Capodimonte: Aperture serali dei musei, visitabile la collezione Farnese-Borgia

Capodimonte: Aperture serali dei musei, visitabile la collezione Farnese-Borgia

Capodimonte: Aperture serali dei musei, visitabile la collezione Farnese-Borgia
Risale al ‘700 la costruzione della Reggia di Capodimonte e nasce dall’idea di dover ospitare la collezione Farnese. Il tutto prende avvio da Carlo di Borbone, erede di Elisabetta Farnese, la quale faceva capo a Paolo III Farnese.

Caravaggio3Attraverso di loro si sviluppa la parte più prestigiosa della collezione, i Borbone immaginavano che l’arte dovesse, oltre ad avere una funzione decorativa e ornamentale, anche didattica, e hanno creato l’arte funzionale. Essa serviva agli studiosi come forma di orientamento e base di partenza per le loro ricerche, si dimostrò un valore aggiunto per il Regno, in realtà questo è stato solo l’inizio per gli addetti ai lavori di quella porcellana cotta due volte divenuta ben presto un simbolo del grande potere dei Farnese.
Le prime porcellane provenivano dall’Oriente tramite Marco Polo e i grandi regni chiedevano di poterne avere, molti decidono di produrla come facevano e continuano a fare i cinesi. Il secolo del ‘700 è ricordato come il secolo degli alchimisti o per chi, come Alfonso il Forte è stato reclutato dal sovrano di Sassonia per studiarne la composizione ed alla fine trarne la struttura. Proprio dalla Sassonia giunge la consorte di Carlo di Borbone, che trascina con sé un patrimonio enorme.

Capodimonte2Si viene, in tal modo, a creare una forma di mercato interno, ma mancava la componente dell’argilla e il Regno di Napoli si inventa una commistione di argilla alternativa al caolino, che diviene la peculiarità della porcellana di Capodimonte.
La prima delle immagini è un dipinto del Tiziano, che rappresenta Papa Paolo III in compagnia dei nipoti; Alessandro e Ottavio Farnese, un ritratto in cui Paolo III si trova in una posizione dismessa. Il Papa si era mosso alla ricerca di un ritrattista e gli era giunta voce che, il Tiziano stava dipingendo un nudo di una sensualità senza limite, così il Tiziano arriverà a Roma e quella in cui risiederà sarà la Roma dei Vasari, siamo nel periodo luterano, in piena rivoluzione. Quel dipinto del Papa costituisce una rivincita dell’artista, perché non aveva ricevuto in cambio alcun compenso, c’è un tentativo di non celebrarlo, cosa che non si è verificata con Alessandro Farnese, che nel contesto del quadro appare indipendente rispetto all’altro nipote.
Capodimonte CavalliMentre della collezione Borgia si può dire che siano state raccolte piccole parti di mondo, che hanno stupito gli spettatori di tutti i tempi, grazie all’acquisto da parte di Ferdinando di Borbone della collezione del cardinale Stefano Borgia – divisa a Napoli tra il Museo Archeologico Nazionale e quello di Capodimonte. Stefano Borgia, un uomo dalla cultura raffinata si è avvalso della sua carica di Segretario della Congregazione di Propaganda Fide, per accumulare tramite le missioni cattoliche sparse nel mondo, un ingente et eterogeneo capitale, costituito da manufatti e manoscritti. Questo materiale era la testimonianza che Capodimonte avrebbe goduto del patrimonio artistico della Terra, appartenente a civiltà esotiche e lontane, assecondando l’interesse per la storia e l’etnologia. Nel suo palazzo di Velletri Ferdinando ha dato vita ad un vero e proprio museo, articolato secondo una descrizione di fine ‘700 in dieci classi di oggetti: antichità egizie, etrusche e greco-romane, ed ancora arte dell’estremo oriente, antichità arabe e oggetti da museo di natura museale etno-antropologica dell’Europa Settentrionale, dell’America Centrale, infine il cosiddetto “Museo Sacro”, composto da opere d’arte o di artigianato legate a funzioni religiose e liturgiche. Alla morte del cardinale Borgia il museo di Velletri, ereditato dal nipote Camillo venne acquistato da Ferdinando di Borbone, che portò a buon fine una trattativa avviata da Gioacchino Murat nel 1814. Al suo arrivo a Napoli la collezione Borgia venne collocata nel Real Museo Borbonico, dispersa fra le varie teche e depositi. Con il trasporto nel 1957 delle collezioni d’arte medioevale e moderna a Capodimonte, vennero trasferiti “il Museo Sacro” e “il Museo Indico”. Un sistematico lavoro d’inventario ha permesso oggi di restituire integrità alla raccolta, che assecondando il gusto del collezionismo di un protagonista del Settecento italiano (il cardinale Borgia) si distingue ancora oggi per i suoi numerosi riferimenti culturali.
Al termine del percorso siamo arrivati nella sala dov’è presente il dipinto di Caravaggio, la Flagellazione del Cristo, un dipinto, come prevede lo stile caravaggesco; teatrale se osservato per una serie di istanti, in questo quadro c’è un’unica luce proveniente dall’alto, una figura perfetta; il piede dell’aguzzino che tocca la caviglia, una perdita della centralità, che mostra una sorta di drammatizzazione proiettata quasi nella dimensione reale. Nel 1603 quando il Caravaggio giunge a Napoli porta con sé la sensazione che i princìpi artistici validi sino a quel momento non esistessero più. Si ha notizia che molti dipinti del Caravaggio censurati venissero acquistati poi dagli stessi committenti, cioè, ciò che era valido per il pubblico non lo era per il privato, per una questione di etica dell’arte.

Odette Paesano
per Newsfood.com

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