Botti di Capodanno, Adoc: Decalogo per evitare brutte sorprese

Botti di Capodanno, Adoc: Decalogo per evitare brutte sorprese

By Redazione

Roma – A San Silvestro, secondo le indagini dell’Adoc, aumentano i consumatori che passeranno il Capodanno negli
agriturismi e a casa propria. In calo veglioni e cene fuori, i cui costi sono cresciuti in media del 4%. Ed è boom degli aperitivi come sostitutivo del classico cenone, una soluzione
scelta dal 23% degli italiani.

“I rincari dei costi dei veglioni, 2,6%, e dei cenoni nei ristoranti, 5,5%, spingono i consumatori a rifugiarsi dentro casa o a preferire gli agriturismi, le cui presenze quest’anno cresceranno
del 3% – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – quest’ultima soluzione è apprezzata sia per il costo, quest’anno di 135 euro a persona, che è distribuito su tre giorni, e
per il fatto che si realizza un mini viaggio.

Cresce anche il numero di quanti passeranno il Capodanno a casa (+2%), per un totale del 25%, economicamente più abbordabile del ristorante, dato che si spenderanno in media 161 euro
per una tavolata di 8 persone. Praticamente 20 euro per persona, contro i 115 euro medi di spesa in un locale. E sono proprio i ristoranti tradizionali a registrare un crollo di presenze.

E’ il Capodanno dell’aperitivo, una soluzione alla moda e all’insegna del risparmio. Con un costo di soli 15 euro in media a persona, pari a circa un settimo della spesa al ristorante,
l’aperitivo di Capodanno rappresenta una soluzione ottimale, per giovani e famiglie, soprattutto nelle grandi città.

In crescita anche le presenze nei pub. Una soluzione anch’essa più economica del classico ristorante, costando meno della metà di quest’ultimo. Stimiamo che solo il 60% dei
ristoranti avrà il tutto esaurito per la cena del 31 dicembre, molti non apriranno nemmeno, concentrando i loro sforzi per il pranzo del primo gennaio. ”

L’Adoc diffonde anche un semplice vademecum di consigli per evitare gli sprechi a Capodanno.

“L’obiettivo è ridurre almeno della metà gli sprechi di Capodanno – continua Pileri – seguendo anche le 10 semplici regole che l’Adoc propone. Dal pianificare con attenzione il
menu delle feste al comprare solo l’essenziale, dall’evitare le offerte illusorie alla giusta conservazione di frutta, verdura e pesce al riciclo intelligente degli avanzi, l’Adoc diffonde un
breve vademecum di consigli per evitare di buttare nel cestino cibo e denaro.

Lo spreco, però, a volte può essere anche “utile” e “intelligente”, probabilmente una sua gestione migliore e oculata potrebbe risolvere molti problemi legati alla crisi economica
e ai nuovi poveri: basti pensare all’aumento considerevole di persone (il 5% in più dello scorso anno nelle grandi città), soprattutto pensionati con reddito minimo, che vanno a
rovistare nei cassonetti a fine giornata. Per cui i prodotti che avanzano, se in condizioni buone, possono essere dati alle Associazioni di assistenza”.

In occasione della fine dell’anno si ripresenta il problema dei botti e dei rischi che comporta un uso improprio, soprattutto da parte dei bambini

L’Adoc ha quindi stilato un decalogo sul corretto uso dei fuochi, per evitare rischi:

1. Usare sempre e solo prodotti legali, l’etichetta deve riportare il numero del decreto ministeriale che ne autorizza il commercio; il nome del
prodotto; la ditta produttrice, la categoria e le modalità d’uso che devono essere seguite attentamente. Se questo talloncino non c’è sono da considerarsi fuochi proibiti.

Comprando fuochi d’artificio ‘certificati’, si ha la garanzia che si tratta di prodotti che “non possono accendersi accidentalmente per frizione o sfregamento”, “la quantità di esplosivo
è conforme ai parametri previsti per quel tipo di prodotto”, “l’effetto pirotecnico è ritardato di alcuni secondo dall’accensione”, “l’effetto pirotecnico e le eventuali fiamme si
devono auto estinguere”, “le impugnature abbiano una lunghezza tale da impedire le scottature”,

2. acquistare quindi giochi pirotecnici esclusivamente nei negozi autorizzati e mai sulle bancarelle che non abbiano esposta la licenza specifica per
trattare questo genere di prodotti,

3. accenderli all’aperto e allontanarsi quando la miccia viene accesa,

4. tenerli lontani dal proprio corpo

5. accendere un fuoco alla volta ed evitare che al momento dell’ accensione ci siano altri fuochi vicini.

6. non indossare mai al momento dell’accensione giacconi o maglioni di pile o fibra sintetica, e nemmeno indumenti acetati come tute sportive.

7. non raccogliere botti abbandonati e dirlo ai bambini di non farlo mai

8. non farli accendere dai bambini, senza una presenza di adulti accanto

9. evitare di acquistare quelli troppo sofisticati, è meglio lasciarli ai fuochisti esperti

10. se un botto non è esploso non avvicinarsi troppo non prenderlo con le mani e immergerlo in un secchio d’acqua

A livello europeo è stata recentemente pubblicata una direttiva, la 2007/23/CE, che regola la commercializzazione dei fuochi d’artificio e prevede una nuova classificazione degli stessi.
Tale direttiva non è ancora tuttavia stata recepita dall’Italia, e quindi vengono ancora decisamente in aiuto le norme tecniche UNI EN 14035, che stabiliscono i parametri di sicurezza
per la progettazione, costruzione, imballaggio primario e prove dei fuochi artificiali.

Tra le vittime degli incidenti causati dai botti ci sono molti ragazzi tra i 10 e i 16 anni, che hanno danni alle mani e agli occhi. E’ necessario, anche a livello familiare, informare i
ragazzi sui rischi e sull’uso corretto dei fuochi, per evitare che la disinformazione possa essere ancora una volta una causa degli incidenti.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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