebbero partire all’inizio del 2008: uno per aumentare il numero di operatori all’interno degli istituti e l’altro per creare percorsi concreti di lavoro per chi esce. In totale
metteremo a disposizione 370mila euro, 120mila per il primo progetto e 250mila per il secondo. Un altro impegno che abbiamo preso riguarda un progetto avviato nel carcere di Porto Azzurro
destinato agli ipovedenti. Piccoli sforzi – ha concluso l’assessore – che puntano ad aprire nuove strade in un universo complicatissimo».
Al 30 giugno 2006 la popolazione detenuta toscana ammontava a 4.106 persone (210 le donne, 5,1% del totale) Già nel 2000 i detenuti toscani avevano toccato quota 3.900 per superare i
4.000 a partire dal 2003. Sempre a metà 2006 i detenuti di origine straniera erano 1.660 (93 le donne) pari al 40% del totale (contro il 33% a livello nazionale). I detenuti
tossicodipendenti erano il 30% circa, gli alcoldipendenti il 3%, quelli affetti da HIV il 2% circa. Questo conferma anche in Toscana la tendenza
nazionale al ricorso alla cosiddetta detenzione sociale: aumenta cioè la presenza nelle strutture detentive di persone che vivono in uno stato di svantaggio, disagio o marginalità
per le quali, più che una risposta penale o carceraria, sarebbero più opportune politiche di prevenzione e sociali appropriate. Dopo l’indulto l’assetto e l’organizzazione delle
strutture penitenziarie italiane e toscane è mutata profondamente. Nella tabella un riassunto cronologico degli effetti sulla popolazione detenuta in Italia e Toscana.

30 giugno 2006

Italia 61264 Toscana 4106

31 luglio 2006

Italia 60710 Toscana 4055
31 agosto 2006

Italia 38847 Toscana 2635
31 dicembre 2006

Italia 39005 Toscana 2864
30 giugno 2007

Italia 43957 Toscana 3145
31 agosto 2007

Italia 45612

18 settembre 2007

Toscana 3236

Questa dinamica conferma che, come era già chiaro prima dell’indulto, senza cambiamenti normativi che favoriscano la depenalizzazione dei reati minori, il potenziamento delle misure
alternative, l’introduzione di misure sostitutive e la modifica delle recenti disposizioni in materia di immigrazione, tossicodipendenza e recidiva, la popolazione detenuta sarebbe cresciuta in
modo spedito, riproponendo in breve tempo la situazione di sovraffollamento pre-indulto. Ad inizio 2007 la presenza straniera era salita al 43,3% del totale, più del 3% rispetto a sei
mesi prima: su 2.864 detenuti gli stranieri erano 1.241 (54 le donne). La tabella allegata mette a confronto la composizione della popolazione detenuta nell’arco di un anno (31 luglio 2006-31
luglio 2007), evidenziando in vari casi il ritorno ad una situazione di sovraffollamento, simile a quella pre-indulto, e l’incremento della componente straniera. Il fenomeno è abbastanza
chiaro ad esempio ad Arezzo, Livorno, Pisa, Pistoia e Prato. A Sollicciano si è riusciti a restare sotto le 800 unità, grazie al ricorso a periodici sfollamenti verso altre
strutture. Ad ogni modo la popolazione complessiva a metà settembre 2007 aveva già superato la capienza regolamentare (fissata allora dall’amministrazione penitenziaria in 2.848
posti) di circa 380 unità. Gli stranieri sono aumentati in tutte le case circondariali: ad Arezzo, a Sollicciano, a Livorno, a Lucca, a Pisa, Pistoia, Prato e Siena. Analoga situazione
anche in altre strutture (Firenze Mario Gozzini, Empoli, Grosseto, Massa Marittima, Pontremoli) dove la popolazione detenuta è piuttosto bassa. Nella casa di reclusione di Massa si
è passati dal 30 al 47%. In un anno anche l’OPG di Montelupo ha registrato un incremento della popolazione internata malgrado la capacità ricettiva. Attualmente gli Istituti
penitenziari per adulti in Toscana sono 18 (19 se consideriamo la struttura di Pontremoli, sezione distaccata femminile della Casa Circondariale di Massa). La Toscana è tra le regioni a
più alta concentrazione di Istituti ed accoglie tutte le tipologie di penitenziari: ci sono 12 case circondariali (Arezzo, Empoli, Firenze Mario Gozzini, Firenze Sollicciano, Grosseto,
Livorno, Lucca, Massa Marittima, Pisa, Pistoia, Prato, Siena, di cui Empoli, Firenze Mario Gozzini e Massa Marittima a custodia attenuata), 5 case di reclusione (Gorgona, Massa, Porto Azzurro,
San Gimignano, Volterra), 1 Ospedale Psichiatrico Giudiziario (Montelupo Fiorentino) e l’Istituto femminile di Pontremoli che dipende dalla direzione di Massa.

Federico Taverniti

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