Capodanno 2011: lo spumante d’Italia domina sulle tavole d’Europa

Capodanno 2011: lo spumante d’Italia domina sulle tavole d’Europa

Il Capodanno 2011 d’Europa è cosa d’Italia. O meglio del suo spumante, che dopo aver conquistato le tavole nazionali ha fatto lo stesso in quelle di tutto il Vecchio Mondo.

E’ quello che stima la Coldiretti, secondo cui i numeri parlano chiaro. Nel Belpaese, saranno in circolazione 80 milioni di bottiglie, ed il 98% dei brindisi verrà fatto con miscele made
in Italy.

Ed i cittadini apprezzano tale qualità, tanto da spendere in spumante 2,7 miliardi di Euro

Riguardo all’estero, nel 2010 Italia batte Francia per 380 milioni a 370 milioni di bottiglie di vini frizzanti. 

A Capodanno non si parla solo di bollicine.

Particolarmente pregiate sono così le lenticchie Castelluccio di Norcia IGP, tallonate da vicino dalle colleghe inserite nell’elenco delle specialità nazionali. Legumi di
qualità come le lenticchie di S.Stefano di Sessano (Abruzzo), di Valle agricola (Campania), di Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), molisane (Molise), di Villalba e Ustica (Sicilia) o le
altre umbre.

In generale, ogni regione d’Italia ha i suoi assi nella manica (o nella tavola).

In Emilia Romagna, ci sono i tortellini. In Lombardia, la medaglia d’oro è dei risotti, mentre in Piemonte arrivano gli agnolotti. Il Meridione è la terra degli spaghetti, tranne
in Sardegna, luogo dei gnocchetti. Menzione speciale per la polenta, piatto di base semplice e povero che può però arrivare in diverse declinazioni. Ad esempio, carne al sugo, con
formaggi, funghi e verdure, cacciagione ma in Veneto e’ molto diffusa per Capodanno la polenta e baccalà.

Per chiudere, menzione di merito per gli agriturismi, vincitori commerciali delle festività di fine 2010. A sancire il loro successo, i clienti più giovani, deliziati dalle
caratteristiche dei locali: prodotti tipici genuini, ambienti suggestivi a prezzi a ragionevoli, la possibilità di riscoprire la natura e la reciproca compagnia.

Meno poeticamente ma più realisticamente, la maggior parte degli agriturismi ha mantenuto gli stessi prezzi del 2009.

Matteo Clerici

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L’autore, la redazione e la proprietà, non
necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti
accreditate e/o aventi titolo.

Leggi Anche
Scrivi un commento